Estate 2014: Irene, una ragazza friulana, ritorna da un’esperienza di vita a Brema e decide di fondare una squadra di roller derby in Friuli. Lancia un’open call su facebook, sparge la voce e nel giro di poco tempo una decina di ragazze si riuniscono per un’estate intera sui pattini, per imparare i rudimenti del roller derby.
Esperienza sui pattini? Poca, pochissima. Coreografie? Inesistenti, è tutt’altro. Irriverenza? Troppa!
Prendeva così forma – ufficialmente ad ottobre 2014 come associazione sportiva – la squadra delle Banshees: la prima, e ad oggi unica, squadra di roller derby presente in Friuli.

Cos’è il roller derby? Un veloce ripasso: prendete dieci ragazze, munite di pattini non in linea (sì, proprio quelli che avete in soffitta!) e protezioni dalla testa ai piedi, mettetele in un campo da pattinaggio ovale. Fatto? Ora dividetele in due squadre: ognuna ha quattro difensori dette blockers e un’attaccante, la jammer, il cui scopo è quello di superare le blockers dell’altra squadra e segnare punto, facendosi strada tra un colpo di fianco e una spallata.

Non voglio però soffermarmi sul lato tecnico: di Roller Derby si parla già tantissimo online, dunque vorrei sottolineare qualche dettaglio.
E’ uno sport a fortissima maggioranza femminile, attivo già dagli anni ’30 (come una sorta di wrestling a rotelle), ma ritornato in auge in Texas a partire dalla fine degli anni ’90, in una nuova veste caratterizzata da una forte self-awareness femminile e da un background smaccatamente punk-rock.
Dagli USA, il roller derby sta felicemente creando una community mondiale di skaters appassionati.
Nello scorso dicembre si è tenuta (ovviamente a Dallas!) la seconda edizione del campionato del mondo di Roller Derby, dove l’Italia ha schierato un roster composto anche da due giocatrici friulane (Roberta e Veronica Venturini), emigrate da tempo a Londra.

Ciò che trovo davvero esaltante del Roller Derby è la sua regola aurea: la liberazione di se stesse.
Liberazione come riscoperta del proprio corpo e come libertà di vestirsi, truccarsi ed esprimersi
come meglio vogliamo.
Non c’è un physique du rôle, c’è solo la voglia di partecipare e di dare il massimo in base ai propri
punti di forza. Una donna con un fisico ben strutturato potrà essere un’ottima blocker, una con
grande velocità nelle gambe darà del filo da torcere come jammer.
Non c’è magra/robusta, bassa/alta che tenga.

In Italia sono nate finora più di 20 squadre, con un forte attaccamento alla comunità per dare occasioni di gioco e crescita.

E gli uomini? Possono partecipare come arbitri o coach, ma anche come giocatori: sta nascendo finalmente anche in Italia un movimento maschile, simpaticamente ribattezzato M.E.R.D.I. (Men’s Roller Derby Italy), con risultati tutt’altro che ridicoli!

Ritornando al Friuli, le Banshees sono sempre alla ricerca di skaters e arbitri per far crescere la propria squadra; gli allenamenti si tengono due volte a settimana e comprendono una preparazione atletica senza pattini e un focus sulle basi del pattinaggio e del roller derby.

Per ogni informazione, potete contattarle a info@banshees-rollerderby.it o www.facebook.com/bansheesrollerderby

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Giorgia
Classe '87, Giorgia nasce a Gemona e si trapianta dopo pochi anni nella ridente fortezza di Palmanova, dove vive tutt'ora con il suo partner in crime e la sua inseparabile gatta. Con i pattini ai piedi si chiama Calamity Jill e gioca come blocker nelle Banshees, ad oggi l'unica squadra di roller derby del Friuli. Trova la sua pace dei sensi nella buona birra e nel taekwon-do tradizionale. Ha una laurea in giurisprudenza, ma non ricordateglielo. Le piace scrivere di femminismi, dedicarsi a progetti ambiziosi, auto-produrre e sperimentare nuove cose a rotelle.

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