“Ogni volta che pensi di non potercela fare, stai ignorando chi sei realmente.

E stai dando potere a chi non ne ha.”

Oggi mi sento meglio. Oggi sono pronta ad affrontare Londra più tranquilla e più leggera. Oggi è il secondo giorno e ho deciso che voglio passare al West Side Thames quindi, dopo aver fatto colazione ed aver rubato due banane dal buffet, prendo la metro e scendo nella stessa fermata del giorno precedente. Realizzo che non era una visione quella del Big Ben avvolto dalle impalcature e, con un po’ di amarezza, proseguo oltre: ammiro l’Houses of Parliament e mi dirigo all’Abazia di Westminster dove ritengo doveroso entrare. Il parlamento lo metto in conto per la prossima volta. Mi sparo il tour, faccio un giretto nel Dean’s Yard e proseguo verso il St. James Park prendendo la Birdcage Walk. Mi immergo nella rigogliosa natura inglese nel pieno della stagione autunnale, ricca di caldi colori anche se della temperatura non potrei dire lo stesso. Costeggio il Guards Museum e assisto all’esibizione di una banda, forse erano delle guardie, ma non ho capito bene di cosa, che suona “Happy birthday” con dei tromboni, anche se non so a chi, né perché. -Insomma, sono una persona informata..!- Buffi, con questi cappelli alti, neri e pelosi, comunque bravi. Continuo a passeggiare tra gli scoiattoli del parco fino ad arrivare a Buckingham Palace, finalmente. Faccio un po’ di foto, vedo il Queen Victoria Memorial e mi viene fame; d’altronde è un attimo. Scendo nel parco e, casualmente, trovo un baracchino gestito da italiani, mi compro il pranzo e decido di gustarmelo in mezzo al verde. Sì, peccato che vengo circondata da gabbiani omicidi, di cui uno mi è fin planato sulla testa dopo avermi avvicinato con fare sospetto e minaccioso, oltre che gnorri. Insomma neanche un panino con calma ho potuto mangiare. Cerco di avvicinare qualche scoiattolo, sperando non tentino di uccidermi anche loro, poi proseguo verso l’Institute Contemporary Art e il National Police Memorial. Scendo verso l’Horse Guards Prade e poi risalgo verso l’Admiralty Arch, per poi proseguire ulteriormente verso nord e perdermi piacevolmente in giro per la città. Ho visto talmente tanti posti che nemmeno me li ricordo tutti a dire la verità.

Salgo verso Trafalgar Square, anche questa con lavori di sorta in corso (che vita di merda, oh!), ma apprezzo lo stesso il panorama mentre mi avvicino alla National Gallery. Ci sono vari artisti di strada: qualcuno fa il giocoliere, qualcuno il mangia fuoco… ci sono barboni che scrivono poesie sull’asfalto con dei gessetti, o semplicemente disegnano ciò che gli va. Mi lascio alle spalle l’arte di strada per andare in contro a quella da esposizione entrando alla National Gallery. Sedendo e mirando quadri e opere studiati unicamente sui libri mi accingo a perdermi tra le pennellate degli artisti più illustri: Monet, Seurat, Van Gogh, Cézanne… amici d’infanzia che non vedevo da un po’…!

Finita la visita salgo ancora più a nord, ma senza una meta precisa, forse ho anche girato in tondo un paio di volte, ma dettagli…

Le ultime mete della giornata sono Leicester Square e China Town. Quest’ultima, per quanto trovassi romantico e carino il Moon Festival in corso quando vi sono incappata,

se non altro per il nome, non sono riuscita ad apprezzarla particolarmente. Bestie morte appese alle vetrine in giro per il quartiere, di qualsiasi tipo siano, non fanno proprio per me. Ho apprezzato invece le iconiche lanterne rosse appese su dei fili che collegavano gli edifici da un lato all’altro della strada.

Ritornando verso l’hotel attraverso Piccadilly Circus e il negozio super gigante di M&M’s: io non ne avevo mai visti così tanti e di così tanti colori, ve lo giuro.

E’ così che anche il secondo giorno giunge al termine ed io mi ritiro per abbandonarmi alle calde coperte del mio lettone a due piazze <3.

Buckingham Palace

China Town

House of Parliament

Piccadilly Circus

M&M’s world

 

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here