Ci sono cose che detesto. Queste cose che detesto rispondono al nome di populismo, ignoranza e moralismo.

Cosa ho deciso di fare, quindi? Di scriverci su. Creare un Wittgestein dal taglio di bianco locale. Farò un grande uso del barrato per fare a mia volta il moralista per farvi divertire un po’. Farò talmente tanto ridere che verrete a cercarmi con la mazza da baseball per chiedermi un autografo. Peccato che agirò sotto pseudonimo. Le motivazioni sono in verità un paio e, momento di serietà, abbastanza importanti. La prima è che credo nella libertà di stampa e vi ho sempre creduto; l’uso dello pseudonimo mi aiuterà a scrivere, dire e tenere un atteggiamento che altrimenti non avrei. Vorrei, nei limiti dell’ordinamento giudiziario vigente, andarci giù pesante. Forse mi aiuterà un amico in questa personale impresa di mettere i puntini sulle u. Io intanto inizio.

Ma in definitiva: perché non andate a lavorare cosa affronterà questa rubrica? Sarà una rubrica di metainformazione, affrontata in modo gonzo. Si leggerà il meglio del peggio della stampa locale e cercheremo di indagare i meccanismi perversi alla base di tutto. Si parlerà di informazione per informare riguardo a essa (si capisce che ho studiato semiotica?). Si commenteranno (con taglio, qua sì, moralisteggiante) le splendide lettere che i locali mandano alle redazioni.

Ovviamente, come in ogni progetto de webbe 2.0, siete pregati di commentare, mandare spunti di insulti riflessione, proporre. In alternativa vi arriverà la solita lezione frontale di questo piccolo Oompa Loompa dell’informazione.

I HOPE YOU ENJOY THE SHOW.

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