Madame Beer è la nuova azienda udinese che chi ha a cuore il mondo della birra fatta in casa non può mancare di visitare. La sua sede è presso il centro commerciale Corte Smeralda di Tavagnacco (UD), e i suoi proprietari, Lorenzo Da Frè e Alessandro Marinutti, entrambi trentenni, hanno cominciato a proporre i loro kit per la preparazione della birra artigianale l’anno scorso, seguendo una passione per l’home-brewing nata anni prima. Con coraggio, dedizione e un forte spirito d’iniziativa, i due ragazzi udinesi hanno messo in piedi una realtà dove l’appassionato può trovare tutto il necessario per produrre la propria birra: malti preparati, attrezzature professionali, accessori vari, dalla bottiglia in vetro agli strumenti di misura, senza dimenticare eleganti idee regalo e perfino l’organizzazione di visite guidate presso i birrifici di tutta Europa. Dulcis in fundo, il cliente troverà la birra targata Madame, disponibile in tre versioni, tutte da provare.
Noi di Blud abbiamo incontrato Alessandro e Lorenzo direttamente presso il loro negozio, ed ecco cosa che ci hanno raccontato della loro gustosissima, è proprio il caso di dirlo, nuova avventura imprenditoriale.

Madame Beer

Avete aperto la vostra attività nel 2015, ma prima di questa data eravate entrambi dipendenti di altre aziende. Come nasce l’idea di cambiare radicalmente vita e di creareMadame Beer?

Alessandro:Io lavoravo in un ingrosso che vendeva attrezzature per fare la birra, e quindi facevo già parte di questo settore anche se, come hai detto giustamente, ero un dipendente e non avevo alcun potere decisionale all’interno dell’azienda. Dopo diversi tentennamenti, mi sono detto: perché non provare a creare qualcosa, perché non aprire un’attività indipendente? Ho pensato subito a Lorenzo, che era un grande appassionato di birra fatta in casa (infatti era nostro cliente), gli ho parlato della mia idea e ha subito accettato. Ecco com’è nata Madame Beer, in modo quasi naturale, oserei dire.

Lorenzo: Sì, a fine di giornata, dopo lavoro, andavo a trovarli perché sono appassionato di birre artigianali dalle superiori, già verso i 17-18 anni facevo le prime prove di birre fatte in casa. Quando Alessandro mi ha esposto le sue idee io ero in una fase di cambiamento e ho colto al volo l’occasione.

Avete partecipato a qualche bando europeo e/o regionale per ottenere dei fondi?

A: No, anche se ovviamente ci abbiamo provato. I soldi per partire li abbiamo messi tutti di tasca nostra. Purtroppo per il settore del commercio non ci sono molti fondi, per l’agricoltura o per l’artigianato per esempio è diverso, nel settore agricolo o per la lavorazione del legno ci sono molte più possibilità di ottenere finanziamenti.

Mi ha colpito la scelta della location. Invece di posizionarvi in centro città avete deciso di puntare sulla Corte Smeralda, un centro commerciale un po’ defilato a mio avviso.

L: E’ stata una scelta pensata e voluta, siamo stati quasi costretti a venire qua perché qui c’è tutto: il parcheggio gratuito, la vicinanza con l’autostrada, ed inoltre ultimamente hanno aperte diverse attività, è una zona in forte espansione.

A: Sì, far partire un’attività in centro città sarebbe stato complesso perché gli affitti sono più cari e a livello logistico è complicato: se devo far scaricare un corriere rischio la multa!

Come sta andando il settore delle birre artigianali?

L: E’ un settore in crescita, ultimamente sono nate molte attività che hanno per oggetto la birra, anche se in pochi seguono l’intero processo, dalla fornitura dell’ingrediente alle bottiglie.
A: Noi rivendiamo materie prime, attrezzature, kit per fare la birra e, naturalmente, la birra prodotta da noi. Forniamo un servizio a 360° per quanto riguarda la birra fatta in casa.

E’ stato difficile organizzare il lavoro? Come vi siete divisi i ruoli?

A: Abbiamo deciso di rispettare le inclinazioni personali di ognuno, quindi io mi occupo più che altro di logistica, contatti coi fornitori, ricerca materie prime. Lorenzo è più orientato alla ricerca di partner e clienti, segue quindi la parte commerciale.

A tal proposito, vi chiedo: è difficile diffondere la cultura della birra in una terra come il Friuli dove il culto del vino regna sovrano?

A: Beh, in Friuli sicuramente il vino la fa da padrone. Noi, attraverso le serate che organizziamo durante l’anno – la prossima sarà il 22 aprile presso Tagli e Taglieri a Udine – cerchiamo di far capire che esistono molte differenze tra una birra e l’altra. La birra artigianale è di qualità nettamente superiore rispetto alla birra che trovi nella grande distribuzione. In base al tipo di luppolo, per esempio, si ottengono birre più o meno buone a livello qualitativo. Il problema è che non c’è ancora molta cultura a proposito della birra, la gente pensa ancora che quella che compro al supermercato sia uguale a quella artigianale.

L: E’ complesso far capire i motivi alla base delle differenze di prezzo tra le birre artigianali e quelle commerciali. La birra è ancora associata ad un qualcosa che bevo tanto per stare in compagnia, o per andare in sagra, mentre di vini anche molto costosi e considerati molto preziosi ce ne sono molti. La gente non si scandalizza per un vino da 100 euro, è una cosa normale. Fa invece strano trovare birre come le nostre con ingredienti di alta qualità, quindi un po’ più care delle birre da supermercato.

Una differenza fondamentale tra vino e birra è che farsi il vino in casa è complesso, invece grazie ai vostri kit la faccenda si semplifica.

L: Sì, il kit è lo strumento, poi servono le materie prime, gli ingredienti. Noi forniamo tutto il necessario, trovate tutto sul nostro sito, comprese le istruzioni per fare la birra. Noi produciamo 3 birre, la Madame de Blè, Madame Blonde e Madame Noir. L’idea di base è comunque quella di riferirsi ad un mercato di qualità, di élite, perché curiamo tutti i dettagli nei minimi particolari, a partire dall’etichetta, fino alle idee regalo. Nelle etichette per esempio abbiano inserito anche i possibili abbinamenti con il cibo.

A: In futuro vorremmo inoltre completare la filiera aprendo magari anche un vero e proprio bar, sarebbe molto interessante! Per ora cerchiamo di portare avanti il progetto attraverso il negozio e la distribuzione dei kit, ma mai dire mai!

Un ultima domanda: poiché la birra è senza dubbio un elemento che fa da collante nelle serate fra gli amici, cosa pensate della movida udinese, anzi, dell’assenza di movida a Udine?

A: E’ un grosso problema, perché si è abbassato il potere d’acquisto, quindi la gente spende meno, e alla fine i locali chiudono. Essendoci meno denaro da spendere, c’è anche meno possibilità di fare serata. Il locali non chiudono solo perché non possono tenere la musica ad alto volume, ma chiudono perché la gente spende meno di una volta.

L: Un altro problema è che mancano parcheggi in pieno centro, quindi la gente non va a fare acquisti nei negozi del centro città. Bisognerebbe puntare di più sullo sviluppo del turismo, ma anche da questo punto di vista non ci sono molte iniziative.

Ringraziamo Alessandro e Lorenzo per l’intervista e invitiamo i lettori di BLUD a visitare il sito www.madamebeer.it dove troverete tutte le informazioni necessarie per l’acquisto dei loro prodotti e perfino il loro blog http://www.madamebeer.it/blog/ : non esitate a commentare i molti articoli presenti, i due titolari saranno ben lieti di rispondere alle vostre domande. Buna birra a tutti, dunque, e che sia Madame Beer!

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