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Dalla Cina,  2 giorni fa sono arrivata nelle Filippine.

Ora, questa è Manila: 

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(Io che faccio il solletico ai grattacieli – no, non lo soffrono)

Ma anche questa è Manila:

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(e questa non è nemmeno una baraccopoli! )

La città è piena di controversie. Ho avuto la fortuna di girarla un po’ con una persona del posto, Annabel, la mamma della mia amica Stephanie, che si è presa cura di me con dolce attenzione; specialmente per quanto riguarda il primo approccio alla cucina filippina. Dopo questi primi giorni, sono arrivata alle seguenti realizzazioni.

Lezioni imparate

  • La mia dipendenza alla caffeina è decisamente diventata critica, e non me ne ero nemmeno accorta. Ma quando il mal di testa costante che attribuivo al jetlag e alla grande afa di Manila è sparito dopo un po’ di caffè, la mia caffeinomania mi è parsa chiara. Grazie insomma geni italiani!
  • Mai, mai fidarsi delle apparenze. Ho passato un’oretta a parlare con questa Pau, una ragazza bella e gentile che mi ha aiutata ad ottenere una sim card filippina. Solo dopo essermene andata Annabel mi ha detto che il suo nome completo è PauLO, e che lei è un lui! Cioè, lui è una lei! Ah, insomma…avete capito.
  • Concetto di “bellezza”: essere pallidi, biondi, e apparire spersi con un sorriso ebete in faccia vi procaccerà una vasta serie di “sei bellissima, ma’am!”.
  • L’aria condizionata NON è malvagia. Dopo una vita intera passata a combattere le bufere scatenate dall’aria condizionata, sono arrivata alla conclusione che quest’ultima può in effetti salvare il tuo sonno notturno.
  • “sorridi, ma’am, ti mantiene giovane!” – quotando Rex, l’autista, fedele compagno di ogni passo di Annabel nella giungla che è Manila. Ecco il segreto dell’apparente eterna giovinezza degli asiatici.

Lezioni disimparate

  • Il concetto di “cocco”: dimenticate quel coso marrone scuro e peloso, e date il benvenuto a questo nelle vostre vite …

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(Acqua di cocco bevuta da un VERO COCCO!)

  • Il concetto di “traffico”(OH-mio-DIO), di “attraversare la strada” (aka: tentativo di suicidio) e di “mezzi pubblici”:

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(Un jeepney in mezzo al traffico: le persone saltano su e giù a random punti della strada. Rivisitare anche il concetto di “hop on – hop off)

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(Non davvero un mezzo pubblico,  ma una mamma asiatica che si prende cura di te significa anche fare un viaggetto in carrozza…giuro che Derek e l’anziano signore sono stati estremamente gentili con il cavallo)

  • Come caffè,  latte, biscotti, brioche e cereali siano giusto troppo banali per colazione. Perché non pesce affumicato, riso e frutti incredibilmente futuristici?

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  • Come servire il caffè (quante volte ho già menzionato il caffè nei miei post?!): quando riesci a procacciartelo, raggiungi il nirvana…

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(Si, quella teiera è in realtà piena di caffè. Questa è la quantità di caffeina che ti servono. E la cura ai mal di testa interminabili!)

Ora vado a dormire, domani sveglia alle 4 di mattina per prendere il volo verso la mia prima isola. Non vedo l’ora di incontrare nuovi amici!

Lascio una foto a testimonianza di quanto poco mi intono alla Manila chic….

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…versus quanto mi adatti ben meglio all’acqua sporca e selvaggia.

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Ringraziamenti speciali a questa bellissima principessa d’oriente.

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Eleonora
Le radici: ben piantate tra Udine, il Friuli e l'Italia. Il tronco: intrecciato tra Parigi e Valencia, le métro e l'aria profumata, l'acciaio e la sabbia. I rami: quelli infinitamente tesi di una viaggiatrice senza casa, una psicologa senza lavoro, una sognatrice senza speranze (di lasciare i sogni ed immergersi nella realtà). Al momento in missione esplorando una parte di mondo e di me che non conoscevo.

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