Emozione, stupore, agitazione, imbarazzo, ma anche tanta ammirazione.
Emozioni che facevano un po’ a pugni dentro di me mentre conoscevo ciò che contorna questo mondo e che a noi spesso si nasconde. Ed è proprio quello che non vediamo, che suscita maggiore curiosità.

Cosa sono le Drag Queen? Cosa si nasconde dietro questo modo di essere? Com’è far parte di questo mondo, troppo spesso attorniato da pregiudizi e ignoranza?
Scopriamolo, insieme a Lady Borderline.

Da quanto fai la Drag Queen?
Ho iniziato la prima volta nel 2009, anche se in realtà una piccola apparizione c’è stata già nel 2008, però le serate e gli eventi più impegnativi dal 2009 in poi.

Come è nata questa decisione?
Per caso, in seguito a un carnevale, ho festeggiato il mio compleanno che cade circa a metà febbraio quindi molte volte coincide con questa festa. L’ho fatta al Pi Greco e da quella volta è nata una collaborazione con il locale e in seguito sono entrato nel gruppo Pazza Idea che mi ha permesso di esibirmi a varie serate.
Credo sia stata una questione di feeling da entrambe le parti, già ci conoscevamo però non sotto queste vesti.

La tua famiglia lo sa? Cosa ne pensa?
I miei amici sì, la mia famiglia no. Premetto che io mi reputo un po’ un “senza famiglia” un “senza Dio” quindi tutto ciò che è la mia parte artistica, la mia parte personale, la mia parte relazionale, la mia vita, tendo a non esternarle per come sono fatto. Sono molto riservato, è chiaro che il personaggio della Drag Queen è abbastanza d’impatto quindi non sai mai come può essere la reazione delle persone, tanto è vero che anche con gli amici c’è stato uno scoprirsi graduale perché non sai mai cosa pensano. Una maschera è una sorta di specchio, uno vede ciò che riflette, mette comunque del suo e a tal proposito, non si può mai sapere.

Da quando è iniziato, questo percorso è stato difficile?
Sì. Non è stato affatto semplice. Intanto è stato il personaggio a scegliere me e non io a scegliere il personaggio, è avvenuto tutto per caso, anche se penso che nella vita nulla succeda davvero per caso. Quando qualcosa, dall’esterno, entra dentro di te è sempre molto difficile, devi far coabitare due diverse esistenze. Per me, il personaggio è molto distaccato da quello che sono io, però è parte di me, oltre al fatto che vive anche al di fuori di me: quando sono il personaggio non sono più io e, viceversa, quando sono io non sono assolutamente il personaggio. Il mio personaggio è tutto l’opposto di quello che sono, o comunque enfatizza dei lati della mia persona che nella vita normale non posso esprimere così facilmente, essendo eccentrico, colorato ed entrando appunto in contrasto con il “me” di tutti i giorni.

Credo che in qualche modo ti renda libero, sbaglio?
Assolutamente. Gli esseri umani sono ingabbiati, gli artisti sono liberi e secondo me salire sul palco, creare delle performance, intrattenere la gente, truccarsi, vestirsi in un modo opposto a quello che sei, è libertà.

Ma in qualche modo il trucco, oltre che il vestiario, contribuiscono? Questa sorta di “non metterci la faccia” se vogliamo così definirlo, aiuta?
Assolutamente sì, anzi tante volte capita che in base a come mi vesto, mi trucco, mi pettino, ho delle determinate caratteristiche: può essere una serata più sexy o più castigata e, in effetti incidono molto e diventano anche quella barriera tra me e l’altro che crea quella distanza giusta che mi permette di essere e fare quello che voglio, senza avere la paura di essere giudicata. Essere in un modo che nella vita di tutti i giorni non sarebbe possibile.

Perché una persona dovrebbe decidere di diventare una Drag Queen? Non credo che per tutti nasca casualmente come per te, forse qualcuno sente un desiderio particolare?
Bella domanda. Nasce molto dalla casualità, ma niente è per caso, come ho detto prima. Probabilmente non riuscirò mai a razionalizzare la scelta e il motivo perché è tutto molto etereo, sfugge alla comprensione. Ci puoi mettere mille ingredienti: esibizionismo, divismo, legato alle icone che abbiamo sempre seguito e amato della musica, dello spettacolo. Una voglia di vestire i panni che non sono i nostri e che sono del sesso opposto, però sono cose molto evanescenti. Quello che posso assolutamente dirti è che questa esperienza, fatta da ognuno di noi quattro è un’avventura incredibile perché ha unito quattro persone che non si sarebbero mai conosciute, che provengono da città molto diverse, lontane le une dalle altre, che fanno vite totalmente opposte, lavori totalmente opposti e la cosa bella è che ha creato un’amicizia che è qualcosa di veramente catartico, quasi una seduta dallo psicologo. Noi diciamo sempre che la parte più bella non è quando saliamo sul palco, bensì le prove e tutto il backstage, quando ci trucchiamo, quando decidiamo le serate, i titoli, quando facciamo le prove dei balletti, li ci divertiamo alla grande, anche se litighiamo come dei pazzi (scappa una risata da parte di entrambi), ma d’altra parte sono i momenti più belli. Relazionarmi con loro mi ha insegnato molto. Mi ha insegnato a comprendere le altre persone, comprendere altri artisti come loro, diversi da me, ho imparato a livello tecnico tutto ciò che è make up, creare un costume, cucire, scelte da un punto di vista della performance, quindi è un’esperienza meravigliosa.

Tu fai parte di questo gruppo targato Pazza Idea. Mi spieghi un po’ come nasce, perché si chiama così, di chi è stata l’idea…?
Noi siamo arrivati in corso d’opera, Pazza Idea già esisteva, essendo nata del 2007. E’ una costola del Pi Greco, i cui gestori hanno voluto creare delle serate extra, non legate agli orari dei bar, ma che avrebbero potuto estendersi a locali e discoteche quindi mantenere comunque questi incontri. Scopo assolutamente artistico, di aggregazione, di divertimento, il cui compleanno si festeggia il primo giugno perché la prima di queste serate è stata fatto proprio in questo giorno. Il gruppo nacque perché a Osoppo c’era un locale chiamato Onyx cui è stato cambiato il nome in quello attuale anche i riferimento alla canzone della Patty Pravo.

Oltre alle serate che fate qui in castello ci sono altri eventi in regione, anche fuori provincia, o fuori dal Friuli?
C’è capitato di fare serate in varie parti della regione, siamo andati a Lignano Sabbiadoro, a Caorle, a Codroipo, nel Pordenonese, ma comunque la sede è ubicata qui, gli affezionati sono di qui. La stagione inizierà ad ottobre con tante novità per quanto riguarda la beneficienza e altro che devono essere ben definite, che andranno al di là delle serate in castello. Cose interessanti di cui non si può parlare fino a quando non si firma ed è messo tutto nero su bianco; sai quante serate sono andate a monte, anche all’ultimo momento.

Da donna quale sono, voglio assolutamente sapere quanto ci impiegate a
truccarvi. Se fate tutto da sole, ma soprattutto, se così è, come avete imparato. Hai fatto un corso di make up?
Dalle 3 alle 4 ore per trucco, parrucco e vestito e facciamo tutto noi, ognun per sé. Ci aiutiamo e correggiamo a vicenda se magari ci sono delle imperfezioni, di noi quattro c’è solo  KimErika che è del settore ed è anche la più precisa e tutte noi la odiamo per questo. Ci ha aiutato molto a migliorare, anche in fatto di abbinamenti, poi ognuno si è specializzato in ciò che gli serviva. You Tube e i tutorial insegnano molto.

E i vestiti? Li fate voi o li comprate?
Alcuni sì, altri li compriamo. Se il tema è impegnativo, quindi sono richiesti accessori strani, facciamo noi, altrimenti li compriamo, su internet, nei negozi, negli outlet.

Forse è una domanda un po’ sciocca, però ci provo ugualmente. In che sesso ti identifichi di più?
Sul palco sono completamente Lady Borderline, poi dipende dalle serate. Ci sono serate in cui c’è una lotta: mi accorgo che quando c’è qualcosa che non va, nel senso, non sto particolarmente bene o sono particolarmente stanco, Lady Borderline va a dormire e sono io truccato, per capirci. Negli altri casi invece è tutto il contrario. La tendenza è comunque verso la personalità femminile.
Una cosa che mi è capitato di notare durante le serate è che il mio personaggio è assolutamente amato dalle donne (Confermo, visto che sono tra quelle, glielo dico e ci scappa un sorriso), agli uomini sono indifferente, etero o gay che siano, ma questo non mi dispiace, vuol dire che l’intento riesce e il personaggio vince!

Preferisci che si rivolgano a te come un lui o come una lei?
Quando sono truccato, assolutamente come una lei, quando sono nelle mie vesti quotidiane ovviamente come un lui, ci sono dei connotati che impediscono di fare il contrario..!

Cosa c’era prima di Lady Borderline? Sceglieresti di fare solo questo (visto che al di fuori delle serate conduci una vita “normale”) ?
Io sono un pazzo furioso. Ho fatto di tutto, danza classica, moderna, dipingo, mi piace un po’ tutto quello che è arte, esprimermi in qualsiasi modo.
No, non credo potrei fare solo la Drag. Ho bisogno di tanto altro, ho bisogno di me. La cosa più dura ogni volta è togliermi la barba, perché li senti a livello fisico che devi cambiare, è un po’ come togliere una parte di te, anche se sembra una stupidaggine. Poi esce fuori La Pazza e li dolore si annulla.

Quando hai capito di essere attratto dalla figura femminile, inteso come aspetto estetico della donna?
Io provengo da una famiglia prettamente matriarcale e la persona che in famiglia mi ha ispirato di più è mia nonna, cui sono molto legato. Mi ha insegnato come stare al mondo, anche nelle difficoltà e quando hai come esempio una persona che ha vissuto una vita tremenda, ma non perde mai il sorriso e ti guarda sempre con occhi limpidi, li capisci che c’è veramente tanto da prendere esempio e fare tuo nella vita. E poi le icone della musica hanno contribuito molto. Sono una creatura pop e tutte le creature pop sono prettamente femminili: vedi Madonna, Kylie Minogue, i classici… Tutto questo in età adolescenziale.
Ho sempre adorato gli artisti trasformisti, anche David Bowie per come è camaleontico e qui, mi ripeto, è il personaggio che sceglie te. Insomma, uno stile di vita borderline, fuori dalle righe, che va oltre il palcoscenico, esattamente come me, è per questo che mi chiamo così.

Dentro di te, all’inizio, come ti sei sentito?
E’ stata dura. Il problema è sempre che non sai mai come ti vedono gli altri. Vieni considerato un artista che usa maschere, che passa poi ad essere un travestito e NON SIAMO TRAVESTITI (!!), e soprattutto non siamo tutti transessuali, al fenomeno da baraccone, allo sfigato che non sa cosa sta facendo o pensano che sia per una scelta sessuale, quando qui il sesso non c’entra assolutamente nulla. Ad ogni modo se non ci fossero tutte queste idee, sbagliate peraltro, da parte degli altri, questo sarebbe parte di me, perciò non sarebbe stato così difficile. Comunque è un’esperienza che consiglio a tanti. Molti si nascondo, vuoi perché si vergognano con gli altri e con se stessi, ad ammetterlo, ma uno non si può nascondere, l’arte non è fatta per questo e a più di qualcuno si legge negli occhi.

Abbiamo finito. Ti lascio libera come il vento, come è Lady Borderline sul palco, dentro a dei tacchi altissimi, vestitini attillatissimi e capelli lunghissimi, avvolta da una femminilità, a mio parere, da fare invidia.
C’è qualcosa che ci tieni a far sapere al pubblico?
Io tengo a far sapere tante cose. Una di queste è di non giudicare MAI un libro dalla sua copertina perché rischi di perderti dei gran bei libri, quindi consiglio di leggerlo dalla prima all’ultima pagina (chi ha orecchie per intendere intenda, sottolinea).
Un’altra cosa che ci terrei a far sapere è che la nostra vita sentimentale è stata completamente penalizzata. E LO SOTTOLINEO! Ci siamo fatti terra bruciata attorno perché certe persone ci riconoscono e non vogliono assolutamente avere nulla a che fare con noi perché non condividono questa scelta di vita. Probabilmente nella loro testa pensano che siano delle perversioni sessuali che noi portiamo nel privato, ma ti posso assicurare che, almeno per quanto mi riguarda, assolutamente non è così anzi, mi farebbe schifo. Un conto è il personaggio, un conto sono io nella vita di tutti i giorni. Le proposte di feticisti non mancano, cose assurde che non posso raccontare, ma non farei mai una cosa del genere. La libido cade irrimediabilmente. Sono solo un fumetto, una Jessica Rabbit, un personaggio inventato che non ha quelle pulsioni. C’è davvero tanta confusione.
Lancio un messaggio alle donne: OSATE DI PIU’ Non abbiate paura di osare perché osare è meraviglioso ed è un’arma che avete e a cui dovete ricorrere, chiaramente con sentimento, ma fatelo. La seduzione che c’è dietro ad un make up, un outfit o un portamento è un qualcosa di meraviglioso e antico –perché la seduzione è femmina- che è un regalo che la natura vi ha dato.
Bisogna conoscere se stessi, ognuno ha un suo livello personale di seduzione: ci sono donne che possono indossare un abito lungo e dal collo alto ed essere molto sensuali, rispetto ad altre che si vestono in minigonna.
Insomma, la classe non è acqua, ma tanta vodka! 😉

https://www.facebook.com/Pazza-Idea-1523135264614560/timeline/

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