Camilla l’ho conosciuta perchè la sua attuale collega Alessandra Meneghello (AMen Tattoo) era una mia ex collega ai tempi dell’EnAip.
Camilla, in arte Millantare Tattoo, qualche settimana fa ha deciso di pensare ad un evento grazie al quale ho vinto ad estrazione un suo disegno che poi è stato trasferito indelebilmente sulla mia schiena. Durante le 3 ore che sono stata sotto i ferri abbiamo parlato di diverse cose mentre Mike era pronto ad immortalare ogni attimo con la sua macchina fotografica.
Ecco cosa è nato da quella giornata.

[Ingresso studio, Camilla sta preparando lo stampo, sul muro sono appesi alcuni disegni tra cui uno in particolare che attira la mia attenzione]

E quello?

Questa è un’illustrazione per un libro. Un mio amico, Francesco Ciprian, ha iniziato molto presto a girare il mondo e ha sempre tenuto un diario in cui ha raccolto dieci anni di viaggi (in ultimo è stato in Iran, è tornato da poco). L’anno scorso ha pensato di farne un libro e mi ha chiesto di realizzare delle illustrazioni sui suoi racconti e questa è una di quelle. Una casa editrice ha accolto la sua proposta e presto il libro sarà pubblicato.
Lui invece mi sta facendo il sito internet, che sarà pronto a breve.

Il nome, “Millantare”, da dove nasce?

Volevo qualcosa che ricordasse il mio nome, Camilla, Milla… Millantare! Letteralmente “vantare esagerando, o addirittura senza fondamento, le proprie capacità”…l’ho trovato autoironico e mi ha convinta subito.

Quando avete inaugurato lo studio?

[NdR. Via Grazzano 144, Udine, si riceve solo su appuntamento]
Abbiamo inaugurato ufficialmente il 23 gennaio 2016 anche se in realtà abbiamo aperto il 14 dicembre dell’anno prima. Stiamo già pensando di fare una festa per il primo anno di attività…  un anno è da festeggiare!

Ma lo studio non ha nome?

No, in realtà no. Io e Ale (Alessandra Meneghello, Amen tattoo) condividiamo questo spazio ma siamo due realtà indipendenti (ognuna ha il suo stile e i suoi clienti, che arrivano a noi principalmente per passaparola o perchè ci conoscono sui social) e per ora non ci interessa dare un nome comune allo studio.
[In realtà Mike mentre fotografava ha pensato ad un nome, vedremo se il suggerimento è piaciuto! 😉 ]

Com’è iniziato il tuo percorso da tatuatrice?

Mi è sempre piaciuto disegnare, tutto parte da qui, il foglio è un territorio in cui posso trascorrere ore ed ore, è qualcosa che mi ha sempre catturata e calmata. Mi sono diplomata all’Istituto d’Arte nel 2006 e poi, per una serie di motivi, mi sono iscritta a Relazioni Pubbliche a Gorizia. La vita universitaria è stata ovviamente divertente ma sapevo di aver sbagliato strada, volevo in qualche modo tornare al disegno ma non mi era ancora chiaro come.
E’ iniziato tutto per caso quando sono andata a farmi tatuare da Luca al Rafetaal Tattoo e parlando con lui ho espresso questo mio desiderio.
Poi è passato del tempo (due anni in verità!), io nel frattempo mi sono laureata, ho avuto disparate esperienze lavorative e sono partita per un viaggio in India. La sera dopo il mio rientro a Udine ho incontrato per caso un’amica che conosceva Luca e mi ha detto di contattarlo perchè era un mese che lui cercava di telefonarmi ma io non rispondevo. Figurati ero in vacanza, e avevo perso il telefono! E insomma dopo tutti quei mesi Luca mi stava chiamando perchè aveva bisogno di qualcuno che disegnasse e che si occupasse della segreteria, così la settimana dopo ho iniziato a lavorare da lui!
Non era previsto che iniziassi a tatuare, forse non ci avevo nemmeno mai pensato, ed essere pagata per disegnare era già bellissimo. Ma presto mi sono incuriosita e ho voluto sperimentare anch’io, la mia fortuna è stata essere vicino a due professionisti che hanno facilitato il mio apprendimento.
Dopo circa due anni ho lasciato il Rafetaal Tattoo (era il 2012) per dedicarmi esclusivamente al tatuaggio. Ai tempi Alessandra era collega di Luca e ci siamo conosciute lì, è nata una bella amicizia che ci ha portate, alla fine, a scegliere di aprire questo studio insieme. Ma davvero, è stato tutto molto casuale.

Parlami un po’ di com’è nato il tuo stile

Quello che propongo io può essere inserito nella corrente avantgarde (stile cresciuto in Francia e nell’est Europa ma ormai diffuso anche qui), anche se faccio fatica a capire che etichetta darmi e non ci penso molto. Tutto nasce dalla scoperta di alcuni artisti (Xoil in particolare) mentre cercavo immagini ed idee per lo studio in cui lavoravo prima; artisti decisamente meno classici, svincolati dal realismo, dal giapponese, dall’old school… svincolati da parametri ben precisi. Questo mondo che usciva un po’ dai contorni e che univa elementi grafici, pattern, sfumature watercolor, astrattismo, forme imperfette, schizzi di colore, mi ha colpito subito e posso dire sia stato il motore della mia decisione ad iniziare davvero.
Attualmente frequento una scuola (la Scuola Internazionale di Comics a Padova), un percorso che dura tre anni in cui studio e sperimento il vasto mondo dell’illustrazione. Questo è per me sia un forte stimolo che un elemento di difficoltà perché mette alla prova le mie sicurezze sul disegno, ma che mi sta dando degli spunti e degli strumenti da integrare a quello che già faccio.

Alla Convention di Trieste ci sarai?

[International tattoo expo Trieste, 11,12,13 novembre 2016]
Ho fatto la richiesta, sarebbe la prima volta che lavoro in convention questa.

E Convention a cui invece hai partecipato come spettatrice?

A Londra, a Berlino, a Venezia, a Bologna, a Lubiana. Sono stata per la seconda volta a quella di Londra a settembre appena trascorso, ma sono rimasta un po’ delusa. Mi spiego, bella, bel posto, grande, tanti artisti, però non ho visto niente di innovativo. Tanto traditional, tanto giapponese, tanto realistico…tanto classico!
Non disdegno nessuna di queste correnti, ci mancherebbe, ho visto artisti di tutto rispetto, però esistono ormai altre tendenze e in una convention così grossa mi aspettavo di vedere più novità e di incuriosirmi di più.

Quindi possiamo dire che ci sono gli evergreen, ma ci sono anche le mode del momento?

Non so dirti se ci siano delle vere e proprie mode, ma senza dubbio il tatuaggio, essendo ormai da anni assolutamente in voga, si è ramificato in tantissimi generi. Trovo che questo sia positivo sia per noi che per il cliente, c’è una libertà maggiore per entrambi:
noi possiamo continuamente esplorare e decidere che direzione prendere e il cliente che sia disposto a non fermarsi allo studio più vicino o più economico può davvero trovare l’artista che interpreti la sua idea nella forma più consona per lui.

Ma quindi tu fa solo avantgarde o anche altro?

Mi capita di tatuare anche altre cose (le scritte, i simboli…) ma cerco di fare solo il mio. Fin da quando ho iniziato, ho cercato di trovare una dimensione che sentissi mia e presentarmi così, quindi tendenzialmente dopo quattro anni, le persone che si rivolgono a me lo fanno perchè sanno che tipo di lavoro faccio e vogliono quello.
Ho anche rifiutato qualche lavoro perchè non mi apparteneva, e ho perso qualche cliente perche l’ho fatto aspettare troppo per un disegno (se questo non mi viene naturale e il risultato non mi piace non lo presento nemmeno).
Come dicevo siamo in tanti a tatuare, se vuoi un polinesiano o un realistico, non ti rivolgi a me, ma chiedi a chi è specializzato in quello, io non sono la persona giusta.
C’è anche da dire che il rovescio della medaglia dell’eccessiva specializzazione è che poi rischi di rimanere incastrato in un’identità da cui il “mercato” non ti lascia facilmente uscire, e di questo parlavo con un’amica che lavora a Londra in uno studio grosso in cui ci sono tanti tatuatori e la politica dello studio pretende una chiara identità per ognuno di loro.

Tornando alle convention, hai avuto modo di incontrare e veder lavorare qualcuno dei tatuatori a cui t’ispiri?

Come dicevo, io mi sono innamorata del tatuaggio e dell’avantgarde grazie a Xoil, che ho avuto poi modo di conoscere in convention a Londra e da cui mi sono fatta tatuare a Bologna, un piccolo tatuaggio in hand poke (tecnica di tatuaggio senza macchinetta). Da lì si è aperta una finestra su un certo tipo di mondo, in cui per me rientrano Kofi, Lea Nahon, Klaim, Timur Lysenko, Expanded Eye, Bouits, Katarzyna Krutak, Federica Stefanello… e altri ancora. Ultimamente sto seguendo molto Nadi (una tatuatrice coreana che trovo meravigliosa) e L’Oiseau… ma alle convention a cui sono stata ho visto, sfortunatamente, solo pochi di loro. Questi artisti non per forza si assomigliano tra loro ma mi ispirano allo stesso modo, li ammiro, traggo spunto, ma non voglio cercare di imitarli. Ognuno deve trovare un modo di disegnare e di tatuare che gli sia il più fluido e naturale possibile, solo in questo modo, credo, si può trovare la propria personalità espressiva, ci si può conoscere in maniera onesta e si può lasciare al proprio percorso la libertà di crearsi senza voler predefinire tutto. E ovviamente io mi sento appena all’inizio di questa ricerca!

Il disegno che ho vinto io… com’è nata l’idea?

Mi sono svegliata una mattina con un barlume dato da un momento di insoddisfazione, non mi ritrovavo nei disegni che stavo realizzando, non ero appagata dai contenuti delle richieste né dalla forma che stavo dando loro. Così ho capito che dovevo fare qualcosa. Ho deciso di indire questa giornata (lo scorso 18 settembre) in cui avrei presentato otto disegni, che mi sono data il tempo di realizzare nell’arco dell’estate, e che avrei poi tatuato gratuitamente ai vincitori dell’estrazione (che ha avuto luogo quel giorno). Ognuno poteva scegliere se partecipare all’estrazione di una, due, o tutte e otto le tavole.
Questi disegni sono nati da concetti, frasi, canzoni, ricordi, spunti, da qualcosa di cui mi ero “appropriata” negli anni e a cui io ho cercato di dare una forma tramite il mezzo che io conosco meglio per esprimermi. Avevo mille idee ed ero curiosa di capire cosa poteva venire fuori da questi suggerimenti, cosa poteva emergere senza vincoli stilistici e di contenuto, e anche senza vincoli economici.

…e direi che l’esperimento è andato bene!
Qua di seguito trovate alcune foto scattate da Mike Marin, l’album completo sulla nostra pagina facebook qui

Info e contatti:
Facebook Milantare Tattoo 
Facebook Camilla Raffin
Instagram Millantare Tattoo

Via Grazzano 144, Udine
Tel 391 476 0346

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 250 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Enzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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