Ornella nasce il 14 maggio del 1992. Da che ha memoria, e sa cosa sia una macchina fotografica, fa foto a manetta, senza pensare a regole e dettagli propri di quest’ arte (e si vede! – aggiunge), ma non se ne fa un problema.

Almeno fino a che il mestiere di “fotografo” non spopola tra gli adolescenti e la moda di creare pagine a caso dal titolo “Pinco Pallino Photography” sfugge un po’ di mano.

L’ha sempre visto come un hobby, ma forse è il momento buono che questa passione inizi davvero a  prendere forma, per diventare qualcosa di più.

Scopriamo un po’ qual è il suo rapporto con la fotografia.

Chi sei e di cosa ti occupi nella vita?
Sono Ornella, e nella vita sono una “Pushing Forward self-life manager whatever happens” ovvero, “Tiro avanti”. No, vabbè, sto tentando di combinare qualcosa di buono. Studiare non m’è mai piaciuto, perciò ho abbandonato da subito l’idea dell’università (di grazia ho finito le superiori) e sto cercando lavoro che, a tratti, molto a tratti, arriva.

Cosa ti piacerebbe fare nella vita?
Me lo chiedo anch’io. Vorrei combinare qualcosa di buono in realtà, sentirmi realizzata è quello che mi preme e ci sto lavorando. Mi spiace solo di non aver cominciato prima; in riferimento alla fotografia.

Purtroppo non ho mai creduto molto in me, un po’ perché caratterialmente non mi valorizzo di mio, un po’ perché mi sono fatta influenzare troppo dai “grandi”, o comunque dalle altre persone in generale. Ma ora vediamo di recuperare.

Com’è nata la tua passione per la fotografia?
Sai che non lo so? O meglio, non c’è un momento, un giorno preciso. Da che mi ricordo ho sempre fatto foto e video. Avevo una macchinetta fotografica, una compatta di quelle cicciotte degli anni ’90, non mi ricordo che modello fosse, ricordo solo che era di colore nero e usavo ancora il rullino. E a discapito di chi lo dice, io fotografavo i cibi belli del ristorante anche quando i rullini si pagavano! Forse un po’ meno di adesso, questo sì. E poi mio padre aveva una videocamera e quindi quando andavamo in vacanza in Trentino, o in altri posti   portavo entrambe sempre con me e mi divertivo a fare filmini con tanto di telecronache. Poi sono un po’ rinsavita e almeno queste ultime le ho evitate.

Anche mio padre ha fatto foto, per anni. Ed era pure bravo! Stupidamente ha smesso. E’ stato lui che mi ha regalato la mia prima, attuale reflex senza che glielo chiedessi. Chissà, magari continuo io per lui…

Che corsi hai seguito e quali puoi consigliare?
Mai fatto corsi e me ne dispiaccio. Però ne sto frequentando uno proprio in questo periodo, è di fotografia base e si tiene presso il Circolo Fotografico Friulano, qui a Udine. Non saprei dirti se lo consiglio o no, prima vediamo i frutti.

Quali sono i soggetti che ti piace maggiormente fotografare? E che stili preferisci?
Mah, mi piace fotografare tutto. Ovunque io veda qualcosa che mi piace, scatto. Col cellulare, con la reflex, con la compatta, dipende. Mi piacciono i ritratti. Mi piace bloccare l’espressione di una determinata persona e quando rivedo le foto magari cerco di capire cosa le passa per la testa. Mi faccio di quei filmoni mentali, tu non hai idea. Mi piacciono molto i dettagli, per cui la fotografia macro e poi amo i riflessi. Su superfici d’acqua per lo più, ma non necessariamente, anche sulle vetrine, ad esempio. E le geometrie, moltissimo. Nella mia testa ci sono un botto di immagini, il problema è saperle creare con la macchina, ma è per questo che sto frequentando il corso.

Di mio amo le foto molto saturate, quindi con colori vivaci, ma niente batte una foto in bianco e nero. E’ fine ed elegante, ricorda le vecchie foto, quelle che hanno un che di vissuto, che “fanno storia”, inoltre è un’ottima scusante per fare foto nelle giornate più nuvolose che, se fatte a colori, non renderebbero allo stesso modo.

Hai mai pensato di farlo diventare un lavoro?
Sì, mi piacerebbe molto. Non ho le idee ben chiare, ma mi è capitato di pensare di diventare una fotografa per una qualche azienda di moda, o qualcosa del genere. Ma è un pensiero buttato lì così, sinceramente. Intanto imparo a fare delle buone foto, poi man mano prenderò una direzione, no? Capirò meglio cosa fare e come farlo. Anche perché avere delle regole non mi piace e l’idea di fare sempre la stessa cosa per il resto della vita mi mette ansia. La fotografia è bella perché puoi dare sfogo a quello che più ti piace, come ti piace. E’ molto personale, ognuno ha un suo stile, un suo punto di vista, ed è bello così.

Hai una tua pagina Facebook?
No, non ancora. Come ti ho detto prima, non essendo una fotografa professionista lo trovo inutile, ma ci sto ripensando. Credo possa essere utile per avere visibilità e farsi conoscere perciò sto pensando di crearne una.

Intanto pubblicherò alcune foto che mi piacciono in particolar modo più di altre e sarà solo un angolo da dedicare ad una delle cose che più mi piace fare. Se qualcuno vorrà farsi fare delle foto ben venga, sarà un’occasione in più per fare pratica, ma almeno per il momento la pagina non nascerebbe con altri fini. Non avendo alcuna formazione non sarebbe giusto, poi a seconda della piega che prenderà questo percorso, in un secondo momento potrà diventare il mio biglietto da visita.

Al momento c’è Blud che mi permette di dare spazio a questa passione e non pretende che io sia una professionista.

Spero che le persone apprezzino quello che vedono, d’altronde le foto, di solito, parlano da sole, non hanno bisogno di troppe spiegazioni.

PROFILO FACEBOOK: https://www.facebook.com/Oorn.Oorn

 

SONY DSC
SONY DSC

pic 16pic 15pic 14pic 13pic 12pic 10pic 9pic 8pic 7pic 6pic 5pic 4pic 3pic 2pic 1pic 19

Articolo precedenteDiario di bordo . giorno 35
Articolo sucessivoCrimson Peak: l’horror che ti aspettavi
Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 240 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Renzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here