Ciao, presentati per i lettori di Blud…

Ciao, mi chiamo Sara e sono un’illustratrice.

Descrivi il tuo stile.

Generalmente uso la parola “cartoonistico” per descrivere il mio stile, nonostante non credo sia proprio corretto.
Quando si parla di cartoni animati si pensa, appunto, all’animazione, però l’immagine che mi si presenta in testa è quella di un’illustrazione fresca, simpatica, d’impatto che racchiuda nel disegno una situazione.
Ecco, forse dovrei dire più “fumettistico” anche se disegno scene singole e non vignette o storie.

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita?

L’illustrazione è entrata nella mia vita in maniera casuale, è stata una necessità direi…mi è sempre piaciuto scarabocchiare, così mia mamma si portava sempre in borsa un blocchetto e una penna per tenermi occupata durante le cene dei sabati sera con amici e parenti. Essendo l’unica bambina spesso, preparavo il mio “atelier da pizzeria” e iniziavo a disegnare…era bellissimo quando c’erano le tovaglie di carta al posto di quelle di stoffa! Crescendo poi è stato molto naturale continuare sui fogli da disegno.

Qual’è stata la prima persona che ha creduto in te?

La mamma è sempre la mamma. Sicuramente in prima linea nel credere in me. In realtà anche lei ha avuto il suo periodo “creativo”, è grazie a lei che ho conosciuto i colori acrilici, che poi le ho felicemente rubato negli anni!

Cosa ti piace illustrare?

Mi piace immortalare un’azione in svolgimento, l’attimo in cui la causa produce l’effetto, oppure un motto di spirito, una situazione strana o comica o all’opposto di disagio, disgusto.
Gioco molto sulle reazioni istintive umane e animali, mi diverte un sacco.
Quando ho usato il termine “fresco” per indicare il mio stile parlavo proprio di questo, di un disegno che arriva istintivamente al fruitore perché si basa su situazioni e sensazioni quotidiane.

Da dove nascono i tuoi personaggi?

Spesso i miei personaggi nascono da schizzi casuali e liberi, è più probabile che quattro linee tracciate “senza peso” mi ispirino e diventino un personaggio piuttosto che, all’opposto, mi metta ad un tavolo, pensi ad un personaggio e inizi a cercare delle forme per crearlo. Mi piace divertirmi disegnando e il divertimento per me nasce nel momento in cui una pagina bianca viene riempita senza paura e senza pensarci da segni, forme, bestiole e scritte…il senso arriva dopo.

Materiali e tecniche di disegno sono veramente tantissime: tu quali utilizzi e in che misure il computer interviene nei tuoi lavori se lo utilizzi?

Utilizzo i colori acrilici e delle chine per quanto riguarda il colore, delle penne indelebili, invece, per i contorni.
Il mio “set” è molto basilare, probabilmente anche per tutti gli spostamenti e permanenze all’estero degli anni passati.
Avevo la necessità di ridurre al minimo il peso e il volume degli strumenti che mi portavo dietro.
Il computer… amore-odio: io disegno sempre a mano perché mi piace, non è un’abitudine, ma una scelta.. mi piace giocare con le linee e il colore sulla carta.. amo la carta.
Il computer diventa fondamentale per la scannerizzazione dei disegni quando devo fare ad esempio calendari, biglietti d’auguri o partecipazioni, inviti a feste etc.(spesso con imprecazioni di sottofondo).

Si può vivere facendo l’illustratore?

Questa è una bella domanda.. in Italia credo sia difficile, in Friuli credo impossibile.
La maggior parte delle persone che conoscono sono illustratori part-time, nel senso che hanno comunque un altro lavoro che gli permette un entrata economica più o meno fissa.

Hai vissuto per qualche tempo in Canada. Cosa ti ha spinto a partire e cosa a tornare?

Sono partita per curiosità, per conoscere una realtà nuova e così diversa e per prendere una boccata d’aria fresca da Udine che, si, è la mia città, ma ogni tanto mi sta un po’ troppo stretta. Sono tornata perché il visto “working holiday” scade dopo sei mesi e ci sono ritornata due mesi d’estate con visto turistico perché il Canada è proprio un bel posto!
Mi piace viaggiare perché mi fa sentire viva, sento una grande energia nel visitare posti nuovi, la testa pulsa da quante informazioni riceve ogni giorno.. è una sensazione bellissima.
Questo serve a risvegliare una parte istintiva dell’uomo che secondo me nella quotidiana vita cittadina viene un po’ assopita, serve a riconnettersi con sé stessi, serve ad accrescere l’autostima per le esperienze ed i risultati ottenuti da soli e a stimolare la creatività.

Un consiglio a chi vorrebbe partire.

Consiglio a chi vuole partire di chiedersi perché vuole partire, di non farsi false aspettative sul luogo in cui andrà, ma di aprirsi, il più liberamente possibile, alla nuova esperienza.
Consiglio un bagaglio leggero da riempire sul posto, un quaderno vuoto anch’esso da riempire sul posto, perché la memoria ci fa brutti scherzi e di non idealizzare “casa” nei momenti di difficoltà, ma di affrontarli e superarli 🙂

I tuoi link:

www.facebook.com/lasars.art

www.sarastel.altervista.org/sarastel

Ci suggerisci una canzone da ascoltare alla fine di questa intervista?

Canzone direi…. Guns of Brixton dei Clash

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La Ste
Classe ’84. Originaria Udinese ma le piace considerarsi cittadina del mondo. Sognatrice, curiosa, estroversa e visionaria. Ama la buona musica, i tatuaggi, il cibo italiano, la fotografia e tutto ciò che è “street” dai vestiti all'arte, la musica e lo skate. La passione per i viaggi la porteranno ad affrontare 2 giri del mondo e a vivere in diversi continenti. Ha un background in marketing & comunicazione e una specializzazione nell’organizzazione di eventi di ogni genere, di questo blog è la fondatrice.

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