Continuano gli incontri di spazio Arte al Verve, il 4 ottobre Gloria Corrradi ha presentato per noi Serena Giacchetta

Serena nasce nel 1973 a Monfalcone. “Da che mi ricordo, oltre a parlare poco, cantare e pedalare, ho sempre disegnato qualsiasi cosa: case macchine, alberi, cascate, bambini.”.
Studia decorazione pittorica all’Istituto Statale d’Arte Max Fabiani di Gorizia.
A Venezia, dove studia architettura presso lo IUAV, inizia a collaborare con studi di architettura, occupandosi anche di grafica e web design. Nel 2004 si trasferisce a Udine dove lavora con vari studi professionali, esperienze che orientano il suo interesse verso l’indagine creativa e compositiva dello spazio.
Contemporaneamente inizia a occuparsi di prodotti editoriali e successivamente creando il progetto grafico per la rivista “TAMTAM, giornale delle passioni”. Dopo aver intrapreso la carriera di mamma che l’ha portata ad interrompere l’attività lavorativa, ha ritrovato, proprio grazie a suo figlio, lo stimolo per riprendere le matite in mano e dedicarsi al disegno.
Negli ultimi anni ha collaborato anche con il Collettivo Spicelapis e con RadioMagica nella realizzazione di alcuni videostorie per il progetto CarniaMagica.
Per guardare le sue illustrazioni potete visitare il sito www.nenadisegni.it,
Oppure seguire il profilo Instagram @serenagiacchettadisegni aggiornato (quasi) quotidianamente da schizzi e pensieri disegnati

Il mio incontro con l’artista e il mio sentire

La prima cosa che ho colto è il suo bisogno vitale di disegnare, un amore senza condizioni, uno slancio continuo verso le matite. La seconda … un filo sottile che la unisce ai bambini, il gioco fanciullesco che traspare nelle sue opere e nella sua casa piena di giocattoli, be non suoi … di suo figlio.
Leggerezza ma anche maturità che si posano sulle tavole e parlano di questi gesti dell’animo fanciullesco. Creatività e passione ma leggera fluida. Quasi una favola che un
bambino è riuscito a far emergere attraverso le sue mani.
Quindi una Serena che si espande libera con una matita che la segue, perché è a sua disposizione. Poi si va oltre. c’è una sua frase come un sigillo: STABILITA’ CONTINUITÀ’ = la mia sicurezza, quello che so fare.

Bene adesso la conosciamo

Quando inizi a disegnare?

Ho sempre disegnato, fin da piccola. Mi rinchiudevo in casa per farlo. Attaccavo i fogli per farne uno enorme e disegnavo case e arredi per le bambole.

Quali soggetti prediligi?

Disegno qualsiasi cosa, da quando è nato mio figlio mi piace ritrarre soprattutto bambini. Ma in realtà mi piace sperimentare su qualsiasi soggetto.

Tutto quello che vedi hai l’abilità di trasferirlo sulla carta … ti piace farlo così come ti viene o su ordinazione?

Disegnare su ordinazione è comunque un esercizio per imparare ad adattarsi alle diverse situazioni ed esigenze. Fare le cose per me stessa è un piacere personale, una specie di terapia, disegnare per un cliente è una crescita professionale.

Disegnare è riordinare i pensieri – tue parole quanto pensi all’arte nella tua vita?

In continuazione. E’ ovunque ed alimenta la mia curiosità.

Il filo conduttore che attraversa le tue tavole è la presenza di bambini, che rapporto hai colla fanciullezza?

I bambini rappresentano una rinascita per me, proprio perché con mio figlio mi sono messa a ridisegnare.

Hai iniziato a disegnare i bambini dopo la nascita di tuo figlio?

Si. Prima per lavoro mi dedicavo quasi esclusivamente al disegno per l’architettura.

Disegnare … è la tua parola magica, del resto il sogno di un artista è poterlo fare sempre magari come lavoro, hai fatto qualche esperienza qualificante per te? (Radio Magica .. racconta …)

Di recente sono stata chiamata per realizzare le videostorie per RadioMagica, associazione che si occupa di divulgazione di storie attraverso il web per bambini e adolescenti. Mi sono buttata nell’impresa, senza mai aver fatto livepainting ed è stato
entusiasmante.

Questa è la tua prima personale, sono contenta sia qui al Verve Bistrot anche perché passerà molta gente … ecco fra queste tavole ce n’è una in particolare che ti piace molto?

Sicuramente il ritratto che ho fatto a Cora Slocom, esposto durante la mostra a lei dedicata al castello di Brazzà a Moruzzo. E’ stato il primo lavoro che ho fatto dopo molti anni inserendomi nell’iniziativa ideata dal Collettivo Spicelapis.

Che rapporto hai coi colori?

Ho molto da imparare, non credo si finisca mai di sperimentare in questo campo. Ho sempre amato le matite, la grafite, i pastelli colorati e l’acquerello, ma non sono molto colorata nei miei disegni al momento.

Parliamo di un libertino di fumetti che hai fatto …

La mia prima esperienza nel disegno di fumetti! Devo ringraziare il Collettivo Spicelapis per questa opportunità. E’ stata una esperienza molto divertente. Ho sempre tenuto un diario disegnato delle mie giornate e quindi non ho inventato niente! Se è il caso di dire … la matita … un anima a matita, se esce spontaneo

Ti è piaciuta questa intervista? Se vuoi leggere i resoconti dei passati appuntamenti con Spazio Arte, visita la pagina di Gloria Corradi sul nostro blog!

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