In occasione dell’evento che si terrà al MAMM sabato 12 maggio, abbiamo voluto fare alcune domande ai ragazzi di Borderwine.

Una passione che si concretizza e che trova il suo apice in un vero e proprio Salone del Vino Naturale.

Fabrizio, appassionato del buon bere, e Margherita, nota astemia, hanno voluto indagare su questo mondo e scoprire cosa fa BorderWine…

Border significa confine, Wine significa vino. Il Friuli Venezia Giulio è noto come terra di confine ma ciò non esclude che il vostro sia un progetto ad ampio respiro. Come vi interfacciate con i territori vicini?

BW: Borderwine nasce dall’idea e dalla volontà di promuovere vini ai confini del territorio e del gusto. Il rapporto con la vicina Slovenia è profondo, radicato; quando abbiamo iniziato a gettare le basi di Borderwine, frequentando più assiduamente i vignaioli di queste terre, ci siamo resi conto che le barriere geografiche, per molti, non avevano un senso vero e proprio. Molti produttori con cantine in Slovenia hanno la maggior parte delle terre in Friuli e lo stesso accade in senso opposto. Collio/Brda e Carso/Kras sono l’espressione massima della permeabilità di cultura, storia, gusti e vini tra due paesi contigui.Si sta sviluppando più lentamente, ma con grandi prospettive, anche il rapporto con i produttori austriaci che, certo, fisicamente, si trovano in un territorio ben più distante: nel 2019 contiamo di ospitare una nutrita delegazione in rappresentanza delle straordinarie zone di produzione. A tal proposito vorremmo ringraziare Jorg Bretz, vignaiolo di una cittadina non lontana da Vienna, che ci segue sin dalla prima edizione.

Quello che ha permesso a Borderwine di svilupparsi è stato l’incontro con persone meravigliose, vere, espressione unica del proprio terroir: sono nate amicizie, discussioni e confronti che ci hanno aiutato ad arrivare a questa terza edizione.

Quali sono le caratteristiche di un vitigno e quali quelle della trasformazione in vino che attirano la vostra attenzione e permettono l’ingresso nella “famiglia Borderwine”?

BW: Partiamo dal presupposto che il vino si fa in vigna, non in cantina: la cura della pianta, il rispetto dei suoi cicli ed il minimo intervento dell’uomo sono alla base di un buon vitigno. Nella stesura del disciplinare che chiediamo alle cantine partecipanti di rispettare, abbiamo vietato l’utilizzo di diserbanti, dissecanti, concimi di sintesi e fitofarmaci, permettendo la dinamizzazione di zolfo e rame e le concimazioni organiche. La vendemmia deve avvenire sempre manualmente.

In cantina abbiamo dichiarato non consentite pratiche di chiarificazione, controllo di temperature e microfiltrazione richiedendo fermentazioni spontanee e consentendo l’utilizzo di anidride solforosa in quantità minime.

Il magazine Wine Enthusiast il mese scorso titolava “Natural wines are here to stay” e tra gli addetti ai lavori è ormai sfumata l’idea del vino naturale come moda passeggera: ritrovate nel pubblico lo stesso aumento di interesse e consapevolezza? Com’è cambiata – se è cambiata – la percezione del prodotto dalla prima edizione del Salone? 

BW: Le principali manifestazioni legate al vino naturale quali Viniveri e Vinnatur, vedono di anno in anno un aumento delle presenze: anche noi riteniamo che ormai non si possa più parlare di una moda, ma di uno stile di vita. Il pubblico che abbraccia il mondo del vino naturale è costituito da persone curiose, informate, che amano il confronto con i vignaioli e consumano coscientemente un prodotto diverso da un anno all’altro, nel quale l’intervento dell’uomo è minimo e che non ha gli sgraditi effetti collaterali legati all’utilizzo della chimica. In buona sostanza si beve meno, ma si beve molto meglio ed in maniera molto consapevole.Chiariamo inoltre che un vino naturale non è un vino imperfetto, i difetti rimangono tali, non diventano pregi nonostante rimanga per noi fondamentale il rispetto massimo per il lavoro del vignaiolo. Il confronto tra produttori, più o meno esperti, negli ultimi anni, ha permesso al vino naturale di crescere in termini di qualità tanto da essere presente in maniera importante sulle tavole dei migliori ristoranti del mondo.

La soddisfazione più grande è quella di osservare molti giovani con la passione per questo mondo, per la riscoperta di valori e gusti antichi, veri, con tanta voglia di scoprire, di assaggiare e con il desiderio di staccarsi da un mondo quasi totalmente industrializzato per perseguire la salvaguardia di terre e territori in termini culturali, storici ed enogastronomici.

Nuova location, crescita dei numeri, tantissime collaborazioni: come sarà il Salone BorderWine 2018?

BW: La principale novità per questa edizione è rappresentata dalle giornate: abbiamo deciso di introdurre il lunedì per permettere agli operatori di settore di partecipare all’evento. Il consolidamento della collaborazione con Gaetano Saccoccio (Rimessa Roscioli – Natura delle Cose) per le degustazioni e la nuova collaborazione con Lorenzo Sandano (L’Espresso) per la parte cibo, speriamo siano un punto di partenza per uno sviluppo futuro. Durante i due giorni avremo degustazioni e presentazioni di libri. Ci saranno circa 50 cantine e 15 produttori alimentari, l’offerta sarà completata dai piatti de L’Alimentare di Udine (domenica) e Grani di Pepe di Flaibano (lunedì). Un ringraziamento speciale va a Roberto e Chiara della Ciclofocacceria MAMM, che sarà presente entrambi i giorni, per il sostegno, l’appoggio e la collaborazione a questo progetto.Due gli eventi collegati: domenica sera lo chef stellato Francesco Brutto de l'”Undicesimo Vineria” di Treviso cucinerà presso il ristorante “I 3 Re” di Cividale per una cena esclusiva in cui le sue creazioni vedranno in abbinamento solamente vini naturali; lunedì chiuderemo il salone con lo show dei giovani chef emergenti del ristorante “Il Giglio” di Lucca che presenteranno il loro street food eclettico accompagnati dalla musica dal vivo.

C’è nel vostro progetto l’idea di allargare la prospettiva per collaborare con produttori anche di territori non strettamente confinanti?

BW: Quest’anno avremo una nutrita presenza di produttori da altre regioni italiane come Piemonte, Veneto, Sicilia, Lombardia, Emilia Romagna. Per il 2019 ci piacerebbe ospitare qualche produttore dalla Francia, dalla Repubblica Ceca forse dalla Spagna. Amiamo persone speciali, concrete, vere che ogni giorno mettono le mani nella terra e ricordano ogni vendemmia passata come se fosse un figlio. Questo significa essere al confine di un mondo che va sempre più veloce, ma senza un vero senso se non quello del consumo di massa e della produzione continua di cose inutili.
Noi ringraziamo gli amici di Borderwine e vi aspettiamo tutti quanti sabato 12 maggio insieme a loro, agli amici della ciclofocacceria MAMM e all’eclettica Miss Greta in Largo del Teatro per degli assaggi ed una serata indimenticabile in attesa della mostra mercato di fine maggio!
Evento facebook: http://bit.ly/2KK8tUD…e vi aspettiamo il 27 e 28 maggio 2018 a Cividale presso il Tempietto Longobardo per due giorni ricchi di degustazioni, masterclass e conferenze.
Evento facebook: http://bit.ly/2wpfDuf
Margherita & Fabrizio

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