Capita a volte che un regista, in questo caso parliamo di Ti West, leggenda del cinema horror nordamericano, si cimenti in qualcosa che gli appartiene poco o nulla cambiando totalmente genere, lasciando comunque immutate le caratteristiche tecniche peculiari che hanno contraddistinto il suo lavoro passato. Questo western ammantato di humor nero, folkloristico in alcune parti, geniale in altre, assume i connotati tipici della sana e vera figata nata dal nulla.

Il percorso narrativo è molto strano, alterna momenti lenti e veloci, è divertente e drammatico, ricorda un po’ Tarantino e un po’ Peckinpah, e poi ecco Hawke, ecco Travolta, che fanno il loro mestiere illuminati dalla grazia dell’universo indipendente conosciuto, John claudicando, Ethan balbettando, e caratterizzano in questo modo due personaggi straordinari, inondati da movenze cabarettistiche e inclini alla depressione del primo Lars Von Trier e del secondo Bergman.

La storia non ve la racconto, non avrebbe senso, le sfumature psicologiche dei protagonisti della sceneggiatura scritta dallo stesso regista vanno assaporate senza privarsi della sorpresa che ne deriva. Sopravvive comunque intatto quello spirito erotico da sputacchiera scaraventato sullo schermo dal grande Sergio Leone, quel clima unto da barba sfatta e pelle grassa, l’usto antico dei fagioli in pentola e delle puttane a ore, pagate meno di una bottiglia di acqua di fuoco.

Un grande film, sul serio, anche se il confine tra la cagata planetaria e l’autentico capolavoro d’inizio millennio è risibile. Nella Valle della Violenza non entrerà mai nella top ten delle migliori pellicole del millennio, però ci porta lontano da abusati clichè dopolavoristici e ci consegna un fumetto su celluloide scritto bene e disegnato meglio, un cinema fresco, originale, intellettualmente svelto. Andategli incontro sereni.

Articolo precedenteThe la(te)st fashion
Articolo sucessivoQuando il mondo era molto più Arcade. Storie di videogames.
Max Deliso
Massimiliano Deliso, Cormòns, Gorizia, 21 agosto 1967. Scrittore incompiuto a livello mediatico, è stato blogger con Il Teatro Invisibile di Mr. Potter dove intratteneva gli astanti con delle storie corte. Scrive per il quindicinale Panorama (HR), dove si occupa di Cinema, Teatro e Musica. Conduce la trasmissione radiofonica I Fratelli Lugosi per Radio Onde Furlane, dove svolge anche il ruolo di critico cinematografico. Scrive racconti brevi che vengono spesso letti in pubblico da giovani attori presi a caso per strada, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica e un aumento sensibile del consumo di alcol degli spettatori. Saltuariamente scrive anche di sport e televisione.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here