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Ng, nome che si pronuncia tassativamente ennegì, è un rapper/dj/grafico attualmente di stanza a Berlino. Udinese d.o.c., ha alle spalle una decennale esperienza come mc, sia solista che all’interno della crew friulana ZonaEst e dal 2009 porta in giro, in compagnia del fidato compare Sr Vlad, un dj set a base di real Hip-Hop, raggae e dancehall.

Considerata la distanza che ci separa, abbiamo optato per una video-chiamata su Skype. Tra un ricordo e l’altro, Ng mi ha svelato i suoi progetti futuri.

Oggi sei impegnato nella realizzazione di T-Shirt personalizzate con le tue grafiche, ma le tue radici affondano nell’Hip-Hop. Qual è stato il tuo primo approccio con la Cultura?

Come quasi tutti ho cominciato ascoltando gli Art 31 alle elementari, sono stato anche al concerto a Udine, quello al palazzetto dello sport quando fecero il pieno. Poi cominciai ad ascoltare roba americana, e provai a smanettare con il pc per fare basi con il Magic. Mi beccavo con Italo, con Jangi, Serban, Claudio, tutti amici che avevo conosciuto a scuola e cominciammo coi primi esperimenti, molto grezzi, ovviamente.

Siamo nei primi del 2000 e c’erano molte feste, molte possibilità di suonare, concordi?

Sì, assolutamente, mi ricordo le serate al Discofrasca organizzate dai Firing Faderz, sono periodi che rimpiango e che non torneranno. C’era tanto fermento e molta passione.

Raccontaci qualcosa del progetto ZonaEst, di cui io feci parte tra l’altro. Secondo me la nostra pecca fu che non facemmo mai uscire un disco.

Sì, era difficile mettere d’accordo tanta gente, eravamo un po’ troppo istintivi nel fare cose. Mancava organizzazione per fare tutto meglio e più seriamente, ma tornando indietro ti dirò, non cambierei le cose perché eravamo genuini e per me essere reali o non costruiti è fondamentale.

La faccenda poi si è evoluta quando tu e Vlad avete fondato ZonaEst Monster Selecta con l’obbiettivo di fare dj set di un certo tipo in città. Come nacque il tutto?

Nacque quasi per caso. Io comprai i giradischi e cominciai ad allenarmi a fare selecta e qualche timido scratch. Stetti un anno a casa a suonare davanti al muro. Era il 2009, e all’inizio ero da solo, con te e Wat che ogni tanto venivate a fare da mcs. Poi ho cominciato a fare le prime serate al Bardot, sempre con voi in supporto, ma di fatto la cosa ha trovato una sua forma più precisa quando io e Serban abbiamo cominciato a fare coppia fissa, io ai piatti e lui come mc. Ho anche cominciato a farmi le grafiche da solo.

Di solito preparate una scaletta per le serate o no?

In 6 anni che suono l’avrò preparata due volte, perché quando la facevo poi non la rispettavo mai, pertanto andavo a sensazione. Dipende dai locali alla fine, ed inoltre suono generi definiti e specifici che nel tempo ho studiato ed approfondito (Hip-Hop e Raggae, ndr), non mi addentro in altri generi rischiando figuracce solo per compiacere il pubblico.

E’ più difficile organizzare un dj set o un live rap?

Sono cose diverse, mettere musica è più facile per coinvolgere la gente. Tra l’altro nell’ambito dei nostri generi, definiamoli di nicchia, il concetto di musica “bella/brutta” non ha molto senso, perché all’interno di questi generi ci sono dei pezzi di riferimento che oggettivamente piacciono a praticamente tutti i fruitori di queste culture. Per il dj generalista, diciamo così, è ancora più facile perché non deve nemmeno studiare: prende la classifica settimanale e mette quella, fine della storia.

Credo comunque che chi va alle serate badi più alla compagnia e alla vibra generale dell’evento che al singolo pezzo che il dj suona.

Beh, non è del tutto vero, io per esempio vado alle serate anche con un orecchio critico, faccio attenzione a cosa mette il dj, la parte musicale è molto importante per me.

Dal 2009 al 2013 avete fatto un buon numero di serate a Udine, riuscendo ad avere un posto fisso al Madrid. Avevate difficoltà a trovare locali dove suonare?

Noi solitamente cominciavamo a frequentare un locale che ci piaceva, e dopo un po’ di tempo, dopo essere entrati in sintonia con il gestore, chiedevamo uno spazio. Tutto molto naturale e genuino, zero manager o agenzie di booking. Secondo me chi lo fa a questi livelli, diciamo amatoriali o quasi, non ha bisogno di quelle cose.

Hai mai pensato di farlo diventare un lavoro?

Nno, e nemmeno ci tengo, anche se lo considero come un hobby ma interpretato come lavoro. Alla fine poi avevamo cominciato a collaborare anche con gli altri sound e c’era un bel clima e quella era ed è la cosa che mi piace di più.

In regione infatti non mancano i sound di qualità.

Sì, gente come Warrior Change, Red Storm, Northern Lights, suonano da una vita e sanno fare le cose come si deve, e noto che anche tra giovani qualcosa si muove, anche se non in ambito Hip-hop, poi c’è sempre la valida eccezione. In molti secondo me trattano le cose un po’ troppo alla cazzo, ascoltano cose orribili e le conseguenze si sentono tutte, ed infatti noi suonavamo al Madrid e posti simili dove non c’erano rapper ma gente normale che si pigliava bene. Molti rapper, soprattutto i più giovani, ascoltano musica a mio parer pessima ma che obiettivamente è ben lontano da quello che io definisco Hip-Hop che li porta ad imitarla, purtroppo.

Parlaci della tua avventura berlinese.

Nnel 2013 ero stufo di tutto, così seguii il consiglio del mio socio e andai a Berlino per trovare lavoro e provare a cambiare vita. Lui era già lì da un po’ e aveva trovato un impiego quasi subito nel settore nel quale aveva studiato, quindi ero fiducioso. Poi alla fine pure qui c’è tanto sfruttamento, però ci sono moltissime possibilità che in Italia mancano, anche se bisogna sapere il tedesco.

Ad un certo punto, poi, ti sei messo a disegnare, fare lettering e grafiche.

Sì, son partito dal fatto che mi piaceva fare t shirt personalizzate. Poi adesso mi sto concentrando sui ritratti, e molte cose bollono in pentola. Ad oggi sto portando avanti il progetto MONK.E, ovvero grafiche su t shirt che hanno per oggetto le cose mi pigliano bene, l’Hip Hop, l’urban in generale, e faccio caricature. Ho sempre avuto la fissa delle t shirt e qui a Berlino ho deciso di partecipare ad un workshop di stampa serigrafica per aumentare le competenze e le capacità. Ho frequentato, e spero di riprendere la più presto, una scuola di tedesco, perché qui se non sai la lingua sei relativamente tagliato fuori.

Che progetti hai per il futuro?

Sto attendendo delle risposte da gente del settore che potrebbe aprirmi diverse strade, e sto cercando di dare un minimo di organizzazione al tutto. Per ora è ancora in fase di definizione, ma sono fiducioso. Per il resto cerco di fare il più possibile e di non stare mai fermo. La cosa positiva è che qui ti si possono aprire delle strade anche con un incontro casuale!

Noi di Blud non possiamo che augurare ad NG un futuro ricco di soddisfazioni!

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NGNGNG

 

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Shef
Shef, classe 1983, una laurea in Lettere, rapper ed mc dal 2001. Appassionato di Hip Hop e street-culture, rap, areosol art, storia, letteratura, architettura, cinema. Hobby preferito: visitare musei e mostre d’arte. Vizio: la cioccolata al latte. Nei ritagli di tempo, scrittore di racconti e articoli vari. Non sopporta fare la fila e le persone ritardatarie, ma quando può professa con convinzione l’arte del perdigiorno passeggiando senza meta nel centro cittadino di Udine.

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