Scrivere di qualcosa che non conosci non è facile. Ma io oggi ho cominciato proprio da lì: foglio (file) bianco, testa vuota, dita immobili, terror panico. Poi ho attaccato YouTube e ho scoperto i Ninos du Brasil, e di bianco non è rimasto più niente.

Tanto per cominciare, creiamo un po’di contesto: stiamo parlando di musica. Che tipo di musica? “Un’ardita quanto improbabile commistione di batucada e noise, samba ed elettronica”, dice Rockit.it. I Safri Duo dopo un viaggio stranissimo, o gli Olodum che incontrano i Prodigy, dico io che sono commerciale. Ma stiamo parlando anche di performance. Che tipo di performance? “Esperienze memorabili in grado di condensare […] le parate carnevalesche di Bahia, la fisicità dei concerti hardcore, la coralità delle tifoserie della curva e la techno primordiale”, dice sempre Rockit.it. E niente, meglio di così io non ve la saprei mai spiegare.

Ora che avete tutto chiaro, posso continuare a dirvi che in ogni caso non stiamo parlando di un misterioso collettivo proveniente dai più oscuri meandri di San Paolo. Cioè. Misteriosi sono misteriosi. I meandri da cui vengono sono senza dubbio oscuri. Ma sono di Vittorio Veneto.

Insomma tutta roba nostrana, e al secolo rispondono ai nomi di Nicolò Fortuni (per farla breve, musicista, cfr. Ohuzaru, Man On Wire, Smart Cops) e Nico Vascellari (per farla brevissima, performer  tra i migliori della sua generazione, cfr. endorsement da parte di una certa Marina Abramović). I due si incontrano militando insieme nel progetto post punk di fine anni ’90 With Love, e nel 2012 creano i Ninos du Brasil (nota per i lusofoni puristi: sì, la grafia è – volutamente – sbagliata), con lo scopo più o meno dichiarato di incoraggiare il pubblico a riscoprire le componenti più sensuali ed istintuali del ritmo e dell’esistenza nel suo complesso. Nobile intenzione che all’atto pratico si trasforma in Muito N.D.B, album di debutto uscito sempre nel 2012 per La Tempesta International, dove ad una pioggia di strumenti più o meno tradizionali (cuicas, congas, campane, maracas, fischietti & many more) si mescolano scrosci altrettanto rumorosi di versi di animali e strumenti a percussione non convenzionali come bottiglie, lattine, semplici pezzi di legno e immondizia non ben identificata. Il tutto accompagnato da esibizioni live tanto rare quanto totalizzanti, con retrogusti dionisiaci neanche troppo nascosti. Per dirla con le loro, “Muito N.D.B. è una dichiarazione di guerra sia alla stupidità e alla superficialità della musica pop che alla reticenza e all’inibizione che dominano nelle discoteche e nei luoghi pubblici” (cfr. pagina Facebook ufficiale, la traduzione è mia – con tutte le colpe del caso).

Seguono un altro album nel 2014 (Novos Misterios, Hospital Productions) qualche singolo sparso tra 2015 e 2016 e finalmente il terzo album Vida Eterna (di nuovo La Tempesta International) nel 2017. More to come? Speriamo. Come ingannare l’attesa? Facile: i Ninos du Brasil porteranno il loro rito bacchico itinerante nientemeno che nel nostro caro vecchio Friuli – e nella fattispecie al Teatro San Giorgio – domenica 13 maggio, grazie agli amici di Cas’Aupa nell’ambito della rassegna Dissonanze. Un’occasione da non perdere. E…hey: anche un’ottima idea regalo per la Festa della Mamma!

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