“Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluk”, cantava Adriano. Io ho sempre pensato che parlasse di mio padre, la storia di uno di noi, anche lui nato per caso a Voltois, che con impegno si è costruito una professione, una casa, una famiglia. Crescendo ho scoperto che ci sono tanti nati per caso in via Gluck o a Voltois, che coltivano una passione, si può quasi dire che coltivino una coerenza con loro stessi, e soprattutto, amano quello che fanno.
Questa è una storia lunga 10 anni, ma è iniziata ben prima e mi auguro che vada avanti altri 10, 20, 100 anni.

Ho conosciuto Giulia alla conferenza di presentazione. Piccolina, occhi grandi, un sorriso che illumina la stanza. Quel giorno tra una cosa e l’altra, non abbiamo avuto modo di parlare molto, ma si capiva che era contenta di esserci, di essere presente, di far parte di un progetto che coinvolgesse loro e altre 800 persone. Ho avuto modo di rivederla solo sabato scorso, quando è arrivata a Udine con Giacomo e Libero. Confermo tutto.

Giacomo ha un anno meno di me, ma sembra che ne abbia dieci meno di me. A guardarlo trasmette calma, si vede che è una persona paziente, che ha voglia di imparare, di esprimersi, di condividere esperienze, un percorso. Gli devo chiedere qual è il suo segreto.

Libero è stato il più sfortunato dei tre: arrivato a Udine con la febbre, fatica a riprendersi. Ma anche se non ho ancora avuto modo di vederlo al lavoro, di certo ho avuto modo di parlarci a lungo, in coda dal medico. Ha un sacco di idee, fa un sacco di cose, una più interessante del’altra: recitazione, opera, disegno, audiolibri…
Mi ha confidato che il medico gli ha detto che aspetta un maschio, ma credo mi prendesse in giro, credo fosse solo tosse.

Giulia, Giacomo e Libero sono tre dei componenti della Compagnia Eco di Fondo, ospite del Teatro Club Udine ed in residenza al Teatro Palamostre in questi giorni. Stanno lavorando sul loro nuovo progetto ispirato alla figura di Antigone e il compito che gli è stato affidato è quello di trasmettere ai ragazzi la loro esperienza personale, come attori professionisti, come compagnia che ha alle spalle 10 anni di attività.
Hanno accolto la proposta di Teatro Club Udine con entusiasmo, hanno scoperto che in Italia c’è un posto dove i ragazzi possono imparare, studiare, confrontarsi su un palco, seguiti da persone che lo fanno di mestiere. Un luogo con una memoria storica lunga quasi 50 anni (48 anni, il Palio a maggio compie 48 anni!), fatta di laboratori, prove, incontri, e anche feste, che non si vie mica solo di cultura, soprattutto a 16 anni. Insomma, il Palio Teatrale Studentesco “Città di Udine” è per loro un piccolo gioiellino a cui avrebbero voluto partecipare ben prima, se solo fossero nati e cresciuti a Udine.

Leggo nei loro occhi tanta passione e tanta emozione, e questo mi trasmette energia. A loro è stato affidato il compito di coinvolgere i ragazzi più giovani e provare a dar loro degli strumenti per lavorare. Ieri c’è stato il primo laboratorio aperto ai ragazzi del Palio. Erano prove in realtà, ma gli Eco di Fondo hanno voluto mettere in chiaro una cosa: “Siamo quei per lavorare al nostro nuovo progetto su Antigone, dovremmo essere in cinque ma siamo in numero ridotto, come vedete. Per questo, vorremmo coinvolgervi nelle prove”
E i ragazzi si sono lasciati coinvolgere, non c’è stato bisogno di insistere.
Vuoi un po’ la curiosità, vuoi anche il dichiarato intento di provare a costruire qualcosa insieme partendo da zero, due ore sono volate.

La mia amica Fra dice che quelli che sotto le foto mettono gli hashtag #ilovemyjob hanno dei problemi, ma I love my job. E quando incontro persone che magari non fanno il mio stesso lavoro, ma hanno comunque qualcosa da aggiungere al mio, qualcosa che mi possa arricchire, I love my job.

Questo è quello che secondo me vuol dire “diventare grandi”: avere sempre voglia di imparare, non aver paura di mettersi in gioco e soprattutto sentire di voler condividere con qualcuno le proprie esperienze, le proprie scoperte, il proprio percorso. Ovvero anche: c’è troppa gente convinta di essere arrivata e non avere bisogno di niente e nessuno, e continuano a lavorare, a proporsi, come 30 anni fa. Perchè loro c’hanno il nome.
Ma va.

Io invece in questi giorni ho conosciuto dei ragazzi giovani ma con tanta vita vissuta alle spalle, che hanno già avuto diversi riconoscimenti, e con una gran voglia di imparare ancora e ancora.

Ieri sera è arrivato Enzo, il quarto della compagnia, che non ho ancora avuto modo di conoscere, ma oggi ci sarà anche lui alle prove aperte. Se tanto mi dà tanto, credo che leggerò la stessa passione anche nei suoi occhi.

Per partecipare alle prove aperte degli Eco di Fondo: info@teatroclubudine.it
Maggiori info:
Prove aperte al Palamostre con gli Eco di Fondo
Gli Eco di Fondo saranno ospiti oggi martedì 5 marzo alL’Angolo di Blud, alle 19:15, in diretta facebook su Blud e in streaming su Effe Radio.
Per vedere tutte le puntate de L’Angolo di Blud –> https://bit.ly/2Scv12X

Altro che patria e bandiera, io credo in me stesso
non potrai farmi niente finchè credo in me stesso
Altro che stato e la chiesa, io credo in me stesso
non potrai farmi niente finchè credo in me stesso
Credo in me stesso, credo solo in me stesso
non potrai farmi niente finchè credo in me stesso
tu dimmi sei malato ma io credo in me stesso
tu dimmi che son pazzo, credo solo in me stesso.
Credo in me stesso — MeddaMan

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