PROLOGO

Sia chiaro: io ho la bicicletta!
47 anni, di cui 30 divisi tra auto e moto, non ho la purezza del codice della strada sul pedale, non e’ un vanto, e’ un dato di fatto; ma rispetto tutti e quando guardo l’auto davanti a me guardo DENTRO per capire se c’e’ o ci fa… e mi adeguo…
Il ciclista per me era un fruitore dell’asfalto al mio pari, anzi da tutelare… specie con le bici da corsa, così sottili, così fragili, così tenere… vergine e puro, li guardavo, li ammiravo, l’avevo comprata anche io… (ho bucato due volte in 5 km, mi sono incazzato come una bestia e l’ho appesa).

ATTENTATI ALLA MIA VERGINITÀ

  1. la pubblicità della FIAT, la ricordate?
  2. il doping dilagante nel ciclismo 3) Youtube, esile ragazzino con camera su casco a cavallo di moto da cross, strada asfaltata, diverzio con squadra di ciclisti e squadra di supporto in auto, sfiorata la rissa (tutti contro 1), i nobili ciclisti ripartono dopo aver sfogato le proprie conoscenze lessicali da turpiloquio, invece Mr. Supporto (poteva essere suo nonno) resta e inveisce con violenza contro la madre del ragazziono e contorni vari… il tutto con sottotitoli in inglese per meglio comprendere, alzo l’audio… e’ un video italiano!!! Cioè in mondovisione sanno come si comporta il mondo ciclistico italiano A-T-L-E-T-I-C-O? uau… Ma si dai, sarà un caso…

    LO SVERGINAMENTO

    Domenica estiva, macchina nuova di QUINDICI giorni, gita da medio borghese in montagna con famiglia e i due figli piccoli; malga prenotata, fame, 12:30, arriviamo… Mentre salgo incrocio ciclisti in dopogara, con i bei numeretti sulle maglie, rientrano. Il primo sbanda, capelli dritti, il secondo sterza all’ultimo, capelli bianchi, il terzo schiva un auto davanti a me, pelle d’oca. TUTTI scendevano in discesa libera correndo come disgraziati. Ma e’ solo il preludio: tornante a destra, lo eseguo a regola d’arte (a 10 all’ora e lasciando 3 metri di spazio per chi scende), guardo la strada che devo percorrere dopo la curva, bella dritta… un ciclista supera un auto (!!!), mi vede, faccia da panico, frena, la ruota posteriore si alza, perde aderenza con l’anteriore, io penso nosullamacchinanuovanoOOOOOO SBADABAM! Mi atterra sulle due portiere di sinistra. Silenzio I figli si spaventano (3 e 7 anni) la moglie pure, sara’ vivo?
    Scendo, e’ vivo. STO zitto. circa 60 anni, pancia, gambe sanguinolente, bici ammaccata e LE MIE DUE PORTIERE ROVINATE.
    STO zitto. E’ vivo, bene… Gli chiedo come sta, lui si tocca, sembra intero, botte, tante botte qualche graffio. Si interessa subito alla sua bici e solo alla sua bici; arrivano sue conoscenze in soccorso.
    STO zitto. Mia moglie gli da l’acqua per le gambe, lui prende la bottiglia, mia moglie prende coperta e figli e si allontana per calmarli per lo spavento.
    STO ZITTO. Lui: e’ colpa di tutti e due, se lei non c’era io non sbattevo contro di lei. Guardo la scarpata.
    STO ZITTO. Intanto si occupa della sua bici, solo di quella.
    STO ZITTO. Compilo la constatazione amichevole, lui non ha documenti, non ha nulla… Sto ZITTO. Firma che ha torto, ci mancherebbe…
    Prende bici e va via, non si scusa per aver rovinato la nostra domenica, non si scusa con i bambini per aver cagionato loro un grande spavento, non si degna minimamente della mia auto NUOVISSIMA appena rovinata…
    Ho iniziato da quell’istante ad odiare i ciclisti e non ho ancora smesso. Mi invia via sms il contatto per l’assicurazione, gli rispondo chiedendogli i dati dei suoi documenti. Non mi rispondera’ mai piu’ a nessuna telefonata o sms.

    RISULTATO

    Ora li osservo meglio, spesso in gruppo che occupano mezza carreggiata, cafoni, presuntuosi, atteggiamento strafottente. E mi immagino autista di UN’AUTOCISTERNA alla DUEL di Spielberg del 1971… che film…
    Un bacino ai ciclisti.

    Enrico Barbetti

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