Udine – 09 agosto 2018

Stamane parlavo con una mia amica delle puntate precedenti e involontariamente mi ha dato lo spunto per un nuovo articolo.

R: “Ah. Che visione terroristica che hai della donna! Siamo così stronzette?”
B: “No. Credo che il mio sia una cosa tipo PTSD”.
Per i non pratici di psicologia PTSD è l’acronimo di Post Traumatic Stress Disorder. Praticamente sono un reduce del Vietnam come John Rambo o la serie “gatti veterani” che trovate su Facebook.

I principali disturbi, accusati dalla maggior parte dei pazienti, sono riassunti dalla cosiddetta “triade sintomatologica”, per come definita dalla classificazione del DSM-IV-TR: intrusioni, evitamento, hyperarousal (iperattivazione psicofisiologica).

In particolare, si possono riscontrare tra gli altri sintomi:

  • Flashback: un vissuto intrusivo dell’evento che si propone alla coscienza, “ripetendo” il ricordo dell’evento.Quando resti single e casto per mesi è normale.
    Nella prima fase l’evento è fresco e quindi devi metabolizzare; nella seconda è l’unico ricordo più facile da trovare di una relazione ed ecco che ti diverti a creare siparietti mentali come se fossero gli aneddoti che Peter racconta ai suoi amici mentre bevono birra all’ Ostrica Ubriaca o film candidati all’Oscar nella categoria “Pippe Mentali”.
  • Numbing (intorpidimento): uno stato di coscienza simile allo stordimento e alla confusione.Questo mi manca. Scambio con bicicletta da uomo nera o fumetti di vario tipo. Astenersi perditempo.
  • Evitamento: la tendenza a evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, all’esperienza traumatica (anche indirettamente o solo simbolicamente).Farei meno fatica a dichiararmi monarchico davanti a Robespierre che dichiararmi a una donna. Nella testa parte la “paura del due di picche”, “ma se poi non funziona?”, “ma se mi dedica i Negramaro?”, “e se risulto molesto?”
    Ecco che i social diventano il mezzo di indagine al limite dello stalking. Cosa posta, quanto posta, come scrive, al 10° like posso dirle ciao almeno in chat?
    Sono un cretino è un dato di fatto.
    Ecco che i social diventano il mezzo per una battuta brillante, un cuoricino dal sapore di “si però te sto a dì che me piaci un po’ eh”, un alzo la manina timido timido che “prof. questa la so!”
  • Incubi: che possono far rivivere l’esperienza traumatica durante il sonno, in maniera molto vivida.Se non avessi incubi non scriverei. Ho dichiarato più spesso che i miei racconti sono frutto di notti tormentate e il fatto che io abbia paura delle donne e che le protagoniste dei moeo scritti non finiscano “tre metri sopra il cielo” non significa che sia misogino. Non vi preoccupate, non vi farò mai del male specie se considerate che ho sempre il timore di infastidirvi anche solo con un saluto.
  • Hyperarousal (iperattivazione psicofisiologica): caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate.Per la maggior parte del tempo ho una calma che sembra attaccarmi addosso il titolo di monaco zen.
    In verità dormo poco perché Gotham ha bisogno di me (“Io sono Batman!”) e l’ansia ormai è lafidanzata di tutti (stando a quello che postate sui social).
    Difficile che mostri sintomi di aggressività anche perché sembrerei un gattino di tre mesi che cerca di dire “roar” a un pastore tedesco.

Ovviamente ho letto ciò che riguarda il PTSD su Google e quindi ho automaticamente conseguito un titolo di studio in psicologia conferitomi direttamente in sogno da Freud e Jung.
Potete lasciare il vostro euro per un bicchiere di limonata e una diagnosi sconclusionata nella tazza del tè.

Il mio maledetto Vietnam  è stato l’aver vissuto negli ultimi anni relazioni ad alto impatto emozionale nel senso che c’avevo sempre una scuola di danza nello stomaco e un chiodo nel cervello più grosso dell’indiano che riporta il cavallo al cowboy che si chiamava Piero. (Chi la sta canticchiando ora?)

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