Max Gazzè, piacevoli scoperte sotto un ciliegio esterno

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Romano, 49 anni compiuti pochi giorni fa, Max Gazzè ha esordito nel 1996 con l’album “Contro un’onda del mare”. Nel 1998  “La favola di Adamo ed Eva” il suo secondo lavoro, un album a mio parere bellissimo e che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta. In seguito la partecipazione al Festival di Sanremo con la ben nota “Una Musica può Fare”, seguita nel 2010 dall’album ”Quindi?”, dov’è inserita anche “Mentre Dormi” colonna sonora del film “Basilicata Coast to Coast”. Qui Gazzè non si è limitato solo a cantare e suonare, ma questa volta ha anche interpretato la parte di un musicista, mezzo muto, con il contrabbasso suo fedele compagno (un film divertente, regia di Rocco Papaleo, ve lo consiglio).

Seguono due anni di tour, con oltre 200 concerti in piazza, teatri, club e palazzetti, fino al 2014, anno de “Il Padrone della Festa”, progetto discografico e live che lo lega a Daniele Silvestri e Niccolò Fabi, che si concretizza in un album a cui segue un fortunato tour live.
L’ultimo album in studio ad oggi è “Maximilian”, pubblicato il 30 ottobre del 2015, dal quale sentiamo spesso passare in radio “La Vita Com’è” (disco d’oro) e “Mille Volte Ancora”.

Musicista, cantante, attore, erano anni che volevo vedere dal vivo Max Gazzè, precisamente dal 1998, da quella “Cara Valentina” che tanto mi accompagna ancora oggi. Ma come alle volte succede, si rimanda e si rimanda e alla fine non ho mai avuto l’occasione. Fino a ieri sera.
Non sono mai stata una di quelle fan scatenate che sanno tutte le canzoni a memoria e si strappano i capelli, una di quelle che si mette sotto palco a lanciare reggiseni o con cartelli del genere “Songhe ie”, però Gazzè a Udine, in castello, sarebbe stato un peccato perdermelo di nuovo.
Così, carica di “Favola di Adamo ed Eva” e qualcuno degli ultimi singoli, verso le 21 è iniziata la salita del castello, mettiti d’accordo con Chicca, scrivi un messaggio a Sara, senti la Anto, Karen è già arrivata, ci vediamo su, noi siamo qua, ci vediamo dopo in Taverna, ah però quanta gente, vado a salutare e arrivo, prendiamo una birra, sono un po’ emozionata, ecco, inizia!

Maximilian tour 2016

Prima data del tour estivo, Udine, piazzale del castello, Maximilian Tour 2016.
Ad ogni pezzo un cambio di strumento, che neanche le vallette di Sanremo cambiano tanto spesso il vestito, una voce che signori miei, non ne ha sbagliata neanche mezza.
E’ il suo lavoro direte, voi. Beh, beh, non è così scontato che uno sia bravo a suonare e cantare e che dal vivo sia perfetto e sappia far emozionare il pubblico.
Luci e colori sul palco per uno spettacolo bello da ascoltare ma anche bello da vedere, scenografico, coinvolgente, quasi poetico oserei dire.

Sì, in effetti Max Gazzè è un poeta, neanche la pioggia che per metà concerto è caduta abbondante sulle nostre teste ha potuto rovinare la serata, pezzi nuovi, molti pezzi noti, partiti con l’immancabile “Favola di Adamo ed Eva”, passando per “A cuore scalzo”, “Comunque vada”, fino agli ultimissimi “Teresa” e “Su un ciliegio esterno”.
Ammetto che non mi aspettavo tutta quella affluenza di pubblico e invece sono rimasta piacevolmente stupita, giovani, meno giovani, uomini, donne, tutti a mani alzate a cantare “Raduni ovali” e “Sotto casa”.

Il gran finale con “Una musica può fare”, l’unico pezzo di Gazzè che non mi è mai piaciuto particolarmente e invece lì, live, in mezzo alla folla, con le strobo che mi accecavano e la gente attorno a me che saltava, Max lassù sul palco con il basso in mano che ci guardava tutti e dirigeva i cori… insomma, un pezzo che ho dovuto rivalutare e che entra a far parte de “i pezzi belli di Gazzè”.
E quindi de “i pezzi che non mi piacciono di Gazzè” non è rimasto nulla.
Si accendono le luci, non vogliamo andare via, suona ancora, dai.
Niente da fare.
Ale, cos’hai? No niente, devo riprendermi, che emozione.
Ale, ti sei innamorata, vero?
Sì.
Grazie Max, ti voglio bene!

Immagini prese da Google

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 250 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Enzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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