Yeah! Weekend!

Pronti, zaino in spalla e via alla ricerca della fermata del bus – il messaggio della compagnia  è molto chiaro e dice “davanti allo stadio”. Lo stadio è un’arena con mille entrate, per cui abbiamo, un attimo di difficoltà ma dopo varie chiamate al “numero verde indiano” e con la complicità di alcuni locals, finalmente dopo solamente 2 ore di ritardo – ahimè il traffico – arriva il bus.

Più o meno 8/9 ore per raggiungere la nostra meta ed eccoci arrivati a Pondicherry.
Lasciamo gli zaini in hotel, ci armiamo di macchina fotografica e partiamo alla scoperta di questa cittadina.
Pondicherry è un ex colonia francese e si trova a sud dell’India nello stato del Tamil Nadu.

E’ una città a misura d’uomo, ha circa 240.000 abitanti che per l’India è pochissimo, c’è un tasso di alfabetizzazione superiore alla media nazionale, ci sono le scuole superiori e le università e alcuni abitanti parlano pure in francese.
La città è piacevole, pulita e quasi tranquilla, un’oasi di pace.
Belle case coloniali, grandi portoni dietro ai quali si celano pacifici giardini, viuzze lastricate, case dai muri colorati, caffè ombreggiati da pergolati, negozi e ristoranti di tutti i gusti.

Tre secoli di colonizzazione francese hanno lasciato a Pondicherry sostanziali tracce nell’aspetto esteriore e nella cultura del territorio.
Ai tempi questa città serviva come porto di scalo per le navi commercianti che andavano verso le colonie francesi nel sud est asiatico, e tornavano cariche di spezie, seta e tè per la Francia.

Percorriamo l’affascinante lungomare e incontriamo famiglie, coppie, gruppi… tutti ci sorridono e ci salutano in francese, probabilmente pensano che tutti i bianchi in città provengano dalla Francia.

Cosa vedere:

  • Il lungomare e la statua di Gandhi
  • Paradise Beach
  • Rock Beach
  • La Basilica of the Sacred Heart of Jesus
  • Eglise de Notre Dame des Anges
  • Immaculate Conception Cathedral
  • I mercatini

Il miglior suggerimento è come sempre quello di perdersi tra le vie, la città è piccolina per cui in un weekend si ha la possibilità di vederla tutta in lungo e in largo 🙂

A pochi chilometri di distanza da Pondicherry c’è Auroville, una sorta di città ideale fondata nel 1968 e ispirata da Mirra Alfassa (nota come la Mère, la Madre) e Sri Aurobindo, l’iniziatore dello yoga integrale, che attira turisti del misticismo da tutto il mondo.

Auroville, “città dell’aurora” è una città sperimentale, una società autogestita che si concentra sulle culture del mondo e della spiritualità che ambisce ad una vita senza denaro, governo e religione e dove uomini e donne di ogni nazione possono vivere in pace e armonia.

Siamo entrati, abbiamo visitato il museo e ci siamo addentrati curiosi…nel nostro cammino abbiamo incontrato C., una donna olandese sui 65 anni più o meno che a quanto pare è stata una delle prime a metter piede e a far parte di questa comunità. Ci ha raccontato che Auroville vuole diventare un punto di riferimento per lo sviluppo ecosostenibile e l’innovazione sociale indiana e del mondo. La città sfrutta l’energia solare e si fonda sull’agricoltura biologica, il riciclaggio e costruiscono con tecniche di bioedilizia.

Sono più o meno 2.500 residenti permanenti di 45 nazionalità diverse più vari visitatori di cui la maggior parte turisti o volontari stranieri alla ricerca di un esperienza di vita diversa.
Auroville è finanziata dall’Unesco, dalla comunità europea, dal governo indiano e da donazioni private – se volete saperne di più vi consiglio di visitare il loro sito www.auroville.org

Enjoy!

Next stop: Goa!

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La Ste
Classe ’84. Originaria Udinese ma le piace considerarsi cittadina del mondo. Sognatrice, curiosa, estroversa e visionaria. Ama la buona musica, i tatuaggi, il cibo italiano, la fotografia e tutto ciò che è “street” dai vestiti all'arte, la musica e lo skate. La passione per i viaggi la porteranno ad affrontare 2 giri del mondo e a vivere in diversi continenti. Ha un background in marketing & comunicazione e una specializzazione nell’organizzazione di eventi di ogni genere, di questo blog è la fondatrice.

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