Stamattina ho letto l’inizio di un articolo, che cominciava con “Oggi parliamo di una figura professionale che sta prendendo piede in diverse aziende, e che rappresenta una nuova frontiera in un periodo in cui le difficoltà economiche impongono a tutte le imprese di razionalizzare i costi e le risorse: stiamo parlando del problem solver”.

Non so Perché, ma è da un bel po’ di tempo che ho iniziato a credere che sia una cosa naturale, o almeno intelligente, provare a risolvere i problemi proprio affrontandoli e facendo dei brainstorming con noi stessi per trovare soluzioni. Altri problemi? Bhe, altre soluzioni.

E mi state dicendo di limitare questo concetto a un meccanismo aziendale che, se ci aveste pensato dalle fondamenta, non ne avreste bisogno?
Sono cresciuto dicendo, o sentendo dire “bon dai vedremo”. Direi che mi sono stufato di portarmi dietro questa mentalità. Devo per forza affrontarli subito!
Nessuno ha voglia di affrontare quelli che ultimamente chiamiamo “sbattimenti”, nessuno.
Questa è la chiara natura umana.

Ma ovviamente, scelte imperfette e dettate dalla fretta portano a problematiche, queste problematiche portano stress, ansie, insicurezza e difficoltà di gestione.
Portarseli dietro non volendoli affrontare probabilmente è la scelta peggiore, anche se il “sedersi a tavolino”, capire meglio la situazione, strutturare una soluzione, non è comunque una cosa facile e simpatica.

Diciamo che il più delle volte dobbiamo pure avere le palle, che spesso vengono proprio a mancare.

Comunque noto che non è questa la strada intrapresa dalla maggior parte delle persone.
Ora non voglio giudicare niente e nessuno, ognuno è libero di decidere come far procedere la propria vita, senza danneggiare quella degli altri ovviamente. Si chiama essenzialmente libero arbitrio, e finche ci sarà rispetto reciproco e se smettessimo di giudicarci a vicenda, bhe le cose potrebbero già andare un pochino meglio.

Dato di fatto che non è così, e già solo i social lo dimostrano, pensate agli haters o al fatto che ormai la politica si è ridicolizzata a furia di tweet e faccine su facebook che creano malumori e fazioni di ogni sorta.

Ma ci rendiamo conto di quanto ci stiamo disinteressando di quelli che sono i problemi di cui ci si lamenta ogni giorno?

Pensate che i social potrebbero essere una rivoluzione fantastica nell’era della comunicazione globale, ma come ogni buona invenzione, se usata in maniera errata creerà molti più danni che fattori positivi..oltre a lasciarsi dietro solo un quantitativo vomitevole di pubblicità.

Comunque si stava parlando di risolvere i problemi no?Problem solving si diceva..pensate che ci stiamo davvero dedicando a quali possano essenzialmente essere le problematiche di tutti?Davvero? Cioè pensate davvero che stiamo facendo passi in avanti verso una eventuale evoluzione globale?

I problemi di oggi sono principalmente delle soap opera su argomentazioni di interesse di massa, trattate da chiunque a qualsiasi livello. Lasciando perdere un attimo argomentazioni futili quali moda, cinema, musica etc..(capiamoci, io adoro questi rami e senza riterrei la terra ancora meno colorata. Ma i problemi sono altri dai su!)..come vengono trattati argomenti gli più profondi?

Con supponenza di ragione da un verso, insicurezza e sopratutto ignoranza dall’altro, e/o ognuno ha la propria visione del problema e si dedica principalmente a lamentarsi ed a aggredire senza senso ne scopo, o come in una rissa da bar, a cercare di prendere il primo che capita sotto mano per fargli sentire la proprio superiorità.

Altro grave problema, volete a tutti i costi essere i migliori..dovete rendervi conto che ci sarà sempre qualcuno più avanti di voi, e che comunque alla fin fine, morirete anche da migliori.

E’ quello che lasciate che farà ricordare chi eravate. Bhe allora provate a fare qualcosa per tutti, qualcosa di bello, magari senza scopo di lucro…so che questa economia non ve lo permette, ma chissà..e se non ci riuscite, almeno cercate di comportarvi bene no? E lasciate anche agli altri una opportunità!

Mi faccio spessissimo questa domanda, per fare un esempio..nel 1853 (si sono andato a vedere la data esatta) è stato inventato il motore a scoppio..166 anni fa..
Cioè davvero volete farmi credere che in tutto questo tempo in cui siamo sbarcati sulla luna, siamo riusciti a creare il Cern dove sono riusciti nel 2011 a individuare il bosone di Higgs, che avrete sicuramente sentito parlare da Big Bang Theory, non siamo riusciti a trovare una alternativa sostenibile alla benza??

Macchine che vanno a 350 all’ora, cosa illegale praticamente da qualsiasi parte del globo, che bruciano galloni di combustibile inquinante. Questa è stata l’evoluzione del motore. E CI STANNO ANCORA LAVORANDO SU!
Dai, nessuno si è messo li a trovare una soluzione?

Magari alcuni diranno che le soluzioni c’erano, i progetti e le invenzioni anche, ma sono spariti, li hanno fatti tacere etc etc..bhe a sto punto direi che glielo abbiamo lasciato fare no?

Ragazzi, abbiamo creato una economia che abbiamo ben capito sia fallata, che stiamo tenendo su per evitare il collasso globale e che ci si svegli una mattina trovandosi totalmente “nella merda”.
In questa economia uno dei concetti che viene portato avanti è quello della competizione.
Competi, sii più bravo.

Di vincitore così ce ne sarà solo uno eh..si puoi dare il secondo e il terzo premio..ma è solo per partecipazione dai..si vuole e c’è un unico vincitore..
E invece di un pensiero costante di competizione, ci si mettesse tutti d’accordo a utilizzare un flusso più semplice (che comunque già siamo abituati a usare) come la collaborazione?
Immaginatevi per un momento soltanto che tutte le aziende di ricerca, tutti gli scienziati, biologi, chimici e chi più ne ha più ne metta, collaborassero costantemente, senza restrizione alcuna, su determinate argomentazioni che in questo momento riscontrano gravi problemi.

Niente competizione, solo collaborazione e share di scoperte, idee, proposte, ispirazioni e sogni. Ah sarebbe meraviglioso condividere questa tipologia di dati, e non che stamattina alle 8.34 ho mangiato un baiocco.
A quello ci possiamo tranquillamente pensare in un secondo momento no?
Non ci sarebbe competizione, non so benissimo come si potrebbe gestire la cosa, ma suppongo possa essere una idea costruttiva no?

Non mi reputo intelligente, ma ci sono così tanti che lo sono, che sicuramente qualcuno troverebbe come fare, quindi mettiamoci sotto..tutti quanti. Ognuno potrebbe avere spazio, e potrebbe addirittura trovare quello scopo che da tutta la vita magari sta ricercando. Chissà!

Se collaborassero tantissime menti, contemporaneamente per una soluzione comune (o tante soluzioni), dite che sarebbe così tragica come cosa?
In questo momento siamo così frastagliati, siamo così presi a darci contro e dalla supponenza di essere più intelligenti di altri che alcune soluzioni a portata di mano, non vengono raggiunte.

Non sto parlando del semplice processo di proporre delle idee alla rinfusa, ma di mettersi ognuno con la propria coscienza, conoscenza e voglia di fare ad affrontare un’argomentazione problematica.
Le risoluzioni, se tutti quanti collaborassero, ovviamente non tarderebbero ad arrivare, anzi ci sarebbe un picco vertiginoso verso l’alto..si ridurrebbero i tempi di ricerca..oltre ai costi ovviamente.
Vi dovete rendere conto di essere dei potenziali risolutori, dovreste provare a usare positività e creatività in quello che conoscete (molto meglio se quello che conoscete pure vi piace) e proporre soluzioni o almeno delle idee costruttive. Se vediamo un problema, proponiamo soluzioni. Pensiamo al lungo termine..troviamo il tempo per affrontare le cose..ogni piccola sfaccettatura reclama il rispetto ad una soluzione. E allora con rispetto proviamoci.

Perché non ci mettiamo sotto tutti quanti, piano piano, a fare l’esercizio del “risolvi i problemi”?

Prendetelo come un piccolo esercizio di brainstorming. Non giudicate le idee, aggiungete colore alle soluzioni, collaborate a trovare conseguenze e soluzioni conseguenti..non lamentatevi o imponetevi sempre, chiudete quella cazzo di bocca una buona volta, e se la dovete usare, usatela per sorridere e non per urlare! E fatelo un complimento ogni tanto! Ascoltate!

Scrivete quello che volete, scrivete quale sia il problema, scrivete quali le vostre soluzioni..ma usate la testa che non usiamo più da un pò..informatevi, studiate, provate, proponete..
Cercate uno scopo in questo, cercate una spinta, qualcosa che vi faccia dire “..si ne vale la pena..”.

Provate a buttare idee anche solo per migliorarne altre che magari già sono buone!
Tutto è un flusso collegato, energie che determinano un cammino comune, che si accumulano e disperdono.
Creiamo un flusso, creiamo una voce, creiamo davvero questo “mondo nuovo” di cui tanti parlano, ma di cui forse nessuno ancora ha capito come buttare giù neanche le basi.
Proponiamo leggi universali!

Pensate che bello se per esempio alla nascita venissero assegnati due alberi, uno da frutto per la condivisione, e un’altro per la responsabilità personale.
Ad ognuno l’insegnamento della condivisione, a ognuno l’insegnamento della responsabilità, per ognuno altri 2 polmoni. Risolverebbe dei problemi? Possibile..ma si può ancora migliorare..
E’ solo un esempio, io non sono nessuno e sopratutto non sono intelligente..ma so che ci siamo tutti quanti, a lavorare assieme potremmo argomentare e creare delle strade migliori e meno dissestate di questa in cui ci troviamo.

Non pensate che si debba per forza smuovere i massimi sitemi e le fondamenta delle civiltà create, per un cambiamento. Sarebbe certamente bello ricreare delle basi solide per una visione globale comune di rispetto, dignità e uguaglianza ma non credo siamo ancora pronti. Ma le soluzioni possono essere trovate in ogni situazione, dai più piccoli problemi, fino a raggiungere tutte le genti. Le cose si fanno assimilando le situazioni col tempo, studiandole bene, sperimentando e arrivando a delle conclusioni.

La parte più difficile è tenere aperte queste “conclusioni” ad altre visioni che non siano solo la vostra, a metodologie che non conoscete o non comprendete a cui però dovreste dare delle opportunità.

Rimanete sempre in ascolto, chiunque può insegnarvi tanto. Sopratutto proprio chi magari non ascoltate mai.
Non abbiate paura. Siamo tutti sulla stessa barca.
Sii un problem solver.

M.

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