“La storia di ognuno di noi
è storia di piccoli e grandi viaggi.
Viaggi che ciascuno fa per sé o dentro di sé
alla ricerca di ciò che si nasconde
nel doppiofondo poco frequentato
dell’anima.”

Mentre tutti i gabbiani, di norma, trascorrono la loro vita pensando a procurarsi del cibo e a sopravvivere, Jonathan Livingston pensa a volare.

Il suo unico pensiero è di migliorare il suo volo al punto tale da raggiungere la perfezione.

Questo suo sogno porta Jonathan ad essere escluso dal suo stormo e ad essere sistematicamente rimproverato dai suoi genitori.

Per quanto provi ad accantonare la sua passione, questa si fa sempre più forte: lui si allena, migliora, mostra i suoi risultati allo stormo di cui fa parte sperando di accendere nei suoi compagni il medesimo entusiasmo che egli stesso prova quando si libra nell’aria, ma senza successo: lo stormo Buonappetito non capisce a che scopo volare così tanto e fare tanta fatica per qualcosa che non implichi la propria sopravvivenza.

Il Consiglio di Anziani del gruppo arriva a prendere la decisione di esiliarlo, in quanto il suo comportamento non si addice ad un gabbiano quale è.

Da qui, il percorso di Jonathan per il raggiungimento della perfezione tanto agognata, che si rivela profondo e spirituale, oltre che tecnico.

Egli imparerà ed insegnerà a sua volta a gabbiani reietti come lui, che il volo è l’espressione di libertà di ogni gabbiano e che è una ricerca di perfezione per essere, così, sempre migliori.

“Meglio non esistere affatto che esistere come un’alga, senza senso né gioia.”

Immagini prese da Google

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