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Sono nata pigra e pigra morirò, nonostante questo, con l’avanzare dell’età e il salto nei trenta ho capito che qualcosa bisognava pur fare: il deragliamento è costantemente in agguato.
Se vi aspettate un salutistico articolo sulla buona alimentazione, l’importanza di affiancare l’attività fisica a una dieta sana, evitare i fritti, la birra e qualsiasi altra cosa buona esista al mondo, siete sulla cattiva strada. Magari un giorno parliamo anche di quello, magari ci scrivo un libro, che sarebbe meglio.

Va bene, tralasciando i problemi alimentari che eventualmente li riprendo dopo, oggi parliamo di corsa, una cosa che fino a un anno fa Dio ce ne scampi e liberi eppure, come tutte le belle cose, arrivano quando meno te le aspetti e ti si appiccicano addosso con inaudita tenacia.
La corsa è uno sport di moda, lo è sempre stato, è un po’ un evergreen, dai. Soprattutto in primavera, quando i primi caldi ci fanno ricordare che presto – molto presto – il nostro corpo sarà messo più in mostra di prima. E allora tutti giù in palestra (ma sì, parleremo anche di quello, un giorno) e, i più tirchi, a correre.

NO.
Non si fa così, che poi si parte in quarta, si infilano le Converse, si spaccano i quaranta minuti e il giorno dopo ci ritroviamo con la sciatalgia precoce, l’anca sbilenca e zero voglia di continuare. Perchè farsi del male e privarsi della possibilità di godere di una cosa davvero bella, se approcciata nel modo giusto? Io la corsa l’ho approcciata tante volte e tante volte nel modo sbagliato, da marzo di quest’anno, invece, ho deciso di seguire le regole giuste, andarci piano, non pretendere da me stessa quello che sapevo benissimo di non poter dare, almeno non subito.

Oggi ho corso per un’ora, a una velocità di crociera veramente bassa, con qualche pausa camminata, ma non ho lasciato un polmone per strada e, sì, ho tirato giù il calendario dei santi agli ultimi dieci minuti, ma ce l’ho fatta. Quindi, potete farcela anche voi, basta documentarsi un attimo prima.

In questa sede vi passo due dritte provate sulla mia pelle, che se poi vi viene davvero voglia di provare, allora vi rimando a siti di gente molto più competente di me, che è meglio.

1) Scegliere le scarpe giuste. No, le Converse non vanno bene, nemmeno le Superga, nemmeno le infradito (sì, ho viste donne correre in infradito). Dovete prendere, andare in un bel negozio di sport, accalappiare un commesso e farvi consigliare. Io al momento ho un discreto paio di Kalenji, che se mi sente un esperto mi sputa in un occhio, ma per correre due volte a settimane vanno benone e ho ancora le ginocchia, entrambe, quindi.

2) Andate per gradi. Magari pensate che se non avete mai corso in vita vostra domani vi fermerete ogni minuto. Potrete anche fermarvi ogni trenta secondi, poco importa. L’importante è solo uno: iniziare. Io ho iniziato con alternanza corsa camminata, c’è un bellissimo schemino che ho seguito piuttosto con successo (vedi dopo), ce ne sono mille altri simili, ma tutti si equivalgono se seguono la regola della gradualità e…

3) Rispettate il vostro corpo. Dovete imparare a conoscervi un po’ prima di iniziare a correre, si corre con il corpo e con la testa quindi vedete di ascoltare bene entrambi: se un giorno siete stanchi morti riposatevi; se un giorno vedete di riuscire a far meno della volta prima amen, capita; se un giorno sentite di poter spingere un po’ di più, avanti! Però imparate anche a capire se si tratta veramente di stanchezza o semplicemente di poca voglia che quella, ve lo assicuro, non serve il medico per curarla.

4) Scegliete un itinerario che vi piaccia. Se mi andate a correre per Viale Trieste fate meglio a stare a casa, che si spera che la minestra di cavolo che sta facendo vostra moglie sia meno tossica dei gas di scarico. Meglio scegliere dei percorsi ad hoc, delle belle piste ciclabili, meglio ancora se sapete che sono anche un po’ frequentate. Correre sul ciglio della strada, oltre a non essere il massimo in termini di terreno, non lo è neanche in termini di sicurezza. Ho trovato un bel sito con indicate alcune piste ciclabili nell’udinese e dintorni, dateci un occhio.

5) Mangiate decentemente e cercate di fumare meno. Adesso non dico che dovete diventare degli integralisti alimentari, ma anche scofanarvi tutti i giorni la pizza del Lidl e le patatine al curry con tre lattine di birra, parliamone. Quando potete cercate di mangiare sano, equilibrato, nelle giuste quantità per quello che fate, il che vuol dire non troppo, ma nemmeno troppo poco. E fumare…vabbè, che ve lo dico a fare?

Fine della pappardella. Adesso, lo so che è ottobre e cadono le foglie e figuriamoci aver voglia di iniziare a correre (anche se personalmente preferisco questo periodo a Luglio o Agosto), ma ricordatevi: se avete davvero intenzione di cominciare a fare qualcosa…ci sono le tute termiche in quei famosi negozi di sport di cui sopra!

Be strong!

Programma facile e graduale per chi vuole iniziare:
http://www.runlovers.it/2011/programma-facile-facile-per-chi-vuole-iniziare/

Panoramica sulle piste ciclabili udinesi (non andate a scegliermi quelle dove non passa proprio nessuno, però):
http://www.piste-ciclabili.com/provincia-udine

Sito super interessante con anche un sacco di cose tecniche da sapere, dette da gente centomila volte più tecnica di me:
http://www.albanesi.it/corsa/corsa1.htm

Dalla viva voce di una donna il cui massimo sport era il divaning…ed è andata a finire a fare maratone:
http://www.amazon.it/Correre-Al-femminile-Alexandra-Heminsley/dp/886731646X

E se avete bisogno di altro supporto, esistono sempre gli slogan motivazionali (alcuni sono esilaranti):
http://www.keller-sports.it/blog/slogan-motivazionali-per-ogni-corsa/

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Francesca
Trentenne (e passa) laureata in architettura, ma la sua vera passione sono i libri. Attualmente impiegata in un lavoro tanto tecnico quanto totalizzante, sogna ancora, un giorno, di riprendere in mano la tastiera del computer e scrivere il Grande Romanzo Della Sua Vita, quello che le darà fama, soldi e successo e imperituri. Ama: leggere, scrivere, cucinare, i nachos, la birra, i gatti, la montagna, l'autunno, andare a correre. Odia: la gente, gli impegni, il sudore, il suo lavoro, gli uffici pubblici, telefonare, fare le pulizie.

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