“Finalmente posso dirlo, sono in Canada per poter vedere Sanremo fino alla fine”
Diana, 2021

Eccoci alla prima puntata della 71esima edizione di Sanremo!
Bando alle ciance, vediamo subito cosa è successo ieri sera.

Parte la sigla dell’Eurovisione e la memoria vola ai Giochi Senza Frontiere, non sappiamo cosa aspettarci ma tifiamo tutine azzurre.
Il Festival è cominciato, ed inizia come inizierebbe un concerto dei Subsonica: luci psichedeliche bianche e nere e scenografia futuristica.

Ama si fa il segno della croce ad indicare un festival laico e all’avanguardia.
Appare Fiorello, un po’ Achille lauro un po’ Antonella Clerici che ovvia alla mancanza di vegetazione che già da anni mi fa arrabbiare pazzamente.

Ecco una piccola lista di commenti a caldo, tutto da verificare nelle prossime giornate , non vogliatecene, sono tutti bravi e bla bla.

I giovani

GAUDIANO: Canzone che ci piace dai tempi di AmaSanremo.
La kermesse inizia con una canzone che parla di lutto che un po’ contrasta il sound da Enrique Iglesias de noi altri. Bel ragazzetto piace a tutte le nonne. La giuria demoscopica infatti apprezza e lo manda avanti.

ELENA FAGGI: in arte Dorothy. Entra in gioco il grandissimo Beppe Vessicchio, vestito come il fante di spade. Questa canzone ci ricorda la posta del cuore del Cioè, e anche il lucidalabbra alla fragola. Purtroppo non è abbastanza, e per lei Sanremo finisce qui.

AVINCOLA: membro onorario dell A.N.A.S. ci chiediamo se i baffi siano fatti del materiale delle sopracciglia di Elio. Canzoncina che ci piaceva e piaceva anche a Luca Barbarossa. Testo carino da ascoltare la prima volta che tua mamma ti lascia andare a dormire da un ragazzo. Non va avanti ma siamo sicuri la sentiremo in radio.

FOLCAST: a questo punto va di moda l’arancione. Innovativo il doppio senso del titolo “Scopriti”… mmm già. Da casa non sappiamo ancora cosa pensare di lui perchè stiamo ancora riflettendo su Rodrigo D’Erasmo (suo direttore d’orchestra), un po’ Piero Pelù un po’ Biagio di Lilly e il Vagabondo. Inaspettatamente passa alla finale.

Entra Diodato. I sedili piangono, e anche noi da casa. Esce Diodato.

Immagini prese da Google

I Campioni

ARISA: pettinata con il Dyson ci confonde. Viene il dubbio che sul palco ci sia Marina Abramovich, poi inizia a cantare e allora sì, è proprio lei: Arisa. Canzone che merita diversi ascolti. Ci prendiamo del tempo.

Entra Matilda De Angelis, spaventata a morte dalle scale, ma simpatica disinvolta e come si dice in francese: ninina. Per tutta la serata ci fa compagnia, canta benissimo e invita a limonare, cosa vogliamo di più??

COLAPESCE E DI MARTINO: il look è un chiaro omaggio alle Banane in pigiama ,la  canzone ricorda altre 41241: una su tutti “La valigia sul letto è quella di un lungo viaggioooo”. MAH

Entra Zlatan alle 22.15 e avremmo aspettato ancora un po’… ancora un du/tre ore.

AIELLO: uno dei favoriti dell’orchestra, si muove come Capitan Uncino quando vede il coccodrillo. Gli vogliamo bene per l’omaggio al Friuli, non abbiamo capito il testo ma come dice Ama, “immaginiamo l’applauso”.

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ: la coppia più social del Festivàl, microfoni legati simbolicamente con la carta igienica. Sanno riempire il palco, emozionati ma consapevoli. Non male.

Entra la Bertè appena uscita da Bordano. Alla sua destra un paio di scarpe rosse.
Non sei una signora, sei LA signora.
ICONICA SEMPRE. SEMPRE.

MAX GAZZÉ: si presenta con un’orchestra di cartonati travestito da Da Vinci, geniale come al solito. Gli si vuole un bene spropositato. Portategli del gin e dei Fiori di Bach da parte nostra!

NOEMI: scintillante Jessica Rabbit, canzone tenerina che strizza l’occhio alla radio. Non convince al 100% ma le diamo volentieri un’altra possibilità.

Il momento di Achille Lauro è finalmente arrivato: un po’ Madonnina di Civitavecchia e un po’ Cavaliere dello zodiaco. Piange sangue fuori stagione, santini e lustrini ovunque. I più giovani si aspettavano di più, ma se ne parlerà a messa domenica.

Zlatan spreca battute sull’altezza ma non ancora sul naso, aspettiamo domani.

MADAME: a quanto pare è famosa perchè Cristiano Ronaldo la segue su Instagram. Si dimentica le scarpe e ci regala una performance confusionaria. Promette bene, non sappiamo se questa volta o con la maggiore età.

MÅNESKIN: primo brano Rock della 71esima edizione. Glam allo stato puro: mandate a letto le nonne! La scenografia degna dei White Stripes non c’entra una pippa con Sanremo ma ci piacciono!

GHEMON: Dobbiamo pensarci (il testo non sembra male, ma s’è fatta una certa).

COMA_COSE: si guardano negli occhi, emozionati si danno coraggio, ci viene voglia di prendere una 500 e andare al mare.

ANNALISA: splendida, carica e con una voce pulitissima, ci presenta una canzone dal sound super sanremese.

FRANCESCO RENGA: a France’ non abbiamo capito bene. Sei sicuro di questa canzone? No perchè se sei tranquillo tu ok, però boh.

FASMA: Autotune, gessato e catena del Fifty legata al collo. Da sottoporre all’attenzione degli studenti dell’Istituto Professionale. Magari è perchè siamo vecchi ma…

L’ 1.25 è l’ ora della buona notte con l’orchestra della Polizia di Stato,  ci beviamo una tisana e andiamo a dormire.
Fateci sapere cosa ne pensate!

La classifica provvisoria

  1. “Dieci” Annalisa
  2. “Glicine” Noemi
  3. “Parlami” Fasma
  4. “Chiamami per nome” Francesca Michielin e Fedez
  5. “Quando trovo te” Francesco Renga
  6. “Potevi fare di più” Arisa
  7. “Zitti e Buoni” Maneskin
  8. “Il farmacista” Max Gazzè
  9. “Musica leggerissima” Colapesce Dimartino
  10. ”Fiamme negli occhi” Coma_Cose
  11. “Voce” Madame
  12. “Momento Perfetto” Ghemon
  13. “Ora” Aiello

Dall’Ariston è tutto,
a domani

Diana

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