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Se vi ricordate, vi avevo già introdotto a queste discipline, nell’articolo riguardante nello specifico la Savate, boxe francese, di cui si occupa il Maestro Marco Munini.

Ebbene, oggi vi parlo di un’altra disciplina, che viene praticata sempre nella palestra, anzi Associazione Sportiva, NKT di Udine ed è Muay Thai Boran, di cui si occupa invece il Maestro Alan Saitta.

La Muay Thai nasce come forma di combattimento del popolo thailandese, il cui sviluppo risale a tempi molto antichi, essendo datato circa 2500 anni fa a grandi linee.

Tramite un grande esodo il popolo thailandese assieme agli indiani dell’Indocina sono arrivati in Thailandia. Da qui, una serie di stili che sono rimasti nel tempo, attraverso la fase nomade dalla Cina alla Thailandia in cui c’è stato il bisogno di difendere il popolo nomade.

La Mai Sok diede vita alla Mee Mai Muay Thai.
Si formarono tre stili principali, ovvero Muay Korat, Muay Lompuri e Muay Ciaya da cui ne traiamo l’attuale Muay Thai che ha continuato a cambiare in base alle esigenze della società.

La Thailandia è nata come società rurale, in cui venivano istituiti degli eserciti, che effettuavano varie missioni. Ad ogni andata e ritorno da ogni missione c’erano dei nuovi apprendimenti, quindi nove modifiche.

La Muay Thai moderna si sviluppa sul ring dal 1927-1930 circa, per codificazione sportiva. Questo ha causato una cancellazione di ciò che era la tradizione, almeno per alcuni anni, poichè tale codificazione ha portato l’inserimento delle scommesse in Thailandia e in Oriente, luoghi in cui le stesse scommesse sono una parte fondamentale della società.

I popoli orientali vivono di quel genere di cose ed è per questo che si rivelò una fonte di reddito, pertanto iniziarono ad organizzare gare giornaliere o settimanali costituite da round di 3 minuti per 5 round (ogni match quindi costituito da 15 min) dove si scommetteva su un atleta.

Tutto ciò, se positivo da un lato, si rivelò essere negativo dall’altro:
positivo in quanto rimane un’ arte marziale viva. Le tecniche sono periodicamente in evoluzione, non viene accantonata come disciplina; negativo in quanto proprio a causa di questo molte tecniche vengono dimenticate.

Ci fu una riscoperta del tradizionale con gli europei, che sono stati coloro i quali si sono posti delle domande su come la Muay Thai fosse nata, quindi il motivo per cui si facesse una mossa piuttosto che un’altra andandone così a cercare le origini.

La data precisa in cui avviene la ricostituzione della tradizione è sconosciuta, si sa però che avvenne in seguito al meeting di diversi maestri, durante il quale vennero codificate le varie tecniche e riuniti poi gli stili, dal nord al sud.

Duplice la realtà della Muay Thai: realtà sportiva che prevede il combattimento sul ring e il gareggiamento e la parte marziale di studio costante della fisicità, della percezione dello spazio e della società, poiché il modo di combattere è cambiato dal passato ad oggi. Da qui, la realtà della parte marziale moderna.

Alan ha iniziato arti marziali a 4 anni. Mi spiega che al Palazzetto Marangoni c’era un ring dove veniva praticata la box che però non gli piaceva particolarmente. A lui piaceva tirare calci ma nel judo non erano previsti, il karate non suscitava nessun interesse in lui e il kung fu nemmeno.

E’ a 16 anni che conosce questa arte tramite l’arrivo in Italia di alcuni francesi i quali, facendo uno stage, gli hanno spiegato che si trattava di Muay Thai. Non c’è bisogno di dire che se ne innamora.

A distanza di tempo –mi fa presente- capisce che non si trattava di vera e propria Muay Thai, quanto più di una kick boxing riadattata, però quella volta ammette di non avere avuto ancora sufficienti nozioni per capirlo. In compenso, proprio da quel momento ha iniziato ad informarsi, capendo che era esattamente ciò che cercava.

Muay = lotta
Thai = (maggiorante tradotto) thailandese. In realtà, significa “libertà”, questo perché Thai sarebbe il popolo della libertà, per cui “lotta per la libertà” e non “lotta libera”.

Per lo studio di questa disciplina, il maestro Alan si cimenta nello studio del thailandese ed è in questa lingua che da gli esami previsti.

Del suo percorso, mi mette a conoscenza che quello iniziato è il quinto anno consecutivo in questa città. Precisa però di esserci già stato da ragazzino, spostandosi poi a Gorizia, per poi ritornaci nuovamente causa motivi logistici, essendo sempre vissuto qui.

“E’ tutta una questione di competizione, tutto un agonismo un voler essere migliore sia sul ring che nella vita.” è il pensiero del maestro riassunto in un’unica frase.

Gli chiedo quali sono i suoi obbiettivi, lui sorride sotto i baffi e mi risponde così:

“Attualmente ho due collaborazioni in corso: una qui in Italia e una internazionale con la Slovenia.

Il primo progetto arriva alla 9° edizione di quella che prende il nome di Arena Alpe Adria Championship, in collaborazione con lo CSEN, dove assieme al mio socio Dario Grilanc, che gestisce la sua scuola in Slovenia (Yaksha Combact Team) e con cui ho creato appunto questo progetto, abbiamo comprato un ring su cui combattono persone provenienti dal Friuli, dal Triveneto e dalla Lombardia, oltre che dalla Slovenia e dalla Croazia.
E’ un girone piccolo, autofinanziato, che sta crescendo e a maggior ragione troviamo soddisfazione proprio per questo motivo.

Il secondo progetto, che è nato da poco, è il MAS – T (Muay Thai, Aikido, Savate Team) nato per collaborazione, intesa come esigenza di uno scambio.

Al contrario di quanto detto prima, non c’è competizione tra noi (riferendosi agli altri due maestri, Marco Munini per la Savate e Giovanni Missio per l’Aikido), anche se magari non farò mai Savate o Aikido, ma chiunque voglia fare sia la mia disciplina, sia quella dei miei colleghi è libero di farlo.

Questo sarà il primo anno per la nostra associazione come partecipante alla FSB show della fiera di Udine. Per l’ Arena Alpe Adria è il terzo anno, quindi oltre alla mia disciplina, stiamo lavorando per inserirci anche le discipline dei miei colleghi.

Se camminiamo insieme facciamo più strada, questo sta alla base della nostra unione e delle iniziative che realizziamo.

Il mio sogno è quello di realizzare un scuola marziale polifunzionale con parte formativa. Noi tre facciamo solo quello che ti ho spiegato fin’ora, perciò vogliamo offrire la conoscenza di quello che insegnamo e non riferire un paio di nozioni messe in croce sentite in un corso tenutosi in un week-end. La formazione per noi è tutto.

E comunque, questo è solo l’inizio.”

Non so se l’abbiate presa come una minaccia ma senza ombra di dubbio i progetti attuati e in programma sono tanti ed interessanti e chiunque volesse approfondire la materia può consultare i siti di seguito:

https://www.facebook.com/muaythaiudine?ref=ts&fref=ts

https://www.facebook.com/groups/1406009129728051/

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