Sono rispettivamente Marco Munini, Alan Saitta e Giovanni Missio i pionieri di queste tre discipline nella nostra città e le praticano nella palestra NKT ubicata in via Tavagnacco 61.
Tre Maestri specializzati nelle tecniche tradizionali e moderne del loro settore che, ognuno nel proprio ambito, approfondiscono e trasmettono ai propri allievi, assieme alla passione e alle regole per praticarle.

Pur essendo della stessa scuola, ritenendo che ognuna delle discipline trattate avesse una propria importanza, suddividerò i tre incontri in tre articoli diversi e quello di oggi lo dedichiamo alla Savate.

“E’ una fede, un codice di comportamento sul ring e nella vita, è una questione di rispetto.” – dice Marco mostrandomi il tatuaggio che ha sul petto, all’altezza del cuore.

La Savate, in francese “ciabatta”, viene praticata per l’appunto dal Maestro Marco Munini che ci spiega essere uno stile europeo di arti marziali, composte dalla Chausson Marseillais e dalla boxe francese. Nasce nel 1830 in tre posti: Marsiglia, Genova e Parigi. La Savate detiene delle influenze che arrivano direttamente dall’antica Grecia e dagli stili del Pancrazio e veniva utilizzata dai gladiatori nelle arene. Ci sono influenze portate anche dalle varie navigazioni e colonizzazioni francesi in concorrenza con gli inglesi, pertanto molte modalità di combattimento possono avere delle somiglianze anche con gli stili orientali, ma fondamentalmente questa disciplina ha uno stile autoctono in tutto e per tutto.

Anticamente c’erano principalmente due stili di Savate , romantica e classica: la prima Chausson Marseillais nata a Marsiglia, che è un combattimento militare adottato dalla forza della marina, dai gendarmi e la seconda che era un’arte marziale molto cortese in cui i calci erano tendenzialmente bassi al fine della difesa da strada, a differenza dei calci marsigliesi che colpivano su più livelli ed erano picchiettati con la punta della suola.

Michel Casseaux, un saltimbanco parigino, unì entrambe le discipline conclamando quella che sarebbe diventata l’odierna Savate. A Parigi poi si formò uno stile particolare appreso come gioco nei vari quartieri nobili e nei bassifondi.

Marco Munini preferisce la Savate romantica (quella marsigliese) e si avvicina a questo mondo all’età di 6 anni, grazie al bis nonno che, essendo Siculo-Tunisino apprese la Chausson e conosceva le discipline mediterraneo – francesi, insegnandogli a sua volta quella che è la parte tradizionale. Purtroppo, praticando la Savate nei momenti di vacanza col nonno, Marco è portato a dedicarsi al Karate proseguendo anche in quella disciplina, seppur in secondo piano.

A partire dalla stessa età entra subito in contatto col mondo agonistico che non ha mai abbandonato. Per un periodo della sua vita ha vissuto in Francia dove ha continuato a recarsi per aggiornamenti, ma il suo cuore va a Genova dove si trovano alcuni dei suoi maestri i quali Sergio Cattaneo e Marco Testino che praticano lo stile Genovese, simile alla marsigliese.

I genovesi si occupano della parte tradizionale: da qui la decisione di Marco di condividere un associazione anche con gli altri due maestri, Alan e Giovanni, in quanto anche loro sono molto legati alle origini delle loro rispettive discipline.

Lo studio della tradizione lo porta a vincere numerose gare, questo per la conoscenza di mosse che sono state un po’ “accantonate” dagli avversari, poiché si sono dedicati maggiormente alle tecniche “moderne”.

C’è un libro dal titolo “Savate – La boxe francese” scritto da Giorgio Messina in cui si possono ritrovare i nomi di alcuni dei più grandi Maestri con cui Marco ha avuto la fortuna di allearsi e apprendere molte delle nozioni che conosce.

L’1 marzo del 2012 è il giorno di apertura della scuola, primo allievo della quale è Gianni Calabrese.

“Quando hai iniziato hai avuto paura che questa tua idea non andasse in porto?”
“No. Ero convinto avrebbe funzionato.”

Nella Savate esistono diverse discipline:
– la Canne de Combat che è un bastone francese molto articolato
– la Savate Forme che è una pratica per donne, senza contatto, a ritmo di musica, formando delle coreografie, ma mantenendosi in allenamento coi calci della savate
– Savate Assaut (=assalto) molto tecnica, estetica, aggraziata e stilistica e consiste nel portare alla velocità estrema i propri colpi.
– Contatto pieno diviso in due sezioni: Pre combat e Combat.
Il primo è il contatto pieno con le protezioni quali caschetto, paradenti, paratibia, paragenitali e guantoni.
Il secondo è contatto pieno senza protezioni ed è a ko, cioè miri a stendere l’avversario.

Molto importante il gruppo agonisti formato da: Borian Pjetri, Tommy Bellini, Erika Freschi, prima e unica donna friulana a portare a casa importanti titoli.

Tre gli allenatori nominati dal Maestro Marco Munini, che sono: Andrea De Lenardis, Erika Freschi e Lorenzo Bernardis; quest’ultimo anche massaggiatore sportivo.

Gli allenamenti sono aperti a tutti. Alla base c’è il potere della condivisione, per questo motivo se un allievo decide di allenarsi con un altro insegnante è liberissimo di farlo, precisa.

Questa disciplina è stata introdotta anche all’Istituto “Volta” di Udine.

“La Savate ti da, la Savate ti toglie. Affrontare la vita come se fossi sul ring, affrontare i tuoi demoni, che sono i tuoi limiti.”

Savate Boxe Française Udine:
https://www.facebook.com/SavateUdine?ref=ts&fref=ts

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