Oggi vi racconto qualcosa di molto particolare. . .Poco fuori Cividale si può assaggiare una delizia dal sapore antico in un’atmosfera davvero particolare.

Qui ve la racconto con l’intervista ad Alessandro Crosato, diretto interessato.

D- Buongiorno Alessandro. . . Dopo mille peripezie sono riuscita a venire da voi ad assaggiare le vostre prelibatezze e ne sono rimasta estasiata. Oltre agli ottimi vini mi piacerebbe far conoscere ai nostri amici una vostra chicca, quale è l’invecchiamento in anfore di argilla. Cosa puoi dirci a riguardo? Da dove nasce l’idea?
A- L’invecchiamento del vino in anfore di forgia romana è una tecnica che abbiamo sviluppato alla fine degli anni ’90, è stata una sfida, dopo aver lavorato qualche anno in Toscana e girato per le campagne, si vedevano sempre anfore ovunque, chiedendo alle persone ci dicevano che erano quelle dove ci mettevano il vino i romani ed erano state trovate in fondo al mare anche delle anfore con del vino dentro.
Allora abbiamo provato ad immaginare come dev’essere stato fare il vino al tempo dell’impero romano, loro quasi sicuramente non avevano tutte le nostre conoscenze ma l’anfora permetteva a loro di bere il vino per tutto l’anno, senza nessun tipo di conservante.
Dopo qualche anno di sperimentazione abbiamo fatto la prima bottiglia di Rosso d’Argilla, uvaggio di Merlot e Refosco che affina all’interno delle anfore per 6 anni.
L’anfora garantisce al vino di rimanere giovane e fresco molto più a lungo vista la cessione in sali minerali molto elevata che ha per tutta la durata dell’invecchiamento. I sapori vengono esaltati e i profumi incrementati, rimane un vino fresco e pulito nonostante gli anni. Riusciamo ad abbattere l’uso di conservanti ed a eliminare molte operazioni di pulizia del vino mantenendolo più naturale possibile e cercando dove possibile di richiamare lo stile romano, dove non esistono macchinari e prodotti chimici che sistemano il vino, ma esiste solo l’esperienza e il tatto dell’enologo che segue il prodotto dalla pianta alla bottiglia capendolo e indirizzandolo verso il prodotto voluto.

D- Ancora un paio di domande veloci. . .Con cosa si può abbinare? (io ho già assaggiato qualche cosina perfetta ma magari tu mi sai dare una vista più tecnica)
A- I vini affinati nelle anfore vengono arricchiti di sali minerali, quindi sono molto salini e hanno bisogno di un abbinamento dal sapore intenso.
Partiamo da una tartara di carne o una carne grigliata o ai ferri con il rosso, un pesce al forno o una zuppa di verdure o un primo di verdure intenso tipo asparagi, carciofi, il Creta quello dolce va abbinato con qualcosa di non dolce, tipo un cioccolato amaro o dei formaggi erborinati.

D- Come viene venduto? e come reagisce la clientela?
A- Vendiamo in bottiglia di vetro o in anfore di argilla del stessa fatture delle amore di affinamento dove nella permanenza in bottiglia il vino continua a lavorare e ne aumenta in intensità aromatica.
Il prodotto è molto diverso, i sensi percepiti sono strani per un vino quindi è molto apprezzato da una clientela qualificata capace di degustare i vini, questo nel mercato italiano, nel mercato straniero abbiamo Giappone e Russia a cui piacciono i sapori forti e quindi sono molto apprezzati.

Spero che questa intervista vi abbia convinto ad andare a testare voi stessi una specialità molto particolare, ne vale davvero la pena!

CROSATO lo trovate in via Fornalis, 50, 33043 Cividale del Friuli – UD
http://www.vinicrosato.it/

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PAOLO G. DE MAIO © 2014 ALL RIGHTS RESERVED

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Diana

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Una tra le più piccine del gruppo, occhi giganti e una nuvola di capelli mogano. Fiabesca e buongustaia dopo essersi laureata in Relazioni Pubbliche si accorge che diventare sommelier era più nelle sue corde. Locandiera per inclinazione e cuoca per amore, sogna di aprire un’enoteca. Vive nel mondo delle spezie, del riciclaggio, dei colori e del profumo dei fiori. In questo Blog vi porterà a degustare l’essenza della tavola e del vino friulano viaggiando attraverso etichette, locali e qualche ricettina ad hoc per i vostri sensi.

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