Pochi giorni fa è uscito un articolo che ha fatto il giro del Friuli in pochissimo tempo. Probabilmente per carattere o per abitudine non è nuovo avere eccellenze del nostro territorio che vengono considerate molto di più all’estero. Questo articolo parlava di Matteo Delli Zotti, un ragazzo giovane ma molto molto interessante che abbiamo voluto conoscere da vicino. Lui è un bravissimo disegnatore di cartoni animati che vanta un vastissimo seguito di fan su Youtube. Io e Federica, ne sappiamo davvero poco di questo mondo, ma Matteo ci ha aperto la porta colmando tutte le nostre lacune e curiosità in merito!

D – Matteo, raccontaci le basi. Cosa vuol dire fare cartoni animati? Da dove sei partito?
M – Fare cartoni è complicato, più di quanto si immagini. Se vuoi scattare una foto o girare un film è molto più semplice, perché la realtà che vuoi catturare è davanti ai tuoi occhi mentre per fare un cartone animato la realtà desiderata si deve inventare da zero. E se sbagli inquadratura o posa del personaggio devi rifare tutto da capo. È molto impegnativo, io ho iniziato disegnando fumetti poi ho scoperto Flash, che viene usato per i banner pubblicitari e per le animazioni. Così ho fatto il mio primo cartone che non è mai stato pubblicato ma mi piacerebbe che prima o poi avesse un futuro. Nel 2010 è nato il mio canale Youtube con la parodia di Deux Ex e da lì è partito un po’ il progetto, 2012 altri cartoni. . Poi è iniziato il momento della sit-com sui Daft Punk che prende spunto dal fatto che loro non parlano mai con la stampa e mi sono immaginato i loro dialoghi nella vita quotidiana. Questo è andato molto bene ed è durata quasi due anni. Dopo un anno Moroder ha notato un video che feci sui Daft Punk e gli piacque molto!
Quest’estate ho ripreso a fare parodie dei videogiochi, come Metal Gear 5 e The Witcher 3.

D – Che tipo di seguito hai su Youtube? E quali i generi che vanno per la maggiore?
M – C’è molta gente su Youtube che vive filmandosi mentre gioca ai videogiochi registrando le proprie espressioni e reazioni, il più grande Youtuber del mondo fa questo ed è milionario, Youtube tende a premiare i video lunghi e questi hanno moltissimo seguito anche grazie all’assiduità con la quale vengono pubblicati. I miei video escono molto più lentamente anche e soprattutto per il lungo lavoro di progettazione e realizzazione che ci sta dietro quindi cerco di integrare il mio lavoro con lavoretti come fotografie, montaggi e collaborazioni ecc ecc. . . sarebbe bello fosse un mestiere ma farlo da solo è davvero molto impegnativo. Le visualizzazioni sono enormi, ma sono ripagate anche dal fatto che sono riuscito a fare uscire le parodie nel giorno di uscita del videogioco dunque digitando #metalgear avevo la possibilità di fare apparire il mio cartone nel momento in cui qualcuno, su Twitter o Youtube, cercava il videogioco in questione.

D – Quale pensi sia il tuo prossimo passo?
M – Ora come ora vorrei continuare a fare parodie solo su videogiochi perché c’è una grandissima fetta degli Youtubers che riguarda/è interessata a questo: fa uscire il Walt Disney dentro di me!
Scelgo un videogioco e lo prendo in giro sopratutto se ha delle tematiche molto serie (è il caso di Metal Gear) ed è questo che fa ridere i fan, perché il contrasto fra i temi e l’uso dei cartoni animati crea un maggiore effetto comico. Per dire, non amo molto i giochi fantasy ma alcuni di essi hanno una trama davvero importante.

D – Tu fai un po’ di tutto?
M – Si io progetto lo storyboard, scrivo la trama, disegno, faccio le animazioni, faccio le musiche (dato che suono da quando ero piccolo) gli effetti sonori e doppio pure i personaggi!

D – Come si inizia a fare una parodia?
M – Guardo principalmente le preview e le demo pubblicate dalle riviste, li provo, guardo tutte le peculiarità e penso a come potrebbe fare ridere. Faccio comunque una ricerca molto molto specifica sulla trama del videogioco prima che questo esca.

D – Puoi essere definito nerd?
M – No, direi più smanettone. . quando ero piccolo i miei amici avevano il game boy mentre mio padre aveva il portatile quindi ho avuto la possibilità magari prima di altri di avvicinarmi a questo mondo che effettivamente in quel periodo era “nuovo”. Ho sempre smanettato ma mai a livello nerd. . amo la tecnologia e me ne intendo.

D – Quelli che facevano l’ università con te cosa fanno ora? E che tipo di tesi hai portato?
M – Per la maggior parte lavorano nel campo pubblicitario. . Io ho scritto una tesi di cui sono fiero, analizzando l’ industria dei cartoni animati, analizzandone l’ impatto sociale e spiegando quanto, specialmente in Giappone, rappresentino un’arte allo stesso livello del cinema se non a volte superiore.

D – Tornando a Youtube. . .Come reagiscono i tuoi fan? Che rapporto hai con loro?
M – Ne ho molti davvero affezionati che mi seguono, e mi sostengono anche con donazioni perché si rendono conto del tempo che un disegnatore perde dietro ad un cartone animato (anche grazie ad un video in time-lapse pubblicato recentemente in cui mi sono filmato mentre realizzavo un intera scena). Fare le cose da soli è difficilissimo ma ti permette di avere una visione organica del tutto, di avere un po’ la situazione in mano . . le piattaforme di crowdfunding sono molto utili perché molta gente mi aiuta, ma ovviamente c’è bisogno di continuità perché i fan non si sentano “abbandonati”.

D – Grazie mille Matteo, Ci hai fatte entrare nel tuo mondo, oltre che a casa tua!

Lasciamo qui un po’ di infos per chi ne voglia sapere di più:
https://www.youtube.com/user/Shezmen88
https://www.facebook.com/BitterStrikeCartoons
https://twitter.com/Shezmen

Ph. Federica Cicuttini

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Diana

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Una tra le più piccine del gruppo, occhi giganti e una nuvola di capelli mogano. Fiabesca e buongustaia dopo essersi laureata in Relazioni Pubbliche si accorge che diventare sommelier era più nelle sue corde. Locandiera per inclinazione e cuoca per amore, sogna di aprire un’enoteca. Vive nel mondo delle spezie, del riciclaggio, dei colori e del profumo dei fiori. In questo Blog vi porterà a degustare l’essenza della tavola e del vino friulano viaggiando attraverso etichette, locali e qualche ricettina ad hoc per i vostri sensi.

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