Udine – 17 maggio 2018
Nella puntata precedente ho tirato fuori dal cilindro il termine sapiosessuale.

Una volta uscito indenne, forse un po’ provato, dalle sale da pranzo parentali devi affrontare la società e non è facile spiegare ai più, specie maschi, che il motore della tua esistenza non è la “panola”.
Superati i 35 sei fuori dai bandi per i giovani, la burocrazia ti considera vecchio; se cerchi lavoro devi inventarti un modo per far sì che l’azienda verso la quale ti stai candidando abbia una qualsivoglia agevolazione fiscale, se guardi Eternal Sunshine of the Spotless Mind piangi da solo sul divano immerso nella polvere di Fonzies e possibili peli di gatto, fai le video interviste al MercoleGin e ti dicono in faccia che sei vecchio, out anche dall’appetibilità verso il genere femminile come un prodotto scaduto al banco frigo.
La cosa più dura è dover essere messo nella posizione di dover giustificare il tuo essere single senza sembrare troppo uno sfigato, specie se non ti consideri uno “bello bello in modo assurdo”.

Nel momento in cui nelle bio social mi definisco “Un ibrido tra Sheldon e Leonard, più brizzolato, più tatuato e con il 10% di vita sociale in più” capite che la parola NERD (ma preferirei Geek) è come l’insegna luminosa di un Motel in una strada immersa nel buio (tranquilli non c’è scritto Bates), aggiungendoci occhiali e apparecchio (sconta 10 anni all’anagrafe) il quadro è completo.

Per fortuna ci pensa la psicologia a aiutarmi inventandosi una nuova categoria di persone.

Cos’è il sapiosexual, su cosa si basa?

È una forma di sessualità che va oltre il coito, che parte da lontano, che fa il giro largo, che implica il coinvolgimento mentale, emozionale e soprattutto cognitivo.
Relazioni amorose, che vadano oltre l’addominale obliquo, che includano una mente incisiva, curiosa , perspicace, irriverente, decisionista, uomini e donne che sappiano sedurre con “altro” dalla semplice corporeità.

Relazioni empatiche, umoristiche, che arricchiscono chi ha la fortuna di sperimentarle, relazioni dove parlare del senso della vita o di filosofia, faccia parte dei preliminari amorosi.
Il Sapiosexual potrebbe essere definito, come un “ 
incontro di intelligenze”, come una relazione basata sull’attrazione mentale e cognitiva, come se l’ intelligenza , fosse la caratteristica più sessualmente attraente dell’altro/a.

L’appagamento dei sensi mediante l’intelletto, è sicuramente un’importante novità di quest’epoca, che fino ad adesso è stata caratterizzata da tanto apparire, da un’assenza di seduzione, anzi da un’importante anti-seduzione e dalla fisicità a oltranza, tra media e nuovi modelli di femminilità e mascolinità, spesso fusi e confusi tra loro.

Fonte: http://www.medicitalia.it/

Leggendola vi dico che ci rientro alla grande. Io che faccio parte del “team pancetta” sogno un mondo distopico dove la tartaruga che regna è quella rovesciata e dove l’uomo ideale è il giusto compromesso tra Alberto Angela e Bill Hicks.
Nella pratica ho idealizzato il mio personale standard d’intelligenza basato su gusti musicali, artistici, estetici etc etc e tengo in considerazione la “fidanzabilità” riferendomi a essi.

Esempio positivo: Hai colto la citazione dell’articolo precedente alla domanda A della Cugina ecco che provo la domanda tracobetto “In quanto tempo il Millenium Falcon ha percorso la rotta di Kessel?”. (Se hai colto anche tracobetto ricordami di darti il mio numero. Sappi che so fare la carbonara). In più come primo appuntamento mi proponi un concerto jazz o una mostra di Hopper e sai che esiste The Glitch Mob. Sei già la mia finTanzata ufficiale.

Esempio negativo: “Sono andata al concerto dei Modà indossando le mie nuove Hogan”. Ciao, è stato un piacere. Pago io il drink ma voglio essere sincero: non ti chiamerò né ti manderò messaggi su whatsapp.

In realtà alla mia età non è detto che sia un sapiosessuale.  O forse un po’ sì, la cultura mi affascina e mi piace ricevere input come Numero 5 (Personaggio del film Corto Circuito) e se la donna in questione ne dimostra più di me faccio gli occhi da gatto di Shrek.
La verità è che non ho più voglia di provare, voglio andare a colpo sicuro, voglio sentire lo stomaco che si ribalta con quel furore adolescenziale che poche volte ricordo, voglio il fattore wow.

Quando spieghi questa cosa finisce così:

  1. La ragazza che ti sta ascoltando ti guarda come un alieno ed è subito friendzone;
  2. La ragazza che ti sta ascoltando ti ritiene un uomo maturo, da “ce ne fossero di più così” e poi limona con il secondo che passa. Il primo eri tu ma accantonando il tuo istinto predatore sei stato messo in friendzone.
  3. Il ragazzo che ti sta ascoltando solleva dubbi sulla tua eterosessualità.
  4. Il ragazzo che ti sta ascoltando si chiede se tu sia un Jedi e cerca la lightsaber.
  5. Grandi pacche sulle spalle da tutti davanti e poi sei “quello che non pratica attività carnali”.

L’unica certezza che ho nella vita è che ho imparato a stare da solo, a non rincorrere gonnelle come se fossi un satiro.
Sapiosexual, difficile o qualsiasi definizione volete alla fine non importa, ma da qualche anno almeno so che tipo di persona vorrei se dovessi fidanzarmi.

Esistono eh, non fanno parte del boschetto della mia fantasia. Magari la prossima volta ne parlerò.

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