Anna era la mia compagna di banco alle superiori, poi si è trasferita a Padova per frequentare l’Università e lì è rimasta. Io e Anna non ci vediamo e non ci sentiamo molto, quindi quando è sorta l’occasione di fare un breve viaggio insieme, nessuna delle due ha saputo tirarsi indietro.
Doveva essere una cosa breve e low cost, varie ipotesi per una gita fuori porta in Austria o Slovenia e alla fine ha vinto quest’ultima. Prenoto 2 notti a Bled (non c’eravamo mai state prima), consultiamo la Lonely planet (sempre sia lodata) e ci diamo appuntamento per le 9 sotto casa mia.

Organizzare solo l’essenziale

La sera prima alle 2 di notte mi arriva un messaggio che più o meno recitava così: “Sono ubriaca e continuano a farmi bere”. Bene, dico io, queste sì che sono premesse interessanti. C’era da aspettarselo, per una che rientra in madre patria non molto spesso, è d’obbligo intrattenere rapporti discretamente conviviali con gli autoctoni.
Ammetto di aver pensato che non saremmo partite prima di pranzo ma lo spirito patavino che ormai si è impossessato di Anna mi ha smentito alla grande: solo 10 minuti di ritardo.

anna-ale

“Hai il navigatore?”
“No”
“Neanche io”
“Bene. Andiamo?”
“Va bene. Da che parte?”
“Forse potremmo andare per Gorizia”
“Forse per Cividale”
“Mah, saliamo per Pulfero e poi vediamo”

Non avevamo fretta, perchè arrovellarsi? La Slovenia non è grande.
Dopotutto 8 anni fa siamo partite da Galway in macchina per fare Nord Irlanda, Belfast, Glasgow, Edimburgo, ci siamo perse nel nord della Francia, Parigi, Padova, Udine e tutto questo senza navigatore, con una cartina che segnava le capitali e basta. Potevamo cavarcela bene anche per andare solo fino a Bled.
Anzi, ce la siamo proprio cercata, perchè quando non hai fretta e la meta è abbastanza vicina puoi permetterti di fare un giro panoramico, lungo la strada ci siamo fermate più volte per fare foto, per osservare lo splendido paesaggio. Ho scoperto una Slovenia verdissima, meravigliosa.

slovenia somewhere-in-slovenia

Alla fine il tragitto d’andata è stato Udine, Bovec, Jesenice, Bled. Tornanti a go-go, fiumi limpidissimi, alberi altissimi. Un po’ per caso, un per “sintiment”, dopo esserci quasi perse ci siamo fermate a pranzo a Jesenice dove abbiamo anche sperimentato il caffè turco.
“Cosa sono queste cose?”
“Non so, l’ho assaggiato, non mi piace”
“..ma sa di sapone! Lo mangio lo stesso”
E l’ha mangiato tutto, l’ho vista io.

caffè-turco

Bled, piccolo gioiello sloveno

Arriviamo finalmente a Bled, una pacca sulla spalla per aver beccato un ostello a due passi dal lago a 20 euro a notte [io mi fido molto dei commenti su booking.com, sopratutto se sono italiani (non sono schizzinosa, ma esperienza insegna che è meglio cercare i commenti degli italiani)].
Il cielo blu, il lago blu, meraviiigliaaaa “Ma Aleee… che contenta che sonooo!”, “Siii…è bellissimoooo”

lago-bled

Vintgar

Un sole caldissimo brillava sulle nostre teste, scarponcini, zainetto, andiamo a vedere questa Gola di Vintgar. Già il nome fa molto Signore degli anelli, una volta arrivate lassù siamo rimaste a bocca aperta. Certo se ci fossimo organizzate non ci saremmo perse, ma in realtà alla fine è stata solo una breve deviazione e poi a piedi, nel verde, è andata bene anche così.
La gola di Vintgar è lunga 1,6  km, si snoda lungo un percorso scavato tra le imponenti pareti verticali dei monti Hom e Boršt dal torrente Radovna, sopra la gola un sentiero conduce attraverso ponti e gallerie per concludersi con un’imponente cascata, alta 13 metri.
FA-VO-LO-SA.

cascata discesa-cascata

Rientriamo perdendoci (di nuovo, si, è stato il filo conduttore di questa vacanza), ostello, doccia, usciamo a cena.
Ecco… sul cibo sarà che non ci eravamo preparate troppo, ma quei quintali di carne a buon prezzo non li ho visti. Sembrava una cucina piùttosto… piuttosto poco slovena, per l’idea che mi ero fatta io.
In più l’inculata, Anna si è presa un bicchiere di rosso che alla fine ci hanno fatto pagare 6 euro e 40 centesimi. 6,40! Vabbè, fa parte del turista distratto l’essere coglionato.
O meglio, abbiamo un po’ smadonnato, ma a quel punto non potevamo scappare senza pagare (furbe come siamo ci avrebbero sicuro beccato all’istante).

Il Castello e giro del lago

Giorno due, sole alto again, si sale al castello. Vista stupenda! Castello medievale, museo, un sacco di asiatici che si mettevano nel mezzo quando dovevamo fare foto, ci eravamo abituate troppo bene il giorno prima senza aver incrociato turisti.
Giro del lago in mezzo al verde, acqua limpidissima, tuffo, nuotata.
Alla faccia dei 6 euro e 40 del vino entriamo in supermercato e ci prendiamo 2 burek. Peccato che poi scopriamo essere burek dolci. Con le mele.
“Niente, con il cibo non ce ne va dritta una, io volevo salato”
“Anche io, andiamo a prendere pane e formaggio e facciamo pausa riposino sotto gli alberi, vista lago”
“Ottima idea”

vista-beld-castello vista-castello

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Le vertigini, una brutta bestia

Seguendo i consigli della Lonely planet decidiamo di avventurarci in “una salita abbastanza ripida”, testuali parole, una salita di circa un’ora e mezza dove stavamo quasi per perderci e invece no! Alla fine ce l’abbiamo fatta ad arrivare in questa radura a picco sul lago, da cui si godeva di una vista meravigliosa: la chiesetta costruita sull’isolotto in mezzo al lago, il castello, i verdi monti attorno a Bled.
Peccato che era davvero a picco sul nulla e io a 33 anni e mezzo ho scoperto all’improvviso di soffrire di vertigini.
“Anna dove vai! Non ti posso guardare, oddio, mi gira la testa”
“Ma vieni, siediti qua”
“Oddio mi tremano le gambe… dove vaiii! Stai attenta!”
“Ma si, sono pur qui!”
Me la sono fatta addosso, ma alla fine sono arrivata dove volevo, a sedermi lì, sospesa nel vuoto (non proprio vuoto, ma a me sembrava così).

vista-bled

Altre 2 ore circa in discesa alla scoperta delle altre punte da cui mirare il panorama, di nuovo supermercato e questa volta, finalmente BUREK SALATI e anguria. Presi, impacchettati, torniamo in ostello e ceniamo in terrazza, una terrazza bella grande dove c’eravamo solo noi.
Dovevamo fare un’ulteriore giro in notturna sul lago, ma la stanchezza si  fatta sentire.

Il rientro

Al rientro abbiamo deciso di provare a fare un’altra strada, Bled, Idrija, Nova Gorica, Udine.
In realtà volevamo arrivare a Neblo, ma da qualche parte… indovinate? Ci siamo perse e ci siamo lasciate trasportare dal flusso degli eventi. Di nuovo kilometri macinati in mezzo a boschi, fiumi e piccoli paesini, palacinka in un locale di bikers in mezzo al nulla, sono stati 2 giorni favolosi.

Quello che posso dirvi, se volete fare una gita, una vacanza e non avete molto tempo, la Slovenia è dietro l’angolo e anche se vi perdete non potete che godervi il paesaggio.
Io me ne sono innamorata.
Certo, la compagnia conta tanto e io ho potuto fare affidamento su un’amicizia che dura da 20 anni.
Sono stati due giorni dove abbiamo camminato tantissimo, ci siamo riempite gli occhi di verde e di blu e io insisto, fate come noi: scegliete la destinazione, informatevi sulla città da visitare e per tutto il resto… all’avventura!

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 240 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Renzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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