Quest’anno, al Suns Europe 2017, salirà sul palco del teatro Giovanni da Udine, Franco Giordani, cantautore polistrumentista – chitarre, bouzouki, mandolino e banjo – che da diversi anni riveste un ruolo importante nel mondo della musica friulana. Da poco è uscito il suo ultimo progetto “Truòisparìs”, una raccolta di canzoni che raccontano la Valcellina, la sua gente e le sue storie. Blud ha avuto il piacere di intervistarlo alla vigilia dell’esibizione sul palco del SUNS.

Ciao Franco, il 2 dicembre ti esibirai sul palco del SUNS Europe, al Giovanni da Udine.
Puoi anticiparci qualcosa sul pezzo che porterai?

Suoneremo “Revelli”, un brano dedicato a Ruggero Grava. Fu un grande calciatore clautano; emigrato in Francia vinse il titolo nazionale e fu acquistato dal grande Torino nel 1948. Un anno dopo morì assieme ai suoi compagni nel disastro aereo di Superga. Un mito, un “Maciste clautano” che ha accompagnato la mia infanzia. E’ una storia esaltante e triste: ho ricevuto due telefonate dalla Francia da sua sorella Odille che mi hanno
commosso.
Mi ha detto: “La nostra famiglia è nata sotto una cattiva stella”. Assieme a me sul palco ci saranno Massimo Gatti (mandolino), Icaro Gatti (banjo), Elvis Fior (batteria) e Rino Garzia (contrabbasso).

Secondo te, al giorno d’oggi, qual’è il ruolo della canzone in lingua minoritaria?

Risvegliare la coscienza collettiva. Gridare all’Europa: “Noi vogliamo l’Europa dei popoli, non l’Europa delle Banche”. La ricchezza culturale è immensa, non va soffocata dagli interessi economici. Nel mio piccolo canto l’orgoglio di una valle (la Valcellina) nei diversi dialetti ma intendo estendere il messaggio a tutti i piccoli paesi, alle piccole comunità che vogliono sopravvivere e avere la possibilità di esprimere il proprio pensiero.

Da poco è uscito il tuo ultimo progetto TRUòISPARìS, parole in musica, una raccolta di inediti sulla Valcellina, tua terra natia. Ce ne vuoi parlare?

E’ un album dedicato ai piccoli paesi, ai sentieri scomparsi. Ho musicato nei diversi dialetti i testi dei grandi poeti e scrittori della Valcellina: Federico Tavan, Giuseppe Malattia e Mauro Corona ed ho raccontato storiedi vita, come quella del campione Revelli, ma anche quella di gente comune che si è ribellata al potere calato dall’alto in maniera ingiusta. E il Vajont, o meglio il disastro del Vajont, vissuto dalla gente di Erto. Il booklet, prodotto da Valter Colle per la Collana Block Nota contiene un racconto inedito dell’amico Mauro Corona, che con la sua solita generosità ci ha donato uno scritto dedicato all’amico artista Bepi Manarin.

Spesso collabori con artisti, di varia natura, per le tue canzoni, dal musicista, allo scrittore, al poeta. Una fusione di talenti che porta alla creazioni di piccole opere a tutto tondo. Come nascono queste collaborazioni?

Tutto nasce con la massima spontaneità. La collaborazione coi musicisti nasce soprattutto dall’ammirazione artistica. Massimo Gatti è considerato uno dei maggiori mandolinisti europei. E’ soprattutto ricordato per aver suonato per Fabrizio De Andrè, ma il suo lavoro è molto più ampio e abbraccia gli USA e il mondo del Bluegrass. Quando Massimo ha accettato di suonare il mandolino in “Truòisparìs” e di arrangiare assieme a me i pezzi dell’album, ho capito che potevamo fare veramente qualcosa di sorprendente. Massimo ha portato in studio il grande Jens Kruger che era suo ospite in “Revelli” ma anche il cantautore Claudio Sanfilippo che ha cantato assieme a me “Ega neigra” dedicata al disastro del Vajont, il giovane e talentuoso figlio Icaro che ha suonato contrabbasso e banjo e Michele Pucci che ha donato sprazzi di pura classe flamenca nel brano dedicato a Bepi Manarin.
La mia ammirazione per Elvis Fior nasce da lontano. Per me Elvis è un grandissimo batterista, che il Friuli dovrebbe tenersi stretto. Un artista completo, che recentemente ha pubblicato il suo primo romanzo “Il magico Alverman” accolto con grande entusiasmo dalla critica. E’ anche un amico di lunga data,  ci capiamo al volo.
Andrea Nicoli, scrittore e bassista di Cimolais, mi ha regalato il testo di due bellissime storie che ho musicato con grande piacere.

Da cosa ti fai ispirare per comporre le tue canzoni?

Tutto ciò che mi colpisce e mi emoziona. Il tempo che scorre, l’umanità delle persone. Le storie vere vissute in contro tempo: il mio primo album (sempre prodotto da Nota Music) s’intitola appunto “Incuintretimp”.
Tutto il contrario dei Talent. La storia di Revelli Ruggero Grava è incredibile. Miseria, emigrazione, successo calcistico e morte prematura in un disastro aereo entrato nella storia. Cosa c’è di più terribile ed emozionante?

Hai una lunga esperienza nel contesto musicale in Friuli, cosa consigli alle nuove generazioni che vogliono approcciarsi al mondo della musica locale?

Consiglio di non avere timore a presentare le proprie canzoni. Questo è il primo passo. Il Circolo Acustico di Louis Armato è un ottimo luogo che offre la possibilità di proporre in pubblico le proprie composizioni.
Bisogna misurarsi con la realtà, non con gli show televisivi. Consiglio anche di vivere la musica con grande passione, lei ti ricambierà. Suonare è bellissimo, suonare assieme ad altre persone e condividere le emozioni è il massimo. Se uno vuole fare solo cover, il discorso è diverso, è molto più facile. Ve lo dice uno che ha fatto
parte di tante cover Bands. Consiglio anche di buttare l’individualismo nella spazzatura. Da soli non si va da nessuna parte.

Dove ti esibirai prossimamente?

Dopo diverse “anteprime”, sabato 16 dicembre alle 17:30 a Pordenone (Ridotto del Teatro Verdi) presenteremo “Truòisparìs”. E’ per me un appuntamento importante. Aldo Colonnello del Circolo Menocchio introdurrà la presentazione dell’album. Sono felice di aver costruito assieme a Massimo Gatti e agli altri musicisti questo album che è un omaggio alla Valcellina ma soprattutto un monito a reagire contro chi continua a far sparire isentieri, perchè, come dice la mia canzone “Quando un paese si spegne, nessuno se ne accorge. Tutti parlano a
vanvera, e si piange quando è troppo tardi”.

https://www.youtube.com/watch?v=N_n1VRVIgPo&feature=youtu.be

Brano di Franco Giordani dedicato al calciatore friulano Revelli Ruggero Grava, tratto dal CD
TRUOISPARIS
www.francogiordani.com

Immagini prese da Google

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