Scuola, università, lavoro. Chi rivuole l’estate alzi la mano. E se dici estate, dici Lignano.

Lignano, chi la ama, chi la odia, chi si perde ancora. Ma al di là delle categorie Lignano è un esperimento, una visione, un sogno.

Tra gli anni ’30-’40 quest’area subiva un’esplosione. Da luogo di battute di caccia di una clientela raffinata, si stava trasformando in qualcosa in più. Molto di più.

Era il 12 settembre 1953, in questo giorno veniva approvato il progetto geniale di Marcello D’Olivo. Una Spirale o Chiocciola, un’innovazione nel panorama italiano ed europeo, che doveva provvedere a regolare l’edilizia privata andandosi ad inserire in un contesto ancora naturale. Ma come doveva apparire Lignano? Sicuramente diversa.

Il nucleo centrale adibito a servizi, una fascia invece conteneva gli edifici più alti, per il divertimento, alberghi, condomini. E villette sparse nel verde. Parchi. Un rapporto uomo-natura più accentuato rispetto al polo turistico che noi conosciamo, dal profilo definito, bilanciato pensato anche per essere guardato e apprezzato da lontano, dal mare.

Ma veniamo ai fatti. Come fu tracciata la Spirale? Nel fulcro, nei pressi di Piazza Rosa dei Venti, fu innalzata una torre in legno di 20 metri dalla quale D’Olivo e i geometri seguivano l’avanzamento degli archi, segnalati con tante bandierine che indicavano il tracciato della futura strada. Quei mesi, invernali, D’Olivo li passò qui, in una baracca di legno per seguire da vicino i lavori.

Pasolini scriveva «A Lignano i friulani hanno fatto un grande sforzo organizzativo: anche lì, come a Jesolo, tutto è sorto dal nulla. Ma devo dire, con risultati veramente rispettabili. Le architetture dei villini sono dignitose e garbate, c’è molto spazio: e l’aria che si respira è veramente degna di una piccola spiaggia americanizzante»

Lignano, chi la ama, chi la odia. A Hemingway bastarono pochi minuti per innamorarsi di quella città che stava crescendo sotto i suoi piedi e definirla la Florida d’Italia, era il 1954.

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Veronica e Andrea
Architetti, cresciuti a Udine e trasportati dal vento dell’avventura a Copenhagen e Parigi, dove vivono attualmente. LEI Preferisce le camicie con le stampe. Preferisce le eccezioni. Preferisce Gerusalemme ad Amburgo. Preferisce il nomadismo. Preferisce le crostate alla meringata. Preferisce fare domande che dare risposte. LUI Preferisce gli anni ’80. Preferisce le regole. Preferisce la musica ad alto volume. Preferisce la matita alla gomma. Preferisce i colori al bianco e nero. Preferisce la curiosità.

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