La trama

Germania, anni 70, sotto il governo Schmidt.
La RAF (Rote Armee Fraktion, “Frazione dell’Armata Rossa“) in quel periodo è stata uno dei gruppi terroristici di estrema sinistra più importanti e violenti. Fondata da Andreas Baader, Ulrike Meinhof, Gudrun Ensslin e Horst Mahler, la RAF si descirveva come un gruppo di guerriglia urbana comunista e anti imperialista.

Nel 1968 Andreas Baader e la sua compagna Gudrun Ensslin furono condannati per aver messo una bomba in un negozio di Francoforte, nel 1970 Baader riuscì a fuggire dalla custodia degli agenti con l’aiuto della giornalista Ulrike Meinhof, in seguito i due furono individuati dai mass-media tedeschi come i membri principali dell’organizzazione e da qui furono noti anche come “La banda Baader-Meinhof”.
Nei due anni successivi Baader rapinò banche e eseguì attentati esplosivi, fino a che nel 1972 fu catturato insieme ad altri membri della RAF (Jan-Carl Raspe e Holger Meins).
Per costringere le autorità tedesche a rilasciarlo, il 5 settembre 1977 gli altri membri della Rote Armee Fraktion rapirono il presidente degli industriali tedeschi ed ex ufficiale SS Hanns-Martin Schleyer. Le autorità si rifiutarono di liberare i detenuti e la RAF dirottò a Mogadiscio il Boeing 737 civile della Lufthansa, grazie anche all’aiuto di un gruppo indipendentista palestinese.
Atterrati in Somalia i terroristi si asserragliarono all’interno dell’aereo in attesa della liberazione dei compagni ancora in cella, ma dopo alcuni giorni le teste di cuoio tedesche irruppero, salvando tutti i civili e uccidendo tutti i terroristi tranne uno.

Il giorno successivo nel carcere di Stammheim dov’erano detenuti i terroristi, Andreas Baader fu trovato morto in cella, Gudrun Ensslin fu trovata strangolata dal cavo di un altoparlante, Jan-Carl Raspe invece morirà in ospedale per lesioni da armi da fuoco, e un’altra detenuta, Irmgard Möller, fu trovata agonizzante dopo essersi pugnalata al petto.
Attorno a questi fatti si alternano figure politiche, militari, trame di Stato, in uno spettacolo che racconta con grottesca lucidità la propria versione dei fatti degli anni 70.

Competenze per il CV

Violenza, omicidi, sesso, doppi sensi, quando mi hanno proposto di fare l’assistente di produzione ho detto subito “Si! Si! Si!”, ma non sapevo ancora a cosa andavo incontro.
Praticamente quello che ho fatto per un mese è stato seguire ora dopo ora, giorno dopo giorno, le prove per lo spettacolo prodotto dal CSS per Teatro Contatto “Materiali per una tragedia tedesca”, scritto da Antonio Tarantino.
Inizialmente non è stato così immediato capire cosa dovevo fare, dove dovevo andare, come dovevo comportarmi. Uno dei primi giorni Giovanni e Luca mi hanno chiesto “Ci tieni la memoria?” …de che? In effetti non era difficile da capire, dovevo seguire il copione mentre loro provavano e correggerli o suggerire se sbagliavano. Ci potevo arrivare.
Il testo su cui lavoravano era meraviglioso, ho pensato subito che l’autore fosse geniale. Vedere lo spettacolo prendere forma sotto i miei occhi e cambiare giorno dopo giorno, è stata una scoperta.

Mi spiego meglio: per chi ha provato a scrivere qualcosa (una tesi di laurea, un’articolo, un comunicato stampa, un romanzo, un racconto) sa bene che non è sempre facile trovare le parole giuste perchè il discorso fili. Metteteci vicino che la lingua italiana ha un sacco di sfaccettature e se volete fare dei giochi di parole dovete essere in grado di farli capire a chi legge, non è semplice creare un testo che racconti una storia, una bella storia.
Aggiungeteci anche che oltre alla parte di testo entra in gioco la regia. E poi c’è la recitazione.
Capite che dietro c’è un lavoro complesso e non mi era ancora capitato di vedere uno spettacolo nascere, cresce, cambiare 10, 100, 1000 volte e prendere forma.

Durante quel mese e mezzo che ho seguito la produzione delle prime 3 puntate (le prime 3, NdR, poi ne parliamo) ho scoperto il fantastico mondo della ricerca per oggetti di scena, maestra di vita Luigina Tusini che appunto, ha curato la scenografia.
Un esempio? Non voglio svelarvi troppo, però vi posso dire che abbiamo girato mezza Udine per trovare una paio di ciabatte che fossero abbastanza brutte da andare bene.

materiali-scenografiaCi sono stati giorni che pennello alla mano e sacco della spazzatura addosso ho dipinto pedane e cartelloni (ecco una diapositiva), un giorno si e un giorno no dal biciclettaro, serate di pizza al trancio dietro le quinte, rifornimento banane, caffè, giornate 13 ore in teatro: rifarei tutto dal principio. Tutti sono utili, nessuno è necessario, tanto vale darsi da fare e provarle tutte, no?

Poi c’erano le comparse da contattare, special mention per la signora Carla che non vedeva l’ora di toccare il sedere a tutti nel “momento merda” prima di andare in scena.
Special mention anche al ballerino che ha aspettato che la moglie uscisse dalla stanza per farmi i “complimenti per il balconcino”.
Insomma, un’esperienza a tutto tondo.

A teatro

“Anni 70, tutti con le P 38” cantavano i TARM in un pezzo di qualche anno fa. Materiali racconta un pezzo di storia dove non mancano sesso, violenza e morte. Un periodo tragico nel passato dell’Europa, un periodo storico che Tarantino racconta facendoci fare capolino nelle trame politiche della Germania di allora. Di certo il tema può non apparire leggero, ma se vedrete lo spettacolo vi posso dire con assoluta certezza che non riuscirete a non ridere. Il titolo forse avrebbe dovuto essere “Materiali per una tragiCOMICA tedesca”, situazioni bizzarre, scenette da cabaret.
I personaggi studiati ad hoc in un susseguirsi di vicende in cui traspare la filosofia del “tanto la prendiamo tutti in culo”. Ebbene si, non saprei come altro dirlo, quali altre parole usare, Tarantino stesso usa un gergo colorito alle volte, e se vi avessi detto “alla fine bisogna stare attenti” o “alla fine ci prendono tutti in giro”, vi posso assicurare che non sarebbe stata la stessa cosa. Ma se vedrete Materiali, capirete di cosa sto parlando.

“Stanze d’albergo, paesaggi metropolitani, il palco di un teatro, la cabina di un aereo, e la sua carlinga, una vecchia balera e una fabbrica abbandonata. I personaggi, da testo, sono circa una ottantina, ma, nel pieno rispetto della struttura e dell’immaginario teatrale dell’autore,  ogni attore potrà interpretare più ruoli” dice il regista Fabrizio Arcuri.
Signori miei, vi posso garantire che c’è stato un lavoro non da poco, dalla regia, alla scenografia, ai tecnici, agli attori (ovviamente, senza di loro si faceva ben poco).
I personaggi sono molti, le scene sono tante, le location pure (ebbene sì, ogni sera ci sarà qualche piccola sorpresa), tenetevi pronti a lunghi apllausi.

Materiali per una tragedia tedesca aveva fatto capolino ad Udine a dicembre 2015, dove erano state proposte le prime 3 puntate. Qualcuno di voi c’era agli spettacoli?
Io spesso vado a teatro da sola, ma quella volta ero riuscita a coinvolgere alcuni amici che si sono detti molto soddisfatti della serata. Tant’è che poi mi hanno chiesto di tenerli informati sulle altre puntate in programma.
Ed è qui che volevo arrivare: il progetto completo prevede 6 puntate e non 3, quindi se già avete visto una parte, dovrete tornare a giugno a vedere al San Giorgio lo spettacolo completo.
Sì, perchè poi, non vi ho detto! Anche le puntate che avete già visto sono cambiate.

Un piccolo riassunto di quello che succederà:
– 1^ e 2^ puntata: durata 3 ore circa, con ampi cambiamenti e aggiunta di pezzi nuovi, quasi un’ora di spettacolo mai visto
–  3^ e 4^ puntata: durata 3 ore circa, quasi completamente nuove e più di due ore di spettacolo mai visto
–  5^ e 6^ puntata: durata 3 ore circa, completamente nuove

Nel dettaglio di seguito le date

10-18 giugno, Udine, Teatro S. Giorgio
Materiali per una tragedia tedesca

10 e 13 giugno, ore 19.30, puntate 1 e 2
11 e 14 giugno, ore 19.30, puntate 3 e 4
12 e 15 giugno, ore 19.30, puntate 5 e 6
17 giugno, ore 18, puntate 1, 2 e 3
18 giugno, ore 18, puntate 4, 5 e 6

Quindi in pratica potete scegliere tra 2 pacchetti:
–  vedere lo spettacolo in 3 serate: 10-11-12 e 13-14-15 giugno
–  vederlo lo spettacolo in 2 serate: 17 e 18 giugno

Il prezzo per l’abbonamento su 2 o 3 serate costa 24 euro (21 ridotto, 18 studenti), mentre per chi volesse assistere ad una singola data (ma vedetevelo tutto a questo punto!) il prezzo del biglietto è 15 euro (12 ridotto, 10 studenti).

Contatti

Info t. 0432 504765 biglietteria@cssudine.it
Biglietteria dal 7 giugno ore 17.30-19.30
a Udine, Teatro Palamostre, piazzale Paolo Diacono 21
t. 0432 506925  biglietteria@cssudine.it
Le sere di spettacolo la biglietteria del Teatro S. Giorgio apre un’ora prima dell’inizio

Immagini prese da Google

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ARCHIV - Die ab 1970 per Haftbefehl von den deutschen Justizbehörden gesuchten Terroristen (obere Reihe, l-r): Andreas Baader, Ulrike Meinhof, Gudrun Ensslin, Ronald Augustin, (untere Reihe l-r): Jan-Carl Raspe, Klaus Jünschke, Ilse Stachowiak und Irmgard Möller auf einem Fahndungsplakat (undatierte Fotos). Ulrike Meinhof, Andreas Baader und Gudrun Ensslin - das sind drei Namen, die für die 1970 gegründete terroristische Rote Armee Fraktion (RAF) stehen. Der Terror der Baader-Meinhof-Gruppe sowie die damit zusammenhängenden Phänomene und Mythen beschäftigte über drei Jahrzehnte lang viele Filmemacher in Deutschland. Am 25.09.2008 kommt nun die neueste Produktion zur Roten Armee Fraktion (RAF), "Der Baader-Meinhof-Komplex" von Filmemacher Bernd Eichinger, in die deutschen Kinos. Foto: UPI Polizei dpa (zu dpa-Themenpaket "'Todesspiel' und 'Deutschland im Herbst' - Der Terror im Film" vom 12.09.2008) +++(c) dpa - Bildfunk+++

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 250 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Enzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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