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Poche domeniche fa la scelta per il tour della domenica era ricaduta su Grado. Un po’ d’aria di mare mi ci voleva, ma avevo calcolato male l’orario di partenza e quando sono arrivata i parcheggi erano pressoché tutti occupati. Finalmente dopo l’ennesimo giro di ricerca, ho trovato parcheggio e  mi sono imbattuta nello studio di Alex De Pase, il più bravo tatuatore italiano esperto in ritratti. Sapevo lavorasse a Grado, ma non avevo mai avuto l’occasione di scoprire dove fosse la tana del mago dell’inchiostro.
Il nostro piccolo Friuli è una fucina di talenti in tatuaggio.
Come potevo non fare una riflessione su questo mondo?

Partiamo dal presupposto che io amo l’inchiostro e che, di anno in anno, il numero di tatuaggi sulla mia pelle aumenta.

Un’arte nata migliaia di anni fa, oltre a 5000 anni fa.
Nel corso della storia ha assunto valenze molto diverse. Dai tatuaggi a scopo terapeutico rinvenuti sul corpo di Otzi, a quelli usati nell’antica Roma per marchiare criminali e condannati. Simbolo di maturità sessuale per le ragazze tahitiane, di forza presso i popoli maori o a forte valenza culturale per i marinai.
Spesso associato ai galeotti, venne poi recuperato negli anni ’70 e ’80 da giovani, cantanti, bikers come simbolo di ribellione.

Molti pregiudizi giravano e tuttora girano attorno a questo argomento e, ancora oggi, viene molte volte osteggiato o mal visto, soprattutto se vistoso o in posti sconvenienti.
Chi non si è sentito dire “ma penso di trovare lavoro conciato così?” (affermazione con cui sono in parte d’accordo, perché c’è un limite a tutto)
Ora stiamo vivendo una sorta di rinascita del tatuaggio, è quasi più facile trovare una persona che abbia la pelle marchiata rispetto a una che non ce l’ha e, in questo ultimo anno, è addirittura entrato a far parte del paniere italiano. Certamente non si può più parlare di argomento tabù!

Ma perché farsi un tatuaggio?

Moda? Semplice fattore estetico o c’è, spero, ancora dell’altro?
A parere mio, dietro ad ogni tatuaggio ci dovrebbe essere una storia, un’esperienza, un vissuto che non si può o non si vuole raccontare a parole. Un significato insomma.
Senza dubbio esistono soluzioni per rimuoverlo, cover up ecc, ma di base, un tatuaggio è un pò come un diamante: è per sempre.

Ora mi rivolgo a voi perché vorrei conoscere la vostra opinione e sapere quali sono i vostri tatuatori friulani preferiti.
I’am here to hear your voice.

Vorrei concludere con la risposta che do a tutte le persone che disprezzano i miei ‘bambini’: “quando sarò vecchia si, sarò cadente e avrò le rughe, ma almeno sarò colorata”.

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Giada
Nata il 31 dicembre '93 (non è così figo come potreste credere... un solo regalo non fa piacere a nessuno) ama dare sfogo alla sua fantasia tra i fornelli. Inchiostro? Fermamente a favore. Tra non molto inizierà a perdere il conto dei tatuaggi che ha. Altre passioni? Camminare ovunque e esplorare gli angoli più nascosti delle diverse località, ascoltare buona musica (Ozzy, Bob Marley, Elvis, Beatles per citarne alcuni) e letteralmente adora il francese. Sacrilegio per una friulana: non apprezza il vino. Ma rimedia con la briscola, evitate di giocarci assieme se non apprezzate tale arte.

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