ORCHESTRA AUDIMUS
“Gli archi nel Romanticismo” – Tchaikovskij e Dvorak
Con il Direttore FRANCESCO GIOIA

Continua il palinsesto 2018-2019 e terzo anno di attività del Caffè del Venerdì, questa volta all’insegna della Grande Musica Classica. Dopo il bellissimo “Friuli Terra di Aviatori pt. 2” , con protagonisti i Campioni dello sport estremo d’aria Suan Selenati e Marco Milanese, la 22ma serata, in programma eccezionalmente Domenica 2 Dicembre p.v., ritorna nell’importante location del Teatro Palamostre, nel cuore della città di Udine, per presentare come novità il primo degli “Eventi” in programmazione, ossia serate dedicate specificamente a concerti musicali e rappresentazioni teatrali, legate sempre ai
protagonisti di eccezione già intervistati nel salotto letterario.

Il Maestro Francesco Gioia, infatti, già ospite nella serata inaugurale del nuovo palinsesto (9 ottobre u.s.) con il tema della Magia sul territorio creata dalla Musica classica, questa volta dirigerà la Sua orchestra “Audimus”– Sezione archi, con un
programma integralmente incentrato sul Romanticismo, ed in particolar modo a due dei Suoi più grandi autori: Dvorak e Tchaikovsky.


La compagine orchestrale “AUDiMuS” nasce dall’idea di radunare giovani professori che, animati dal comune senso di urgenza per la musica, oggi sempre più relegata a ruoli marginali, desiderassero unirsi e collaborare per un progetto comune: dare voce all’Orchestra classica. Erroneamente molti pensano che questo tipo di ensemble rappresenti il passato; l’Associazione vuole dimostrare per contro che le innumerevoli “voci” dell’orchestra sono e saranno sempre attuali.

La musica sinfonica deve poter filtrare nelle maglie del nostro quotidiano, nei paesi e nelle sale dove abitualmente queste melodie sono sconosciute. L’Associazione culturale e musicale “AUDiMuS” è nata proprio per consentire a questo progetto di esistere e crescere. Vanta già più di sessanta soci e mira a dare voce all’Orchestra, per portare la musica sinfonica anche nei piccoli centri dove, diversamente, non arriverebbe mai. Le recenti collaborazioni con i direttori d’Orchestra internazionali M° J. Smeets (Olanda), M° G. Estrada (Venezuela) e M° A. Calcagnile (Milano) ci hanno onorato e infuso ancora più volontà di continuare lungo la strada intrapresa. Inoltre l’Orchestra ha anche collaborato con solisti quali David Cooper (I corno Dallas Symphony Orchestra), Marco Braito (I tromba Orchestra Rai), Paolo Armato (I corno Orchestra Arena di Verona), e ancora Carlo Teodoro, Carlo Pinardi, Giulia Carlutti, Fabio Forgiarini.

Nella fattispecie l’orchestra AUDIMUS ci proporrà la serenata per Archi op. 22 di Dvorak e la serenata per archi op. 48 di Tchaikovsky.

A. DVORAK proveniva da una famiglia povera: il padre era macellaio e, oltre alla macelleria, gestiva anche una locanda. Antonìn lo aiutava in entrambe le attività e nel frattempo frequentava la scuola del villaggio studiandovi anche violino e canto. Lì ogni bambino riceveva lezioni di musica: lo prescriveva un’antica legge boema. “Credo sia questo il segreto del talento musicale della gente del mio paese, – dichiarava Dvorak intervistato da Paul Pray, nel 1885 a Londra – ogni slavo ama profondamente la musica, anche se lavora tutto il giorno nei campi o fra i buoi.  È lo spirito della musica a renderlo felice”.

La Serenata per archi op. 22 fu scritta nel 1875 in soli 12 giorni. Ripartita in cinque movimenti in forma di suite, la Serenata è un brano di intensa carica melodica e di grande fascino. Vi traspare tutta l’enorme facilità dell’autore a creare temi su temi, l’uno derivato dall’altro in un turbinio magico di melodie – intrise di serenità e melancolia ad un tempo – che sembra non finire mai.

P. I. TCHAIKOVSKY  venerava lo stile del tardo XVIII secolo, filtrato soprattutto attraverso la figura idealizzata di Mozart. Infatti la Serenata op. 48 è opera apertamente dissimile dalle prove sinfoniche di Cajkovskij, composizioni assai impegnative strutturalmente e concettualmente; essa si richiama piuttosto alla Quarta suite, detta “mozartiana” perché basata su un materiale originariamente di Mozart. Nella Serenata op. 48 l’omaggio a Mozart e al classicismo risiede più nel carattere sereno e disimpegnato del brano che non nell’imitazione degli amati modelli; forse proprio questa scelta rese la
composizione particolarmente gradita all’autore (“Che sia perché è il mio ultimo lavoro o perché davvero non è male, sono molto innamorato di questa Serenata”, ebbe a scrivere Ciaikovsky).

Scritta nel 1880, essa fu eseguita l’anno seguente con grande successo, riscuotendo fra l’altro l’ambito apprezzamento di Anton Rubinstein, temuto direttore del Conservatorio di
Pietroburgo e maestro dell’autore. La Serenata si articola in quattro movimenti, ben differenziati fra loro ma unificati concettualmente dalla scelta di un materiale tematico prevalentemente per gradi congiunti.

Conformemente, poi, allo spirito eclettico del CDV, ed alla Sua intenzione di toccare il cuore e le emozioni delle persone in modo autentico e con semplicità, la proposta della grande musica classica d’autore verrà introdotta dal Maestro Gioia,ed abbellita armoniosamente con altre forme artistiche, per guidare il pubblico nella migliore ed ottimale comprensione delle opere.

Come sempre, tutta l’ambientazione e la scenografia, così come gli abiti (curati dalla sarta Elena Zen) fino alla decorazione del foyer con i pannelli art-noveau e l’accattivante linea di caffè e pasticceria gourmet (offerti al pubblico come accoglienza prima dello spettacolo e sapientemente ideati dalla personal Chef Clara Zamparo), saranno rinnovati in vista della nuova location.

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