Ultimamente non si capisce più niente. Ragazze quindicenni iper truccate che fanno figli e vanno su mtv, quarantenni con le Adidas in crisi adolescenziale che si sbronzano più di noi (è a questo che porta l’indipendenza economica?) mentre noi ventenni siamo qua bloccate nella terra di nessuno, indecise fra il trovare un lavoro o il pianificare la prossima festa. Crescere è difficile, aveva ragione Peter Pan a voler rimanere nell’isola che non c’è e a credere nelle fate, lo giuro, lo giuro.

Genz: Ho capito di essere diventata adulta quando hanno iniziato a piacermi le zucchine! Quando le mangiavo e mi piacevano davvero. Le sognavo pure di notte, nella pasta, nella pizza, nella mia pancia. E ora mi sento una zucchina anch’io. Nel senso, le zucchine iniziano a piacere quando ormai si ha una certa età, quando non puoi più mangiare schifezze e avere un corpo perfetto, e le puoi comprare al supermercato senza che ti debbano chiedere la carta d’identità perché anche i cassieri lo notano quando uno inizia a invecchiare. Zucchine a parte, mio padre continua a farmi sentire un’irresponsabile ribelle perché con un piercing al naso “non farò mai carriera”. Ma con la voce da tredicenne che mi ritrovo non farò mai carriera comunque, quindi rassegnati pa’, il piercing lo tengo ancora per un po’.

Manu: Non capisco più niente, cosa succede, tutti questi giovani da dove escono?? Perchè tutto il mondo ha 18 anni?? E tu, perchè diavolo mi dai del Lei?? Aiuto, cosa sto dicendo, io sono giovane, ho 21 anni, e non starmi a dire che ne ho 22 perchè tra un mese li compio, FINCHE’ NON SONO LE 11 DEL 18 OTTOBRE HO ANCORA 21 ANNI. Sto dando i numeri ora. Ma cerca di essere comprensivo, i tempi del “study hard, party harder”, della spensieratezza e dell’assunzione di calorie senza ritegno perchè tanto il metabolismo funziona che è un piacere, sono finiti. GAME OVER. È ora di responsabilizzarsi, di crearsi un futuro, di salvaguardare la propria salute! E tu! Ragazzino! Quanti anni hai? 17? Bene, fammi sedere che sono vecchia e portami rispetto, e anche un vodka tonic.

Lina: A dir la verità questa cosa del sentirmi adulta non mi ha tocato più di tanto. Genzi a 23 anni ha una voce da 13enne, a me da quando ho 14 anni mi danno del “Señor” al telefono data la mia voce profonda. Una cosa che però davvero mi espaventa è pagar le bolette in posta, non so mai che opzione premere: “servizio al cliente” o “servizi finanziari”?… Il dilema. Mi mamá sempre mi dice: “Gisella hai ya 23 ani, tienes que imparar como hacer queste cose, algún día me voy a morir”, nel frattempo continuo a essere la “reinita” di papà e continuo a andare nel panico ogni volta che mia mama mi lascia da sola alla cassa del supermercato.

Rob: Compiuti i 20 anni i miei genitori hanno pensato bene che fosse arrivata l’ora per me di andare via di casa. Dopo due anni di autogestione ecco le cose che ho capito: la lavatrice è un essere complicato e con dei sentimenti, trattala con rispetto o ti ruberà tutti i calzini; si può diventare vegetariani anche per inerzia, quando si è troppo pigri per cucinare e l’unica fonte di sostentamento e proteine diventano le uova strapazzate; essere una ragazza single è più difficile quando non hai abbastanza forza per aprire da sola i vasetti di marmellata.
Si, vivere da soli comporta un sacco di responsabilità, per questo ho deciso che è necessario organizzare festini irresponsabili almeno una volta ogni bolletta.

Giado: Tutti i teenager ribelli quand’erano giovani marinavano scuola, io marinavo la messa. Mia madre è cristiana, ma proprio tanto. Avete presente le madri super credenti che vi profilano nei film? Ecco. A voi sembreranno soltanto le classiche madri cristiane stereotipate a me sembrano soltanto mia madre. Adesso non sono più una teenager ma la messa la continuo a marinare. Con la sola differenza che ora prima leggo il Vangelo del giorno per non essere colta in flagrante.

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TM - Rob | Giado | Genz | Manu | Lina
Sono in 5, come le Spice Girls, solo un po' meno fighe. Vivono la vita una serie tv alla volta, come in Sex and the City, solo con un po' meno New York e un po' più Udine, un po' meno Cosmopolitan e un po' più Moscato Discount, un po' meno ristoranti altolocati e un po' più frico e polenta. Sono studentesse universitarie e al momento il loro più grande desiderio è quello di laurearsi per poter finalmente entrare nel mondo della disoccupazione. Cosa vuol dire TM? Nessuno lo sa, nemmeno loro. TM possono essere tutti. TM può non essere nessuno. Seguite i loro pensieri e forse lo scoprirete assieme.

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