Il mondo è cambiato. Lo sento nell’Internet. Molto di ciò che era si è perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda. Tutto ebbe inizio con la forgiatura dei grandi Social Network. Twitter venne dato agli intellettuali e poeti, gli esseri mortali più acculturati e anticonformisti di tutti. Instagram a grandi fotografi e aspiranti modelle. Ma tutti loro furono ingannati, perché venne creato un altro Social Network. Nella città di Boston, tra i meandri dell’Università di Harvard, Zuckerberg, il povero ebreo, forgiò in segreto un Social sovrano. Un Social per stalkerarli, un Social per taggarli, un Social per bloccarli, e nel buio incatenarli: Facebook, per domarli tutti.

Manu: Manuela ha uno smartphone. Probabilmente questo smartphone è più intelligente di lei perchè conosce i suoi gusti, i suoi amici, il suo passato e probabilmente ha pure un’idea chiara sul suo futuro. Manuela va all’università. Manuela vuole studiare perchè sa che tra poco ha un esame importante. Manuela vuole laurearsi. Tanto. Tantissimo. Ma a Manuela girano le balle perchè il suo telefono intelligente le dice che Johnny Depp è diventato un brutto ciccione. Manuela passa così mezz’ora su facebook a guardare le foto di Johnny Depp brutto e ciccione. Manuela non studia. Manuela diventa stupida e non si laurea. E le sta bene.

Lina: Prima ancora che avessi fb avevo hi5, una specie di MySpace tarocco pieno di glitter. Poi ho avuto fotolog, il quale era usato maggiormente da argentini, quindi per ottenere i “me gusta” ho dovuto imparare lo slang argentino. Mi ricordo ancora la mia prima mail, venus1317@hotmail.com, l’avevo creata insieme a una delle mie migliore amiche, avevamo 14/15 anni e catfishavamo (si, catfishare è un verbo) tutti i ragazzi che ci avevano rifiutate. Loro pensavano che stavano parlando con una figaza argentina ma in realtà eravamo noi, due sfigatelle in divisa dopo scuola in un Internet Point scadente di qualche quartiere pericoloso della Colombia.

Rob: Gabriel Garcia Màrquez scrisse nel 1985 “L’amore ai tempi del colera”, io, nel 2015, sto ancora aspettando che qualcuno scriva “L’amore ai tempi dell’internet”. Che come drammaticità non siamo molto lontani eh. Le mie zie narrano di tempi lontani in cui esisteva una cosa chiamata “corteggiamento”. Io l’ho googlato, e consiste in una serie di strane pratiche senza senso dette “romantiche”. Ma tutte queste fatiche per cosa? Non lo sapevano i nostri antenati che per provarci con qualcuno basta ricoprirlo di like? E non è che puoi mettere like a un mazzo di fiori. Al massimo puoi fargli una foto e metterla su instagram, sperando di fare i big likes.

Giado:Come diceva lo zio di Peter Parker prima di morire: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Purtroppo non molti di noi hanno uno zio saggio come lui, o, in ogni caso, preferiamo vedere masterpiece come Amore14 o 3MSC piuttosto che lo sciatto Spiderman che non si è ancora capito chi sia stato ad ucciderlo. Questo trend purtroppo si riflette anche sui social, i quali hanno il potere di collegarci tutti virtualmente tra di noi ma di fatto amplificano soltanto la misantropia. Io infatti a causa dell’internet evito le persone reali per socializzare con la mia bacheca. Per fortuna ci sono le pagine come ‘commenti memorabili’ e ‘fotomontaggi ignoranti’ che mi fanno ridere da sola e capire che non siamo la generazione 0 ma 2.0.

Genz: La mia relazione con i social oscilla, come direbbe Catullo alla sua Lesbia, tra “odi et amo”. Da qui in poi ho avuto il blocco dello scrittore, tipo Rossana in una puntata dell’anime “Rossana” quando non riesce più a scrivere il suo libro perché la sua penna ha una macchia. Chiedo venia, ma almeno ho fatto una citazione latina.

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TM - Rob | Giado | Genz | Manu | Lina
Sono in 5, come le Spice Girls, solo un po' meno fighe. Vivono la vita una serie tv alla volta, come in Sex and the City, solo con un po' meno New York e un po' più Udine, un po' meno Cosmopolitan e un po' più Moscato Discount, un po' meno ristoranti altolocati e un po' più frico e polenta. Sono studentesse universitarie e al momento il loro più grande desiderio è quello di laurearsi per poter finalmente entrare nel mondo della disoccupazione. Cosa vuol dire TM? Nessuno lo sa, nemmeno loro. TM possono essere tutti. TM può non essere nessuno. Seguite i loro pensieri e forse lo scoprirete assieme.

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