I Green Day nel 2004 cantavano “Wake me up when September ends”, gli studenti universitari, ancora oggi, continuano a cantare “Wake me up when SESSIONE DI SETTEMBRE ends”.
Dopo un’estate passata fra libri e toga party, giovani immatricolati delle università di ogni dove si apprestano a sostenere tutti quegli esami non dati durante il passato anno accademico “perché tanto c’è tempo”. Ebbene, questo è per noi, miei prodi compagni, e che la fortuna vi assista in questa maratona mortale verso il mondo della disoccupazione.

Giado: In agosto mi sono scoperta un ottima cuoca, sono la regina dei risotti anche se le patate lesse proprio non mi vengono; un ottima pittrice, infatti ora la mia casa è tappezzata di quadri con fenicotteri rosa; un ottima guardatrice di serie tv, che per me sono il VINO della vita (profumo, pardon); ma, soprattutto, mi sono riscoperta una procrastinatrice professionista. Ho fatto affidamento al signore, ai riti sciamanici, alle stelle cadenti, ai Pokemon e a qualsiasi tipo di scaramanzia: tutto pur di evitare di prendere in mano quell’oggetto maledetto costituito dal libro d’esame. Ma adesso gli unici che sembrano starmi vicino sono i dissennatori ed il loro ‘bacio’ della morte. Che tra l’altro con sto caldo la sensazione credo sia più o meno la stessa. Insomma per riassumere tutto con una citazione colta:
Settembre. Andiamo è tempo di studiare.
Ora in tempo di esami gli studenti
perdono le staffe e vanno verso l’impazzare. – G. D’Annunzio Studenti d’accrisi.

Genz: Vi ricordate quando a settembre ritornavate fra i banchi di scuola e non riuscivate a scrivere bene perché era da tre mesi che non lo facevate? Ecco, io sono tornata dall’Erasmus e non mi ricordo più come si studia (e neanche come si scrive, ad essere sincera). E pensare che è l’ultima sessione prima della laurea. E pensare che hanno messo tutti gli esami lo stesso giorno, come se il dono dell’ubiquità fosse sinonimo di studente. Quindi per concentrarmi meglio ho disattivato l’account di fb, ho fatto ritiri spirituali in montagna con l’amica di studio senza tv e senza internet e ho fronteggiato l’estate più calda a memoria d’uomo, almeno da quanto dice Studio Aperto. Tutto senza alcun risultato. Ora concentrerò il mio studio matto e disperatissimo nei giorni prima degli esami, di solito funziona.

Manu: Premessa di fondamentale importanza per comprendere il mio disagio nell’affrontare l’argomento: d’estate lavoro come cameriera. D’estate, mentre tutti postano su facebook foto dei loro tramonti a Pag e ZRCRZRCRZ e isolette greche varie, io passo metà delle giornate a -fondamentalmente- trattenermi dal lanciare piatti e menù all’aria gridando “BASTA FANCULO ME NE VADO A FARE UN CAZZO A HONOLULU!”. Credo che chi studia e lavora allo stesso tempo come me capisca bene il profondo istinto omicida scatenato dalla domanda “Hey, università?? Come sei con gli esami??”. Perciò l’arrivo incombente degli esami di settembre per me equivale a una serie di date scritte sull’agenda e puntualmente cancellate perchè “No, non ce la faccio. Ma per l’appello successivo giuro mi metto sotto!”. Ma alla fine, fanculo al lavoro e fanculo all’università, tanti saluti, me ne andrò ad Honolulu.

Lina: Quando inizia il mese di agosto, iniziano anche gli incubi e gli attacchi d’ansia pre apocalisse universitario, cioè l’arrivo di settembre, dove i bravi saranno sempre più vicino alla laurea e poi ci sono quelli come me, festaioli repressi che ignorano lo studio i mesi prima. Mia mamma, colombiana pura, mi fa pressing: “Lina come va con los exámenes? Ti vedo muy relajada…dovresti cercarti un laboro”. Lei non capisce che per me preoccuparsi È UN LAVORO. Intanto io cerco di conciliare il sonno convincendomi che manca tanto per il primo appello, contando le pagine dei libri che devo studiare e cercando l’outfit per il prossimo Mamacita.

Rob: Se scrivete “settembre” su google, uno dei primi risultati è l’omonima canzone di Venditti. Ammetto senza vergogna che l’ascolto di questa canzone mi abbia provocato più o meno la stessa sensazione che provo pensando alla sessione incombente: disagio (che poi accidenti lui è lo stesso che canta “notte prima degli esami”, cioè ma allora lo fai apposta).
Ora, cantautori italiani di dubbia utilità a parte, si sa che a nessun essere umano dotato di vita sociale (reale, virtuale o immaginaria che sia) piaccia DAVVERO studiare, but a man’s gotta do what a man’s gotta do. Io, per allietare questo malessere, ho iniziato a praticare la tecnica del “aprire Esse3 e fissare i bollini verdi, contandoli amorevolmente”. Finalmente capisco come debba essersi sentito J. Gatsby.

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TM - Rob | Giado | Genz | Manu | Lina
Sono in 5, come le Spice Girls, solo un po' meno fighe. Vivono la vita una serie tv alla volta, come in Sex and the City, solo con un po' meno New York e un po' più Udine, un po' meno Cosmopolitan e un po' più Moscato Discount, un po' meno ristoranti altolocati e un po' più frico e polenta. Sono studentesse universitarie e al momento il loro più grande desiderio è quello di laurearsi per poter finalmente entrare nel mondo della disoccupazione. Cosa vuol dire TM? Nessuno lo sa, nemmeno loro. TM possono essere tutti. TM può non essere nessuno. Seguite i loro pensieri e forse lo scoprirete assieme.

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