Il leitmotiv è sempre quello da qualche anno, rafforzato da poco credibili sondaggi che hanno eletto Udine la seconda città più noiosa d’Italia.
Nel 2014 una classifica di Caterpillar, programma di Radio 2, aveva nominato la nostra città come la più noiosa in Italia dopo Rovigo ed è sempre Radio 2, nel 2015, a ribadire attraverso la voce di Platinette la poca verve di Udine.

Certo, sicuramente la stagione invernale non aiuta e d’altra parte sono gli stessi udinesi (alcuni), ad essersi fatti promotori nel 2013, del movimento “Udine we don’t want a no fun city”, uno sbandierare di tante idee e buoni propositi che però non hanno avuto molto successo.

Così, mentre Langone dalle pagine de Il Foglio online ci additava come “città della cultura della morte” e descriveva le nostre donne come alte, bionde e irrimediabilmente ubriache, i soliti esponenti della non-noia continuano a indignarsi per l’ennesima denuncia per disturbo della quiete pubblica degli abitanti del centro.
A me, personalmente, viene da ridere.

Udine una città noiosa?
Certo che lo è!

Sono noiose le vie di acciottolato sonnacchiose del lunedì sera, le solite persone sempre negli stessi locali, la cena nel ristorante preferito la domenica sera, la birra del sabato nel pub sotto casa.

E’ noioso il fatto di uscire per una passeggiata e ritrovarsi circondati sempre dalle stesse facce, sapere che se andrai in quel posto vedrai quella persona, che il commesso di quel negozio è burbero e ti rivolge poche parole, che il rosario che ti viene vicino insiste sì, ma poi alla fine se ne va pure sorridendo.

E’ bello sapere di andare al Leon D’Oro e trovare sempre lo stesso bordello di persone, ma farsi riconoscere dal barista e chiedergli da bere solo con un gesto della mano.
E’ bello entrare al Bridge House e vedere che ti apparecchiano un tavolo senza nemmeno chiederti se cenerai lì o meno.
E’ bello ritrovarsi avvolti dal calore delle stesse persone, poter passare minuti interi a sgranocchiare una tartina senza spiccicare parola, senza l’ansia di trovarsi in un luogo sconosciuto e dover fare amicizia.

Udine è noiosissima e la maggior parte dei suoi abitanti sono noiosissimi, al punto che preferiscono circondarsi di meno gente possibile, fare sempre le stesse cose, godendosi il caldo abbraccio della routine, dei piaceri consolidati, del poco rumore, del calore di un vin brulè in una piazza avvolta dalla nebbiolina.

Preferiamo passare le ore a parlare con la stessa persona di drammi esistenziali, oppure semplicemente delle magagne a lavoro, della seconda guerra mondiale, dei bambini indaco o dell’ultimo film visto in streaming.

Poi ci sono quelli che parlerebbero sempre di calcio, con l’Udinese nel cuore ma attenti a tutte le altre squadre per le sfide di Fantacalcio.

E Udine si adatta alle esigenze dei suoi abitanti, noiosa e semplice e abitudinaria anche lei.

Meravigliosamente bella e anche divertente, perché il divertimento si crea circondandosi delle persone che ci fanno stare bene, tirando un sospiro di sollievo dalle vere noie della vita di tutti i giorni, sapendosi godere i bei momenti senza la necessità di trovare sempre nuovi casini, nuovi posti dove andare, nuova musica assordante da ascoltare, sempre di corsa, sempre alla ricerca di nuovi stimoli perché quelli vecchi non vanno più bene, perché la vita sta stretta, perché non ci si riesce a stare bene.
Mai.
Ecco, quelle sono le persone che trovo veramente noiose.

PS: un grazie a Virginia per avermi dato l’idea di questo articolo, mettendo nero su bianco un pensiero che stavo covando da un po’, ma che mi sentivo troppo anacronistica per esprimere. Ora finalmente so che qualcuno la pensa come me e ha il coraggio di dirlo!

Tutte le foto sono di Alessia Iannace, profilo flickr: https://www.flickr.com/photos/ba_mbolina/

Francesca Bognolo

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