#udinefuorilerogge è un hashtag lanciato qualche tempo fa per promuovere il ripristino delle rogge a vista a Udine.

A cosa servissero le rogge un tempo è facile immaginarlo, chi controllava l’acqua nel passato poteva chiedere una tassa e gestire le irrigazioni, approvvigionare la città di acqua, azionare le prime macchine alimentate dai mulini; ebbene l’acqua, oltre a vita, era anche potere. Nel tempo però le rogge sono state un elemento che portavano odori lungo tutto la città e si è cercato in moltissimi modi di intervenire con regolamenti comunali sul loro uso per gli scarichi, in alcuni casi coprendole.

A Udine le rogge sono un argomento su cui si discute da quando esiste la città stessa. Per qualcuno sono un elemento orribile da coprire, sul quale ricavare spazi verdi oppure costruire una viabilità carrabile nuova.

Ma le rogge oggi? Più che un esercizio di fantasia, vi invito a fare una piccola gita fuoriporta per vedere come hanno valorizzato altrove i corsi d’acqua; senza fare tanta strada basta andare a Treviso, le rogge sono una trama d’acqua che impreziosisce la città, o nella piccola Strassoldo, un elemento che rende unico il borgo. E a Udine?

Se penso ai luoghi che mi piacciono di più di Udine spesso c’è un corso d’acqua che ci passa vicino che lo caratterizza e lo rende unico. Basti pensare al tratto di piazza Primo Maggio, non tanto sul giardin grande quanto sul lato che dal Santuario prosegue in via G. Verdi.

Via Martiri della libertà ha una bellissima passeggiata sopraelevata con una splendida roggia, non tutti la conoscono perché non si vede dalla strada.
E… sono sicuro che sapresti nominare altre strade con le rogge a vista a tua volta.

L’idea di portare fuori le rogge non è nemmeno così campata in aria, ne nuova, in alcuni casi è previsto dal piano regolatore, e allora che si aspetta?

E se proprio le rogge non le volessimo? Beh, in altri luoghi i corsi d’acqua sono stati deviati e intombati e gli spazi verdi recuperati sono stati utilizzati come parchi lineari che attraversano la città; uno degli esempi più conosciuti è il parco del Turia a Valencia. Ma senza proporre una città delle arti e delle scienze a Udine, almeno a un percorso vita si potrà pur pensare?

Ma dove passano queste rogge? non manca un censimento sui luoghi attraversati da questi corsi d’acqua ma ancor più suggestivo è guardare le foto antiche di Udine e riscoprire come alcune strade abbiano una forma strana proprio dovuta ad una roggia nascosta che ne forma l’ossatura nascosta ed anche un identità celata.

Per questi motivi usa l’hashtag #udinefuorilerogge per dire che le rogge ti piacciono, per dire che vorresti vederle ritirate fuori, che sono un occasione per restituire un pezzo della nostra storia e per Udine di recuperare un pezzo della sua anima antica.

(foto Luca Troian ©)

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