Nicole Garcia e Albert Camus non si sono mai conosciuti, forse incontrati, per caso, alla fine degli anni cinquanta, durante una passeggiata mattutina dello scrittore nel giardino antistante il Liceo Alexandre Dumas ad Algeri, chè da laggiù arrivavano entrambi, nati liberi e cazzari dentro l’ Africa anarchica di fine millennio, figli di colonizzatori colonizzati, portatori sani di quel gene malinconico di cui si riempie l’esistenzialismo camusiano, proiettato sul grande schermo da Godard e da altri membri dell’avanguardia di un pensiero filosofico in fieri tossico e creativo, poroso e seminale, sparato ad altezza d’uomo come un calcio in culo di Andrè the Giant.

Tutta questa menata per dire di un film che mi è piaciuto molto, “Un balcon sur le mer” distribuito in Italia con un titolo completamente diverso, “Tre destini, un solo amore”, diretto da Nicole Garcia, nota soprattutto per una straordinaria opera precedente, “L’adversaire”, la storia del raccontaballe Jean Marc Faure, interpretato magistralmente da Daniel Auteuil, fantastico cesso sprizza figosità al tempo, invecchiato poi affascinando antipaticamente generazioni di cinefili francofili.

“Un Balcon sur le mer” è un film strepitoso, animato da deliziosi flash back che riprendono una breve storia d’amore adolescenziale vissuta durante la guerra d’Algeria, è malinconico e per questo ricorda Camus e “Lo straniero” dipingendo sfondi africani europeizzati decadenti ma nitidi, è misterioso nell’ipocondria sentimentale dei protagonisti di una vicenda sordida però ricca di una radice sentimentale genuina, sofferta, tuttavia mai stucchevole.

Non c’è Sophie Marceau a menare le danze, bensì la sensuale e figa canadese Marie Josèe Croze, in un cast impreziosito dalla solita performance ad hoc di Toni Servillo e da Claudia Cardinale in versione Sereni Orizzonti.

Non mi metto a rompere le balle sui vari dati tecnici, non mi interessa, me lo sono guardato ieri sera poco dopo un corto sensazionale di uno dei miei registi preferiti, Aki Kaurismaki, che con “Uomo Taverna” ha creato una situazione poetica muta con pochi precedenti, cazzo di un artista, ma di questo racconterò un’altra volta, che a scrivere qui ho dimenticato il caffellatte, ma è colpa di Camus, è uno che ci sa fare con le distrazioni.

ba

Condividi
Articolo precedenteMeet the artist: YATOYA – coming soon on Blud TV
Articolo sucessivoArchive, la guerra vista dal cellulare, il 19 marzo al Palamostre
Max Deliso
Massimiliano Deliso, Cormòns, Gorizia, 21 agosto 1967. Scrittore incompiuto a livello mediatico, è stato blogger con Il Teatro Invisibile di Mr. Potter dove intratteneva gli astanti con delle storie corte. Scrive per il quindicinale Panorama (HR), dove si occupa di Cinema, Teatro e Musica. Conduce la trasmissione radiofonica I Fratelli Lugosi per Radio Onde Furlane, dove svolge anche il ruolo di critico cinematografico. Scrive racconti brevi che vengono spesso letti in pubblico da giovani attori presi a caso per strada, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica e un aumento sensibile del consumo di alcol degli spettatori. Saltuariamente scrive anche di sport e televisione.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here