Stavo smermellando le palle ad una mia amica, dicendole che volevo partire per le mie ferie, ma non sapevo bene dove andare, o meglio, non avevo nessun compagno di viaggio.
La cosa buffa di queste situazioni è che son tutti bravi a minimizzare, a dirti di partire da solo, ma innanzitutto non siamo tutti uguali, perciò se anche il pulpito venisse da un persona che effettivamente avrebbe il coraggio di partire, mi conceda la mia non altrettanto spiccata intraprendenza.
Se invece poi, il pulpito venisse da una persona che se la fa sotto più di te, allora mi viene da spaccarti un attimo la faccia perché “ti pare?!”.
Non è questo il caso (dell’amica succitata), comunque.

Di fatto, io non avevo ancora prenotato per Londra e, quando questa mia amica, una sera, mi dice: “Porny, vuoi venire a Barcellona un weekend?”  io mi trovo

I M P R E P A R A T A

  1. Sì, voglio partire adesso, cosa stiamo aspettando? Prenotiamo!
  2. No, un weekend è da pazzi, perdi più tempo in viaggio che sul posto…

Per di più, in tutto questo avrei dovuto condividere la camera con una persona che non conoscevo, e se mi fosse stata sulle palle? Chi delle due avrebbe dormito sul pavimento? Oddio, già questi problemi di coppia senza essere ancora sposata, mi sembrava eccessivo.

Ci penso un po’ su: partire solo per un weekend o non partire per niente.
Ma che domande sono?
Non ho indugiato oltre.

Alla fine, la stessa persona che mi dava in qualche modo preoccupazione è stata anche la stessa che mi ha spinto a prenotare, perché saremmo state 3 coppie, di cui due effettive, io e l’incognita; amica di una delle due coppie. Questo mi confortava perché non sarei stata l’unica single della comitiva.

Arriva la vigilia della partenza e la stessa coppia, amica dell’incognita, ci dice che causa contrattempo dell’ultimo minuto non può più partire, quindi saremmo stati in quattro e non più in sei. Momento di panico… io ci stavo ampiamente ripensando perché se mi fosse stata sul cazzo questa benedetta incognita mi sarei ritrovata per l’ennesima volta la terza in comodo della situazione e non avevo proprio coglioni.

Mi sono calmata un attimo, ho cercato di recuperare lucidità e, anche per rispetto nei confronti della mia amica che mi aveva invitato, ho cercato di rilassarmi e di pensare positivo. Insomma, in fin dei conti si trattava di un paio di giorni.

Contate che nel frattempo io mi ero decisa a partire per Londra quindi, in un secondo momento avrei potuto tranquillamente pensare di prendere e girovagare per la città da sola, visto che l’avevo già fatto.

Sabato 25 novembre: la partenza

Mi vengono a prendere, ci avviamo in macchina verso Venezia. Zero traffico, solo pioggia. Speriamo il tempo migliori.
Arrivati a Venezia cerchiamo “l’incognita” in mezzo alla gente… io mi aspettavo una persona dai capelli lunghi e invece quando me la sono trovata davanti sono rimasta sorpresa! Insomma, stavo cercando la persona sbagliata, avrei potuto passarle davanti e andare oltre senza accorgermi che fosse la diretta interessata. A presentazioni avvenute, dall’aereoporto prendiamo il bus e ci dirigiamo verso l’hotel per posare le valige e ottimizzare subito i tempi visto che il viaggio ci aveva occupato tutta la mattinata e quindi ci restavano soltanto il primo pomeriggio di sabato e la mattinata “lunga” di domenica, contando saremmo ripartiti alle 16 dall’hotel.

Facendoci due chiacchiere, “l’incognita” sembra una persona piacevole.

Prima tappa: La Boqueria, el Mercat

Dio mio, il paradiso! Quanto cibo tutto insieme!! Frutta di ogni genere, a pezzi o frullata, carne, pesce, crudo, cotto, pasta, riso…. E io con l’apparecchio ai denti, messo due giorni prima. Ma porc….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vabeh… un frullato e mezzo arancino mi hanno tenuto fino alla sera.

Abbiamo camminato lungo la Rambla, in mezzo ai baracchini ai lati della strada: non credo di avere mai speso così tanti soldi in cartoline. Cartoline che non ho nemmeno spedito, bensì comprato per me stessa.

Camminando, arriviamo fino al porto, lungo la Rambla de mar, per poi rientrare verso l’entroterra a visitare il Barrio gotico. Io e Chiara, questo il nome de “l’incognita”, abbiamo deciso che dovevamo visitare un grazioso mercatino di Natale che abbiamo scovato camminando tra i vicoli e ci siamo perse un po’ prima di fare aperitivo ed andare successivamente a cena.

Confermo: questa compagna di viaggio mi piace.

Arte di strada qua e là, soprattutto delle frasi realizzate unendo lattine colorate ognuna con una lettera sopra, di cui allego foto.

Ceniamo in un ristorantino sempre dentro la Boqueria, mangiando paella e bevendo sangria e concludiamo la giornata bevendo l’ultima in un bellissimo posto chiamato “El bosc de les fades” che sembrava davvero un bosco di fate…
Si trattava di un antro piuttosto buio, illuminato da ben poche lucine, un pò qua e un po’ là, con un piccolo ruscello (vero!) che attraversava una delle sale. Insomma, uno stile che tendeva al fantasy, molto molto carino. Di nicchia, forse, ma carino.

Si conclude così il nostro primo giorno in quel di Barcellona ed io vado a dormire bramando ciò che ci avrebbe atteso il giorno seguente.

Se avrete piacere di sapere com’è andata la mia domenica, vi invito a leggere la continuazione nel mio prossimo articolo 😉
Ciao amici!

Photo by Porny

 

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