Luca “DoroGjat” Dorotea è un rapper di tutto rispetto, che ha dimostrato negli anni di possedere una scrittura fluida, rime incisive e un flow mai banale. A queste doti, se ne aggiunge almeno un’altra che deriva, nello specifico, dalla sua ultima fatica “Vai Fradi” (Reddarmy, 2015): il saper spiazzare l’ascoltatore di vecchia data che segue le sue vicissitudini musicali fin dai primi demo e dai primi mixtape, quando i Carnicats erano in quattro e non c’erano veri musicisti ad accompagnare lo show felino in giro per le jam e gli eventi più o meno importanti d’Italia e non solo.

“Il Doro” negli anni si è fatto un nome, soprattutto qui in regione, per quel suo modo sornione di rappare pezzi colmi di punch-line, giochi di parole e allusioni più o meno velate ad uno stile di vita leggero e scanzonato intriso di Carnia&Cannabis, così dagli albori fino ad oggi. Tuttavia, il novembre di quest’anno ci ha consegnato un disco che ribalta nel profondo le tematiche che permeavano i precedenti lavori dei gatti: limitato il virtuosismo lessicale fine a se stesso, ecco pezzi come “Il momento è ora”, molto più di un semplice intro, quasi una dichiarazione d’intenti che comincia con uno squisito giro di piano suonato dall’ottima Giulia De Paoli. Messe per un attimo da parte le “rose nere” (sigarette farcite, ndr), qui al massimo citate qua e là, ecco ben tre pezzi aventi per oggetto la tematica del notturno, dove la fame chimica diventa “fame lirica” e dove Doro dichiara di vivere “tutta la notte sconvolto un po’ su di giri/ al buio senza una luce, vampiri”. Al netto di pezzi come “L’impasto” e la title-track “Vai Fradi” che smorzano l’atmosfera, trattasi dunque di disco che va sentito e non semplicemente ascoltato mentre se ne fa su una. Lasciatevi trasportare dai ritornelli cantati (ottime tutte le performance, una su tutte quella di Maqs Rossi), soffermatevi a riflettere sul perché “per chi è cresciuto in provincia non è poi strano/voler mollare scappare via più lontano” e concentratevi sull’intimo significato dei testi: vi accorgerete di stare ascoltando vera musica per adulti, all’interno della quale la generazione dei 30enni di oggi si riconoscerà facilmente.

Dal punto di vista sonoro, le produzioni non si limitano mai al semplice campione in loop tipico dell’Hip-Hop più classico, ma hanno sempre interventi mirati di abili musicisti e bravi compositori. In generale, le strumentali sono affidate a: Davare, giovane producer affiliato alla crew, già membro del collettivo Rocstars, che sta crescendo sempre più beat dopo beat; Railster, talento puro ed eclettico, attualmente di stanza a Londra, che sforna un tappeto sonoro ipnotico ed incisivo; il sempre presente Deo, co-fondatore del gruppo; Mole, conosciuto dall’ambiente Hip Hip soprattutto per il suo passato negli Atlantide 4et, Antares Color, altra pietra miliare dell’Hip Hop regionale e non solo, ex-membro del collettivo di dj Alien Army e Top, che produce l’ottima “Nightcalls – Notturno pt.2”.

Per quanto riguarda i featuring, stupisce l’assenza di altri mcs. Escludendo Dek, membro dei Carnicats, non una sola strofa è stata scritta da altri rapper, mentre quasi tutti i ritornelli sono cantati: Ka-li, Videodreams, il già citato Maqs Rossi, Delta Club e R.esistence in dub offrono la loro esperienza come cantanti per dare ancora più musicalità all’intero progetto.

Dulcis in fundo: questo disco piacerà a tutti quelli che sanno apprezzare i grandi temi universali della vita e adorano la massiccia presenza di strumenti all’interno di pezzi rappati, mentre annoierà o risulterà poco incisivo per tutti coloro che associano il rap alle batterie di Dr. Dre e ai testi di Ice Cube. “Vai Fradi” non è un disco di puro e classico Hip Hop, anche se Doro nasce da quell’ambiente e ci tiene a precisarlo. Se si comincia ad ascoltare il disco avendo ben presente questo aspetto, vi concederete 40 minuti di sana e buona musica dove è la tecnica pura a farla da padrone, lontana dagli stereotipi del genere e coerente con le persone che la fanno.

Sta sera sabato 12 dicembre: release party ufficiale di Vai Fradi, il disco solista di DORO GJAT – Carnicats, accompagnato dalla Carnicats Live Band e ospiti di eccezione presso il Padiglione 9 fiera di Udine.

Evento fb: https://www.facebook.com/events/920070738083853/

doro1doro

Condividi
Articolo precedenteTM: Teoriche Minchiate
Articolo sucessivoChristmas vibes
Shef
Shef, classe 1983, una laurea in Lettere, rapper ed mc dal 2001. Appassionato di Hip Hop e street-culture, rap, areosol art, storia, letteratura, architettura, cinema. Hobby preferito: visitare musei e mostre d’arte. Vizio: la cioccolata al latte. Nei ritagli di tempo, scrittore di racconti e articoli vari. Non sopporta fare la fila e le persone ritardatarie, ma quando può professa con convinzione l’arte del perdigiorno passeggiando senza meta nel centro cittadino di Udine.

3 Commenti

  1. Bella recensione. Una sola precisazione: tra i featuring annoveri me, Gianni ‘Jana’ Rojatti, tra i cantanti. Ma io sono un chitarrista e nel disco in “Anche se” suono proprio la chitarra. Ciao. G

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here