Un viaggio partendo da San Daniele del Friuli

Anche Alessandro Cabai ha voluto partecipare a #udinerestaacasa e #udinewakeup, gli hashtag che potete usare per farci scoprire come passate il tempo a casa e darci dei consigli. In questo periodo in cui non possiamo viaggiare, Alessandro ha approfittato di questo momento per rivalutare l’Italia: scopriamo con lui il meraviglioso Parco Nazionale del Gargano.

Come molti altri cittadini italiani e del mondo, sto passando queste settimane in casa, rispettando le indicazioni del Ministero della Salute e delle autorità competenti, sperando in una quanto prima ripresa normale della vita. Ed infatti, prima di tutto, un pensiero lo dedico a chi è stato colpito in prima persona dal Covid-19 ed un grosso ringraziamento va a tutte le persone che si stanno facendo in quattro per combattere l’emergenza: medici, infermieri, operatori socio sanitari, forze dell’ordine, farmacisti, personale dei supermercati … e la lista sarebbe ancora più lunga.

Fortunatamente, in questa fase della mia vita mi trovo a San Daniele del Friuli, mio paese natale; ho una casa con giardino circondata da una stupenda cornice di montagne, le Prealpi Carniche e le Prealpi Giulie .. non sono chiuso in un appartamento di una qualche città. Tra lavori di giardinaggio, pulizie domestiche e aperitivi virtuali con gli amici sparsi per il mondo approfitto del tempo libero per preparare al meglio la stagione estiva (sperando che parta presto!), studiando e programmando i prossimi viaggi! Una malattia quest’ultima! E come già ampiamente sottolineato sui social, quest’estate il grido dovrà essere: ‘restiamo in Italia!’. Le vacanze facciamole nel nostro Paese, aiutando a risollevare la nostra economia, gli albergatori, ristoratori, guide e tutto il comparto turistico.

Il Parco nazionale del Gargano

Ed ecco, dopo questa lunga introduzione! .. uno spunto per un viaggio nella nostra amata Italia: il Parco nazionale del Gargano, promontorio montuoso che si estende nella parte settentrionale della Puglia, una terra autentica, fuori dalle rotte del turismo di massa, ricca di aree boschive con rigogliose pinete, foreste, paesaggi montuosi, una spettacolare costa di bianche scogliere calcaree, grotte marine, lunghe spiagge sabbiose e borghi a picco sul mare. Senza dimenticare l’accoglienza calorosa del popolo pugliese e le specialità della cucina regionale, ormai conosciute in tutto il mondo.

Perché vi parlo del Gargano? La scorsa estate ho avuto la fortuna di lavorare parecchie settimane proprio in questa terra per l’Abaco Viaggi, un Tour Operator della nostra regione che, da molti anni, collabora con alcune strutture del Gargano (e non solo, a catalogo c’è la Puglia da nord a sud), avendo modo di conoscere a fondo il territorio, le persone, i borghi e assaporare l’atmosfera magica di questo paradiso.

Un’estate intensa ma stupenda, a pensarci in questo periodo ho ancora più nostalgia, soprattutto a livello umano: relazioni interpersonali prettamente lavorative e di collaborazione si sono trasformate a fine stagione in rapporti, certamente di lavoro, ma anche di grande amicizia e di stima reciproca.

Tra storia e natura

L’incredibile bellezza di alcune cittadine come Rodi Garganico, Vieste e soprattutto Peschici, suggestivo borgo di mare, che, seguendo la litoranea che si snoda lungo la costa, all’ennesimo tornante, appare magica, adagiata su una rocca di fronte al mare. Di giorno soleggiata e molto tranquilla, la sera si trasforma, con botteghe e negozietti che espongono variopinti manufatti artigianali, prodotti tipici quali olio, orecchiette e taralli e ristoranti dove poter apprezzare la cucina locale. Si, in questo caso sono un po’ di parte perché Peschici la porto nel cuore e la ritengo quasi una seconda casa!

La natura della Foresta Umbra che si trova nella parte più interna del Parco Nazionale del Gargano e che deve il suo nome alla fitta vegetazione che la rende a tratti molto ombrosa, con oltre 2000 specie vegetali, tra cui primeggiano i faggi, veri e propri monumenti botanici, con altezze di oltre 40 metri. Pensate che il Gargano e la Foresta Umbra sono definiti ‘il regno della biodiversità’: un territorio pari allo 0,7% di tutta la nazione detiene il 40% della flora nazionale e il 70% degli uccelli nidificati nel nostro paese. E poi tantissimi altri habitat, anche molto contrastanti, ricchi di oliveti, agrumeti e mandorleti che ne fanno una terra invidiata da tutti.

Non dimenticando il patrimonio storico: castelli, torri saracene, cripte, monasteri e cattedrali ne fanno un territorio tutto da scoprire, perfetto per abbinare la voglia di mare a quella di cultura.

Ora vi do un consiglio, avete mai cenato su un trabucco? Esperienza meravigliosa, da provare almeno una volta nella vita! Per chi non lo sapesse, il trabucco è un’antica macchina da pesca, tutta legno e reti, che intrappola il pesce con un meccanismo collaudato da secoli di sapienza marittima.

A poche miglia marine dalla costa infine, circondate dall’azzurro del mare, troviamo uno degli arcipelaghi più belli d’Italia, un eden in miniatura, le isole Tremiti, che rivivono nelle canzoni del grande Lucio Dalla! Ascoltate l’album Luna Matana! Ispirazione e tributo a Cala Matana, una spiaggia dell’Isola di San Domino (una delle cinque isole dell’Arcipelago) presso la quale Dalla aveva un appartamento ed uno studio di registrazione.

Atmosfera mistica

C’è un ultimo aspetto di questa terra che affascina: l’atmosfera mistica, merito delle molte chiese rurali, abbazie e della storia religiosa, sicuramente segnata da due episodi importantissimi, il primo riguarda l’apparizione dell’arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo e la seconda invece legata a San Giovanni Rotondo dove si è consumata la vita di Padre Pio. E anche qui non mancano, come in tutta Italia e in buona parte dell’Europa i monasteri, con i benedettini che fondarono varie strutture tra cui il Santuario di Santa Maria a Mare, situato nell’Isola di San Nicola nell’arcipelago delle Tremiti.

Concludo con una riflessione proprio sul monachesimo e sull’ordine fondato da Benedetto da Norcia all’inizio del VI secolo d.c., che, in uno dei periodi più difficili della storia, quando la caduta dell’Impero romano portò alla perdita delle basi politiche e sociali che avevano regolato negli ultimi secoli l’Europa e, le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati come ora, i monaci benedettini con la loro regola, ‘ora et labora’, riuscirono a a cristianizzare gli occupanti rendendoli ‘europei’ con la sola forza dell’esempio, salvarono gran parte della cultura greco romana che sarebbe andata persa senza il loro paziente lavoro di copisti e, anche l’agricoltura, l’industria e molte arti ebbero nei monasteri un nuovo inizio diventando focolai di civiltà, rimettendo in ordine territori devastati ed in preda all’abbandono.

Per questo decisivo contributo della sua istituzione monastica alla creazione dello spazio materiale, spirituale e culturale dell’Europa, Benedetto da Norcia è il santo protettore del nostro continente.

Alessandro Cabai

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