Un felice ritorno a Udine quello di Vinicio Capossela, 51enne cantautore cresciuto in Emilia-Romagna, che calcherà il palco del teatro Giovanni da Udine stasera alle ore 21. Chi lo ha già visto esibirsi negli anni, come me, non si aspetterà solo uno spettacolo ma un viaggio onirico, incantato e ironico accompagnato da tante e tante chiacchiere. Vinicio infatti è famoso per il suo filosofeggiare ed elucubrare poeticamente e satiricamente, come Celentano, di cui infatti ha reinterpretato il celeberrimo brano Si è spento il sole nel lontano 2003.

Io rimasi folgorata da Vinicio nel 2006 quando vidi il suo concerto estivo in castello, successivamente nel 2008 nella magica ma un po’ dispersiva cornice di una piazza San Marco stracolma, dove il cantante condivise lo stage con nientemeno che la leggendaria Joan Baez, detta l’usignolo di Woodstock; e poi ancora in castello qualche anno più tardi per Udine Jazz dove presentava Marinai Profeti e Balene con il suo travolgente e avvolgente sound tra gigantesche costole bianche come scenografia.

Il suo ultimo e decimo album in studio è Canzoni della cupa, pubblicato lo scorso maggio in ritardo a causa di una operazione alle corde vocali a cui si è sottoposto. Il disco, che ha richiesto 13 anni ed è suddiviso in due con ben 38 brani ,parla soprattutto dell’Irpinia, terra d’origine dei suoi genitori. Questo tour teatrale si chiama invece ‘Ombra’ , concetto che lui definisce alla base dell’’esistere’ umano insieme alla polvere. Gli spettacoli Polvere si sono svolti all’aperto evocando situazioni agresti mentre questi al chiuso dei teatri creeranno buio e penombre che riporteranno all’intimo dell’inconscio ‘dove il materico scompare per lasciare il campo alla proiezione dell’inconsistente.. Un’Ombra che non nasconde ma rivela: sentimenti,animali totemici, radici, ritrovamenti, defunti, archetipi, duplicità, governi, personalità. ‘ (cit.)

Usando strumenti ad arco e corde, ombrografi, marchingegni a valvole e manuali e un’orchestra di tutto rispetto Capossela ci guiderà nella catarsi o nella distensione? Nel la malinconia o nell’ esaltazione? Conoscendolo piuttosto bene farà molto di più! Per chi non conoscesse le sue canzoni-storie vi consiglio l’ascolto di: “ Il ballo di san Vito”, “Che coss’è l’amor”, “ Non è l’amore che va via”,” Ovunque proteggi”, “Medusa cha cha cha” e “Scivola vai via”, quest’ultima nelle colonne sonore di parecchi film.

Il segreto di Capossela secondo me è sempre stato quello di mescolare tanti generi diversi, cari alla tradizione italiana e parlare nei suoi testi del sacro e del profano con profondità e leggerezza allo stesso tempo. La sua voce bassa, riconoscibile tra mille e il suo stile sempre più visionario decennio dopo decennio fanno di lui uno degli artisti migliori degli ultimi 30 anni.

www.viniciocapossela.it

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Elisa Mattiussi
Elisa Mattiussi, udinese, trentenne, attiva nel mondo della comunicazione mediatica, collabora con radio e agenzie di eventi. Laureata in Comunicazione, ha la formazione di copywriter. Ha pubblicato on-line vari articoli. Appassionata d'arte, media e di tutto ciò che è creativo.

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