Ho una grande immaginazione ma, nello stesso tempo, son pienamente cosciente che la realtà tende sempre a superare qualsiasi immaginazione. Quindi ero già pronto a scrivere pezzi contro il populismo migranti -­ il populismo profughi ­- il populismo lega -­ il populismo al governo ­- il populismo m5s -­ il populismo ritorno di Berlusconi ­- il populismo della minoranza della minoranza dem.

E INVECE.

“Prima della notizia un avviso: dalle prossime righe la lettura è sconsigliata a minori di anni 14” (cit.)

Invece inizio con un pezzo atto a difendere un forzista. Sì, una persona iscritta a Forza Italia. Potete rileggere il periodo precedente una decine di volte: non cambierà.

Il pretesto è sempre quello: si parte con lo scrivere un pezzo di costume, si arriva al più becero e pruriginoso moralismo. Così, da una notizia tendenzialmente neutrale, che nulla ha a che vedere con il lavoro attuale del diretto interessato, si rimescola la storia antica, basata su un passato che ha a che vedere con il mondo del porno. Perché? Perché così la gente mormora e compra il quotidiano.

Tutto questo su il Piccolo. L’articolo fa nascere la domanda seguente: e anche se fosse?Fare il pornoattore/attrice è una notizia da quotidiano? Tutto questo è uno scandalo, nell’Italia del 2015? Il taglio dello scritto rimane comunque abbastanza neutrale, dando parola pure al diretto interessato che puntualizza: “Qui in Italia per motivi religiosi o pseudo-morali molti fanno gli ipocriti, amano Dio e fregano il prossimo. Il porno? Non mi pento, sì certo li ho fatti. Perchè? Mi piaceva, era un divertimento, un piacere, avevo l’età giusta e si guadagnava qualche soldino”. Parole sante, da far leggere a tutti i moralisti o i perbenisti che attaccarono Paolo Vidali, attuale presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, un po’ di tempo fa.

In tutti i casi ci troviamo davanti a cose scritte per creare uno scandalo (?) dal punto di vista morale (?) ma che, probabilmente, non fanno che far scadere la figura del giornalista (e del giornalismo) agli occhi dei lettori.

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