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In vino veritas: la nuova rubrica Blud che vi porta nel mondo del vino, a cura di Laura Collenzini!

BOLLICINE

Bollicine: o le ami o le odi.
Iniziamo questa nuova rubrica parlando di vino, nello specifico dei vini spumante.
Qualcuno le ama, altri non le apprezzano, ma per quanto mi riguarda sono un mondo tutto da scoprire.
Partiamo dall’inizio.

Esistono principalmente 2 metodi di produzione: charmat o metodo classico.
Nel primo caso la rifermentazione avviene in autoclave cioè un grande recipiente chiuso alla sommità.
Nel secondo caso la rifermentazione avviene in bottiglia con i lieviti.

I vini prodotti da questi due metodi presentano caratteristiche completamente diverse.

I primi si presentano giallo paglierino, non hanno profumi particolarmente intenso ma richiamano i fiori bianchi in fioritura e frutti a pasta bianca (pera o mela).

I secondi invece presentano un colore che richiama la buccia della cipolla o comunque un giallo paglierino bello carico. Hanno profumi molto intensi, che sono legati alla rifermentazione a contatto con i lieviti. Sono longevi, posso essere bevuti tranquillamente anche 10 anni dopo la vendemmia, tutto dipende dalla sboccatura (quando il lievito è stato rimosso dalla bottiglia), più il vino resta a contatto con i lieviti, più durerà!

Ci sono eccellenze italiane in tutti e due i metodi: basti pensare al Prosecco per il metodo charmat e al Franciacorta per il metodo classico.

Bollicine del FVG

In Friuli Venezia Giulia ci sono tante realtà che stanno approciando gli spumanti.
Ad esempio: Baroni Ritter de Zahony per uno tra i migliori Prosecchi al mondo, Castello di Spessa per la Ribolla Gialla spumantizzata piuttosto che Marco Felluga e Russiz Superiore per il Blanc de Blancs metodo classico o Collavini per Applause metodo classico.

Laura Collenzini

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