200 piante di MARIJUANA​, 140 Kg di DROGA. Due ragazzi di 19 e 21 anni che vivono il presente globale e 1.223.000 persone (spero vivamente di meno) che leggendo il nostro quotidiano locale si sono sentiti per un attimo abitanti di Lazarat, Albania.​ ​

Due​ ​fratelli​, che al contrario dell’autore del pezzo, verranno additati per molto tempo come drogati quando invece dovrebbero semplicemente essere considerati persone più informate di altre, più informate delle forze dell’ordine, più della redazione di un certo quotidiano locale e più di molte persone che hanno letto la notizia bomba​.

Ovviamente non sono i primi e non saranno nemmeno gli ultimi, perchè tutti coloro che si sono scandalizzati leggendo questo titolone​ ignorano il fatto che in tutto il mondo sia partita una rivoluzione​ ​verde​.

La coltivazione della cannabis, nome scientifico della terribile marijuana, sta finalmente tornando, sia quella destinata a uso terapeutico sia quella tecnico-industriale. Quelli che erano considerati fino a poco tempo fa pazzi visionari, ora sono per molti coloro i quali hanno ridato vita a una filiera verde, che produce la materia prima per realizzare
materiali edili ecocompatibili, alimenti vegetali privi di glutine, biocombustibili, biopolimeri; coloro che, semplicemente piantando questa coltivazione nel loro campo, ridurranno le emissioni di CO2 e bonificheranno il terreno da metalli pesanti.

Scusate. Forse sto esagerando. Forse per alcuni tutto questo è arabo ed è meglio catalogarlo come “reato​”, “coltivazione di stupefancenti” che fa più scena.

Sicuramente lo è per coloro che continuano a fare uscire articoli fuorvianti, senza aver minima conoscenza della materia di cui stanno parlando.

E’ per questo che abbiamo deciso di aiutarvi a capire.

L’errore più comune è pensare che esista una cannabis da droga (“parliamo potabile”) e una cannabis industriale. In realtà la natura ha creato la Cannabis, che si è adattata a condizioni ambientali molto diverse e per questo si sono sviluppate molteplici varietà all’interno del suo spettro.

Nasce da questo la prima suddivisione tra Indica​ e Sativa​. L’Indica si sviluppò principalmente nell’Asia centrale e nel subcontinente indiano, mentre la Sativa in zone della terra più calde, nelle regioni equatoriali, dalla Giamaica al Marocco.

YouHemp,​ realtà regionale che tratta canapa, si è messa in contatto da subito con i due giovani coltivatori e ha seguito con attenzione il loro lavoro.

In seguito allo spiacevole episodio, ecco cosa ci ha detto uno dei due fratelli:

“Quella che abbiamo coltivato è canapa industriale priva del principio attivo illegale,
legalmente vendibile tramite la creazione di un’azienda agricola e prodotta da sementi
certificate di cui lo Stato italiano riconosce la liceità.”

– Per gli addetti ai lavori si tratta di Carmagnola Selezionata, CS, regolarmente iscritta sul
registro delle varietà consentite per legge. –

“Nonostante la nuova normativa sulla canapa non preveda più l’obbligo di dichiarare la
coltivazione alle forze dell’ordine, per stare più tranquilli ed operare nella totale trasparenza lo abbiamo fatto comunque, conservando inoltre le fatture d’acquisto ed i cartellini identificativi dei semi come dettato dalla legge. Va inoltre precisato che il
terreno si trova a poche decine di metri dalla strada e confina col terreno di un vicino
che è un ex poliziotto.”

Cosa vi ha spinto a seminare ?

“Abbiamo iniziato a coltivare la canapa come esperimento, per imparare qualcosa di nuovo, per curiosità e successivamente per aprire un’azienda e crearci un lavoro. Per questo motivo ci eravamo già informati sull’apertura di una partita IVA ed eravamo in contatto con un laboratorio che potesse effettuare le analisi dei principi attivi.
In questa fase di sperimentazione abbiamo adottato due tecniche di coltivazione per vedere i diversi modi in cui avrebbe reagito la pianta: la prima mettendo le piante ben
distanziate le une dalle altre, in modo che potessero crescere liberamente e formare dei
rami, mentre la seconda piantandole in filari molto fitti come si usa fare abitualmente con
la canapa. Queste differenze di aspetto e dimensioni fra i due metodi ha allarmato le forze dell’ordine, facendogli credere che una parte del campo fosse coltivata a stupefacenti, per questo sono intervenuti tagliando e sequestrando le piante.
Fino a questo momento eravamo assolutamente tranquilli nello svolgere questa attività,
perché pensavamo di essere tutelati dalla legge, mentre adesso io e mio fratello siamo
trattati come criminali.”

Eccoli qua i due colpevoli fino a prova contraria: “ Fino al risultato delle analisi non
dormiamo sonni tranquilli, sperando che il tenore di Thc sia inferiore ai limiti legali,
come garantito da Assocanapa, rivenditore dei semi certificati.”

Speriamo che le analisi confermino i valori inferiori al 0,6% di THC, ma soprattutto che
il nostro amato quotidiano locale ne dia notizia, possibilmente non in un trafiletto minuscolo inserito in 15° pagina.

Lascia una risposta

Inserisci il tuo commento
Perfavore inserisci il tuo nome qui