Si è conclusa la 30esima edizione del Trieste Film Festival e noi di Blud ci abbiamo fatto un salto. Il Festival è dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale e quest’anno è stato un appuntamento particolarmente importante perché a novembre ricorreranno i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, ed è stato proprio quest’ultimo il grande protagonista del Festival.

Nella prima giornata abbiamo assistito alla proiezione di “Possession”, film del regista polacco Andrzej Żuławski del 1981.

Ambientato nella Berlino della Guerra Fredda, la storia vede protagonisti una coppia, Mark e Anna, sull’orlo di un divorzio. Mark è convinto che Anna lo tradisca e nonostante lui continui ad accusarla, lei nega anche l’evidenza.

Fin qui sembra una tipica storia di un tipico amore possessivo che tipicamente finisce, se non fosse per l’inaspettata piega grottesca, disturbante, e schizofrenica che man mano assume. Forse è anche per questo motivo che la gente ha iniziato a lasciare la sala,  e sembrava di essere a una prima di Lars Von Trier al Festival di Cannes, l’indignazione si palpava nell’aria. Solo i più coraggiosi sono rimasti fino alla fine. E anche i più curiosi, che volevano capire di chi si fosse innamorata Anna e se Mark sarebbe riuscito a riconquistarla in mezzo a scene deliranti e dialoghi incomprensibili.

Così Mark affida a due investigatori privati il compito di pedinare la moglie, i due purtroppo non riescono nell’intento perché scompaiono in circostanze misteriose ed è lo stesso Mark che alla fine scopre la sconvolgente verità (attenzione spoiler): l’amante non è niente di meno che un mostro con tentacoli. Sono sicura che tutti gli spettatori, nei diversi anni dalla sua prima proiezione, abbiano assunto un’espressione sconcertata e basita e i loro neuroni si siano spenti per un millesimo di secondo cercando di capire cosa avessero appena visto.

Il film lascia lo spettatore con molti dubbi che non per forza devono essere dissipati, e lascia anche, e soprattutto, una sensazione di instabilità, che poi non è altro che la situazione che si viveva nella Berlino divisa, fatta di insicurezze e caos. La Berlino di Possession è una città quasi deserta, con un muro che fa da sfondo, ma è sempre presente, quasi a rimarcare la linea tra lucidità e pazzia che è presente in ognuno di noi e che ogni tanto può spezzarsi, come succede ai personaggi rappresentati.

Possession è senz’altro un’esperienza allucinante che un amante di cinema dovrebbe concedersi almeno una volta, soprattutto per la recitazione degli attori che è eccellente, in particolar modo quella di Isabelle Adjani (il piano sequenza della metropolitana è qualcosa che difficilmente si scorda).

Insomma, è stata una bella scelta per l’inizio del Festival, anche se una seconda proiezione, ed il Festival in sè è stata una piacevole scoperta.
È importante e motivo di orgoglio sapere che nella nostra piccola regione, ci siano tali eventi di nicchia che richiamano esperti ed appassionati ma anche curiosi della settima arte da tutto il mondo.

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